> Diffondiamo l'intervista sul governo Lula che Gianni Min�, dal Social > Forum di Porto Alegre, ha rilasciato a Gianluca Ursini per Peacereporter. > In un clima generale che intende demonizzare la politica di risanamento > sociale ed economico adottata dal presidente del Brasile, Min� ha voluto > offrire un'analisi diversa, sottolinenado come grandi mutamenti non siano > realizzabili in breve tempo. > > La redazione di Latinoamerica > > > > Brasile - 27.1.2005 > Il vento di Lula > Gianni Min� interviene su Lula: "E' la vera svolta" > > > > -Cominciamo dalle perplessit� sull'operato di Lula, che hanno manifestato > anche sociologi ideologicamente vicini al presidente come Emir Sader. Cosa > ne pensa? > > Sader � un tipo molto duro, un trotzskista, comunista vecchia maniera, che > non approva le mezze misure. Vorrebbe fare la rivoluzione. Ma se governi > un Paese grande come un continente, con quasi 200 milioni di persone, dove > la prima cosa da fare � dare loro da mangiare, la seconda � curarli e la > terza � dare loro una casa che non sia di fango, � chiaro che sei > costretto ad andar piano. Il Fondo Monetario Internazionale � un ente > criminale che pu� ammazzare chiunque, anche un Paese come il Brasile. > > > -Un ente criminale? > > Certo. Ormai lo dico a tutte le conferenze. Il Fmi � un ente criminale. Le > sue famose 'ricette economiche' possono distruggere milioni di persone. La > gente si pu� ammazzare con i cannoni, ma anche con le banche. Sfido a > smentirmi. > > > -Quindi non condivide l'analisi di Sader? > > Non condivido l'idea cos� radicale di Emir Sader, anche se capisco la sua > ansia. Ma il solo fatto che adesso in Brasile ci sia una democrazia > compiuta, in cui sta tramontando l'impunit�, in cui vengono perseguiti i > guardiaspalle dei 'terratenientes' che fino a due anni fa ammazzavano > senza conseguenze i 'Sem Terra', � una grande svolta. Prima di Lula la > polizia privata ammazzava i sindacalisti 'siringueros' - i raccoglitori di
> caucci� - come Chico Mendes, adesso non � pi� cos�. L'impunit� � finita! > Eccolo il risultato pi� immediato dell'elezione del presidente operaio. E > ricordiamo che certe conquiste sono faticose. Certo sono passati due anni > e ancora non ha fatto la Rifoma agraria! Ma la far�, non si pu� dubitarne. > La far�, perch� � la promessa pi� solenne mai fatta durante la sua > rincorsa alla presidenza. E' che in un Brasile in cui ancora ci sono zone > rimaste al medioevo, in cui ci sono signorotti feudali, fare una riforma > agraria come si deve � una questione complessa. Non dimentichiamoci che in > Europa la riforma agraria risale a fine '800, vale a dire oltre tre secoli > dopo la fine del medioevo. E' dunque un problema non indifferente e ci > vuole tempo per risolverlo concretamente. > > > -E tutto lo scetticismo di certa parte della sinistra europea da dove > viene, allora? > > C'� da dire una cosa, di cui mi prendo tutta la responsabilit�: quella > certa parte di sinistra che si definisce "riformista" - un vocabolo che > non so cosa voglia dire nel concreto - non ha mai sopportato la sinistra > latinoamericana. Quella latinoamericana � troppo pi� fattiva. � passata da > cos� tante esperienze: dalla lotta armata alle repressioni pi� feroci del > XX secolo - persino pi� feroci dello stalinismo, oserei dire - e non > accetta le esitazioni di quella che chiamiamo sinistra in Europa. Questa > sinistra ha accolto con un certo sarcasmo perfino il fatto che fosse stato > eletto presidente del Brasile un operaio. Puntava, infatti, su Serra, > ministro della salute nel precedente governo di Henrique Cardoso, non su > Lula. E perch� questo favore verso Cardoso? Perch� da giovane era stato un > sociologo marxista. Nulla importava che poi avesse accettato di sedersi al > timone di un governo di centro-destra, colluso con i "terratenientes" che > uccidevano i "Senza Terra". > Questa � la stessa sinistra che ha dovuto accettare la vittoria di Lula > col sorriso, ma che non l'ha mai amato. � salita sul carro del vincitore > all'ultimo, scegliendolo quale unico uomo di sinistra latinoamericano da > digerire. Tutte le altre esperienze in piena evoluzione, infatti, che > stanno sconvolgendo i piani degli Usa, non sono assolutamente ben viste > dalla sinistra europea. Vedi tre esempi eclatanti: il Venezuela di Chavez, > messo a dura prova dai referendum di popolarit� architettati > dall'opposizione e sempre vinti in scioltezza. L'Uruguay, dove ha appena > vinto Tabar� Vazquez, assicurando al Paese un governo di sinistra del > tutto avverso alle mire Usa. E infine, le rivolte popolari in Bolivia > capeggiate dai leader indigeni per impedire la svendita delle risorse > naturali, come il gas, alle multinazionali statunitensi. > Ecco, verso tutto questo c'� l'incomprensione pi� assoluta. Non capiscono > cosa stia succedendo in America Latina. Ecco dove colloco l'atteggiamento > ironico nei confronti di Lula. > > > -Perch� non viene capita l'importanza per il Brasile di avere Lula al timone? > > Lula rappresenta una svolta clamorosa. Il Brasile � un Paese che ha visto > una dittatura, tanti governi corrotti. � un Paese che ha visto finti > presidenti di sinistra come Cardoso. > Il presidente operaio � il cambiamento radicale. Certo, forse in politica > economica Lula sta proseguendo la stessa strada del suo predecessore, ma > come svincolarsi in un batter d'occhio dall'abbraccio della Banca Mondiale > e del Fondo Monetario? E' grazie a lui, ripeto, che sono tramontate le > impunit�, e che sono state avviate operazioni sociali del livello di Fame > Zero. > Per questo non sono d'accordo con chi critica duramente e in toto il suo > governo. Certo non chiudo gli occhi. Mi rendo conto che anche Frei Betto, > consigliere del presidente, a un certo punto si � sentito in difficolt� in > questo governo e si � ritirato, ma non per questo adesso getta la croce su > Lula. > > > -Quindi, diamo ancora fiducia a Lula e speriamo che venga rieletto? > > Certo. Non dimentichiamo che se cade l'esperienza Lula, per il Brasile non > ci sar� perlomeno per altri 50 anni la possibilit� di vedere l'area > progressista governare a Brasilia. > > > -Non esiste alternativa a Lula? > > No. Lula ha una storia politica di 20 anni. Ha fondato il Pt, che � il pi� > grande movimento di sinistra del continente latinoamericano. Come trovarne > un altro? Negli anni Ottanta, Lula cap� che la sinistra tradizionale > sarebbe stata incapace di competere con le forze conservatrici brasiliane > e fond� quindi un raggruppamento alternativo che appunto � diventato il > partito dei lavoratori pi� grande del continente. Ha raggruppato tutti i > movimenti d'opposizione. Una grande esperienza. Un grande uomo. > > > -Ma Lula ha un difficile equilibrio da mantenere nel suo governo? > > Non si deve dimenticarlo! Nell'esecutivo, il ministro all'Economia � > Palocci, ex governatore del Banco centrale brasiliano. Un uomo certo non > inviso al Fondo Monetario e alla Banca Mondiale. Difficile conciliare > Palocci con la sindachessa di Fortaleza, neo eletta, appartenete all'ala > critica a Lula del Pt. Non � semplice far conciliare queste anime cos� > diverse. > > > -A livello internazionale, si pu� parlare di "effetto Lula"? > > Con l'avvento di Lula s'� accodato un intero mondo. Prendiamo Kirchner in > Argentina, per esempio. Un peronista del sud, lontano dalla corruzione di > Buenos Aires e dai giochi alla Menem che, una volta eletto, ha preso una > linea progressista copiata da Lula. Poi consideriamo Chavez o il Frente > Amplio in Uruguay, o i movimenti indigeni, non solo in Bolivia, ma anche > in Ecuador, dove hanno affrontato il presidente Gutierrez che s'� > rimangiato le promesse di sinistra per soddisfare gli interessi > statunitensi. > E' stato il vento di Lula ad alimentare questi movimenti. Il vento di > sinistra. > Il Pt di Lula, il Frente amplio uruguagio hanno messo in atto la vera > democrazia partecipativa, dimostrando che pu� non essere solo uno slogan. > � qualcosa che si realizza giorno dopo giorno in molti stati, citt�, > comuni e pueblos del Brasile. Il Pt pu� anche aver perso Porto Alegre - > per le solite lotte interne della sinistra - ma governa molte pi� citt� e > stati rispetto a quando Lula non era presidente. Avranno anche perso San > Paolo alle recenti amministrative, ma hanno conquistato altre cinque > grandi citt�. Per questo dico che bisogna andare piano nel giudicare. > > Gianluca Ursini > > > > > > _______________________________________________ > > Se vuoi CANCELLARTI dalla lista di LATINOAMERICA e non > ricevere pi� messaggi, clicca sull' indirizzo... > > [EMAIL PROTECTED] > > ...e invia il messaggio, > oppure copia l'indirizzo su un nuovo messaggio e invialo; > entro pochi secondi ti arriver� un e-mail che ti chieder� > di confermare la richiesta di cancellazione. > > ________________________________________________ > > Per comunicarci le vostre richieste, impressioni, commenti: > (tranne la cancellazione dalla lista) > si prega di NON FARE IL REPLY AUTOMATICO > (non rispondere automaticamente al presente messaggio) > ma di utilizzare i seguenti indirizzi: > > Direttore Editoriale - Gianni Min� - [EMAIL PROTECTED] > Direttore Responsabile - Alessandra Riccio - [EMAIL PROTECTED] > Segreteria di Redazione - Marilena Giulianetti - [EMAIL PROTECTED] > Amministrazione - Loredana Macchietti - [EMAIL PROTECTED] > Abbonamenti - [EMAIL PROTECTED] > _______________________________________________ > Il sito internet di LATINOAMERICA e tutti i sud del mondo: > http://www.giannimina-latinoamerica.it > _______________________________________________ > > > > > > > > > > > > > > > > > > _______________________________________________ BERGAMO SOCIAL FORUM MAILING LIST per informazioni [EMAIL PROTECTED] In questa mailing list ogni iscritto pu� far circolare tutte le notizie che ritiene opportune, pertanto non esiste alcun "filtro" ai messaggi che circolano ma ci si affida alla responsabilit� individuale. 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