-----Messaggio originale----- Da: Redazione A SUD <[EMAIL PROTECTED]> A: [email protected] <[email protected]> Data: luned� 7 marzo 2005 19.55 Oggetto: caos in Bolivia: il presidente Mesa annuncia le sue dimissioni
> > >In Bolivia annunciate le dimissioni del Presidente in carica Carlos Mesa > > > >E' esasperato dalle proteste e dagli scioperi portati avanti dai movimenti > > > > > > > >In queste ore in Bolivia il Presidente in carica, Carlos Mesa, ha >annunciato le sue dimissioni al Congresso. Mesa ha indicato nelle proteste >di piazza e nelle mobilitazioni de El Alto il motivo della sua rinuncia. Il >tentativo � quello di far ricadere sulla societ� civile e sui movimenti la >responsabilit� della crisi boliviana, occultando le reali responsabilit� >del suo governo incapace di soddisfare le necessit� basiche di milioni di >boliviani che vivono al di sotto della linea di povert�. > > > >I reali motivi della crisi boliviana sono da ricercare nelle politiche >economiche che hanno in questi anni costantemente impoverito il paese e >scaraventato oltre il 70% della popolazioni nella miseria attraverso le >privatizzazioni dei principali beni comuni, gli accordi commerciali >internazionali, le devastazioni ambientali e la repressione costante nei >confronti di tutti coloro che si opponevano a tali scelte. > > > >La societ� boliviana in questi ultimi cinque anni � riuscita a resistere ed >impedire che venissero portate avanti molte delle principali scelte imposte >dalla Banca Mondiale e dalle grandi multinazionali. La guerra dell�acqua >del 2000 per impedirne la privatizzazione nella citt� di Cochabamba e la >guerra del gas per fermare l�esproprio della principale risorsa del paese >imposto con contratti capestro dalle multinazionali, sono esempi della >straordinaria capacit� della societ� boliviana di mobilitarsi per difendere >i propri elementari diritti. > > > >In realt� le dimissioni di Mesa avvengono proprio per l�incapacit� del suo >governo di garantire gli interessi delle multinazionali, il cui strapotere >continua ad essere messo in discussione dalle mobilitazioni dei cittadini >della citt� di El Alto capaci di espellere la multinazionale francese SUEZ >lo scorso 19 gennaio e che in questi giorni si sono opposti agli ultimi >tentativi messi in atto dalla transnazionale di impadronirsi delle risorse >idriche. Tutto ci� viene visto come un ostacolo alla politica di >appropriazione e privatizzazione delle principali risorse e danneggia le >casse delle principali multinazionali che in questi anni sono riuscite a >fare affari d�oro nel paese Andino e che di fatto gestiscono insieme >all�Ambasciata Statunitense la �classe politica� del paese. > > > >Le scelta di Mesa di dimettersi incolpando coloro che difendono il proprio >diritto alla vita lascia presagire una situazione che potrebbe portare a >legittimare l�utilizzo della forza e lo strumento della repressione contro >una societ� in movimento capace in questi anni di recuperare il diritto >alla parola e la capacit� di decidere del proprio destino, riscattando la >dignit� di un intero popolo. > > > >Per questo intendiamo esprimere la nostra solidariet� ai 200.000 abitanti >della citt� di El Alto, che non hanno accesso all�acqua potabile. >Condanniamo l�operato della multinazionale Aguas del Illimani (la cui >azionista di maggioranza � la Suez) che ha elevato le tariffe a livelli >impagabili, imposto importi elevati agli allacciamenti e lasciato gran >parte della popolazione senza l�accesso a questo servizio. > > > >Esprimiamo solidariet� e appoggiamo l�ammirevole coraggio degli abitanti >della citt� di El Alto che si sono organizzati per richiedere >l�annullamento del contratto con la multinazionale Suez. In modo >particolare esprimiamo a loro solidariet� con il seguente documento: > > > >1. Appoggiamo la proposta dei cittadini di El Alto che stanno cercando >di creare una societ� pubblica in cui vengano garantiti democrazia, >responsabilit� e controllo sociale. >2. Appoggiamo i cittadini di El Alto nel loro totale rifiuto alla >proposta di creare un �nuovo modello� con la societ� anonima Mixta e in cui >la Suez continua a mantenere il controllo del 35%. >3. Condanniamo le azioni della multinazionale dell�acqua Suez perch� >dopo la scadenza del contratto ha minacciato di presentare una richiesta >legale al governo boliviano presso il Centro Internacional de Arreglo de >Diferencias Relativas a Inversiones (CIADI), un ramo della Banca Mondiale. >Questo riflette un diretto conflitto di interessi dovuto al fatto che la >Banca Mondiale possiede l�8% delle azioni della compagnia Aguas del Illimani >4. Presentiamo un appello al Governo Boliviano e ai sindaci delle >citt� di El Alto e La Paz per garantire che i diritti umani e quelli >previsti dalla Costituzione ai cittadini boliviani, come il diritto a >riunirsi in assemblea, a protestare e a esprimere le loro obiezioni, siano >assicurati. >5. Chiediamo che vengano presi immediati provvedimenti al fine di >risolvere questa situazione. La gravit� di questo caso � evidente dallo >sciopero della fame iniziato dai leader della Federaci�n de >Juntas Vecinales (FEJUVE) dal 21 di febbraio e che si sta estendendo ad >altre regioni. > > > > > >Per adesioni all'appello inviare un email a ><mailto:[EMAIL PROTECTED]>[EMAIL PROTECTED] con oggetto "a sostegno de El >Alto" > >--------------------------------------------------------------------------- ------------ >Redazione A SUD >via A. Contarini 13, 00154, Roma ><mailto:[EMAIL PROTECTED]>[EMAIL PROTECTED] ><http://www.asud.net>www.asud.net >39+06/5748332 > >-- >Mailing list Latina dell'associazione PeaceLink. >Per ISCRIZIONI/CANCELLAZIONI: http://www.peacelink.it/mailing_admin.html >Archivio messaggi: http://www.peacelink.it/webgate/latina/maillist.html >Area tematica collegata: http://italy.peacelink.org/latina >Si sottintende l'accettazione della Policy Generale: >http://www.peacelink.it/associazione/html/policy_generale.html > _______________________________________________ BERGAMO SOCIAL FORUM MAILING LIST per informazioni [EMAIL PROTECTED] In questa mailing list ogni iscritto pu� far circolare tutte le notizie che ritiene opportune, pertanto non esiste alcun "filtro" ai messaggi che circolano ma ci si affida alla responsabilit� individuale. Ricordiamo www.bergamoblog.it, sito di riferimento per molte delle realt� del Forum e per altre ancora... 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