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GRANELLO DI SABBIA (n�138)
Bollettino elettronico settimanale di ATTAC
Venerd� 03 giugno 2005
______________________________

Vi preghiamo di diffondere il Granello nella maniera pi� ampia
possibile.
Numero di abbonati attuali: 7 067
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Indice degli argomenti

Invito per un nuovo granello di sabbia
In questi ultimi tempi, l'uscita del Granello � stata alquanto irregolare.
Il motivo � presto detto: era, ed � ancora, in corso una discussione su come
rilanciarlo, come farlo pi� grande, pi� bello e soprattutto pi� partecipato.
Per questo, abbiamo bisogno dell'appoggio di tutte/i .

1 - Dansons la Carmagnole
La canzone � stata scritta la sera del 30 maggio dal comitato per il NO di
Marsiglia (Attac, LCR, PCF et alcuni PS + UMP) sulla musica di una famosa
canzone francese per bambini.

2 - La vittoria di un popolo mobilitato e informato
di Attac France
Il popolo francese ha detto no al trattato costituzionale. Un no largamente
maggioritario ed europeo. Con questo voto, le cittadine ed i cittadini hanno
detto no in primo luogo al neoliberalismo.

3 - I trattati bilaterali di libero commercio
di Alejandro Teitelbaum (rappresentante dell'Asociaci�n Americana de
Juristas a Ginevra)
Si tratta di una "feudalizzazione" del diritto, di un diritto corporativo
opposto al diritto pubblico nazionale ed internazionale, che funziona
nell'interesse esclusivo del grande capitale trans-nazionale e degli Stati
ricchi a discapito dei diritti fondamentali degli Stati chiamati periferici
e dei loro popoli (Traduzione di Lydia Bellik)

4 - Gli Stati Uniti e la tortura
di Fernando Rouaux
Mentre torturano a Guantanamo e in Afghanistan, la CIA sequestra individui
senza alcun motivo legale in qualsiasi Paese del mondo e li fa "sparire".
Per esempio le invia a paesi come l'Egitto, la Giordania, la Siria e
l'Uzbekistan (quest'ultimo � stato accusato di bruciare persone vive).
Spariscono dalle strade, dalle case, dal lavoro, come succedeva in
Argentina. Se sono sospettati di terrorismo sono considerati nemici
(Traduzione di Genoveffa Corbo)

5 - Haiti: Uno specchio per l'America Latina
di Adolfo P�rez Esquivel
Fa male alla mente e all'anima vedere un paese devastato da contrasti di
tale importanza, da povert� e volontaria trascuratezza, e saccheggiato senza
piet� e in un modo assolutamente impunito da governi corrotti che hanno
tradito le aspirazioni del popolo, e da interessi economici, politici e
militari, in particolare degli Stati Uniti e della Francia (Traduzione di
Ambra Gostoli)


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INVITO PER UN NUOVO GRANELLO DI SABBIA
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In questi ultimi tempi, l'uscita del Granello � stata alquanto irregolare.
Il motivo � presto detto: era, ed � ancora, in corso una discussione su come
rilanciarlo, come farlo pi� grande, pi� bello e soprattutto pi� partecipato.
Per questo, abbiamo bisogno dell'appoggio di tutti e, in modo particolare,
di coloro che vogliono fare un pezzo di strada con noi, che sono curiosi di
conoscere e soprattutto di capire, che hanno voglia di mettere i loro saperi
a disposizione di altri.
"Fare" il GdS � un piacere, non un obbligo. Per questo tutte le proposte che
vengono fatte devono essere misurate con il tempo, il piacere e quindi la
fattibilit� di un prodotto comunicativo. Il GdS pu� andare avanti con un
tran tran: altra cosa � investirci energie e tempo, misurarsi con il piacere
e l'interesse di ciascuno/a. Per questo ripartiamo da una formulazione di un
"gruppo" di persone.
La responsabilit� "politica" rimane del MediAttac e "l'editore" rimane Attac
Italia, ma lo fa chi si sente e ne ha voglia.
IN PRATICA,
il nuovo GdS ha bisogno fondamentalmente di tre tipi di figure:
le/i traduttrici/ttori, le/i selezionatrici/tori, le/i redattrici/ttori.

LE TRADUTTRICI / I TRADUTTORI
Sono la base, l'elemento indispensabile: senza di loro il GdS non si fa.
Devono essere il gruppo pi� numeroso, per evitare sovraccarichi.
Loro compito ("lo dice la parola stessa") � tradurre dei brani in italiano e
di rileggere quelli tradotti da altre/i.
Le lingue richieste: francese, inglese, portoghese, spagnolo, tedesco.
La quantit� di lavoro: se il GdS esce ogni 2 settimane ed ha 5/6 articoli a
numero, si pu� ipotizzare al massimo un brano ogni due settimane circa:
cinque giorni di tempo per tradurre 4/6 pagine.
Probabilmente il gruppo, per il suo funzionamento, avr� bisogno di 2/3
coordinatrici/tori: Corinne Milani e Umberto Bardella hanno gi� dato la
disponibilit� di continuare a farlo.

LE SELEZIONATRICI / I SELEZIONATORI
Il gruppo pu� essere ovviamente pi� ridotto del precedente.
Si tratta di visitare i siti 2/3 volte la settimana, leggere (velocemente)
gli articoli che possono interessare e scegliere quelli da tradurre.
Sia gli argomenti dei brani sia le fonti vengono fornite dal GdS.
Il lavoro non � facilmente quantificabile, ma non � eccessivo - e poi �
completamente autogestito.

LE REDATTRICI / I REDATTORI
Sono 3/4 persone: non di pi� per ovvi problemi di coordinamento.
A loro spetta la costruzione finale del GdS:
- sia dal punto di vista dei contenuti, usando gli articoli tradotti
- sia dal punto di vista della forma, curandone l'edizione in formato .rtf,
.pdf, e .txt per la posta elettronica.

Chi ha voglia di partecipare a questo lavoro collettivo, di lavorare assieme
per fare "autoeducazione orientata all'azione", pu� scrivere che cosa vuole
fare a Umberto Bardella:
[EMAIL PROTECTED]
335.594.22.77


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1 - Dansons la Carmagnole
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Giscard d'Estaing avait �crit
Un trait� pour tous ses amis
Pour l'Europe des march�s
Le peuple n'a pas march�

Dansons la Carmagnole
Vive le NON
Dansons la Carmagnole
Vive le NON
Nom de nom !

L'Europe est une marchandise
Qui excite les convoitises
Mais le peuple ent�t�
Veut la fraternit�

Dansons la Carmagnole.

Bolkestein �crit sans retard
Une directive pour les richards
Les services publics
Ca rapporte du fric

Dansons la Carmagnole.

Avec une Constitution
Chirac veut redorer son blason
Un bon r�f�rendum
Ca remonte un bonhomme

Dansons la Carmagnole.

Raffarin Sarkozy Seilli�res
La collusion date pas d'hier
Y'en a jamais assez
LEs profits vont doubler

Dansons la Carmagnole.

En France on n'avait pas pr�vu
Le citoyen est r�solu
Souviens toi Raffarin
Le peuple est souverain

Dansons la Carmagnole
Vive le NON
Dansons la Carmagnole
Vive le NON
Nom de nom !

In italiano:

Giscard d'Estaing aveva scritto
Un trattato per tutti i suoi amici
Per l'Europa dei mercati
Il popolo non ha marciato

Danziamo la Carmagnole,
Viva il NO
Danziamo la Carmagnole,
Perdinci!

L'Europa � una merce
Che eccita le cupidigie
Ma il popolo testardo
Vuole la fraternit�

Danziamo la Carmagnole...

Bolkestein scrive senza ritardo
Una direttiva per i ricconi
I servizi pubblici
Questi portano grana

Danziamo la Carmagnole...

Con una Costituzione
Chirac vuole indorare il suo blasone
Un buon referendum
Risolleva un buon uomo

Danziamo la Carmagnole...

Raffarin Sarkozy Seilli�res
La collusione non � di ieri
Non ce n'� mai abbastanza
I profitti raddoppieranno

Danziamo la Carmagnole...

In Francia non si era previsto
Il cittadino � risoluto
Ricordati Raffarin
Che il popolo � sovrano

Danziamo la Carmagnole...


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2 - La vittoria di un popolo mobilitato e informato
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Comunicato del Bureau di Attac France

Secondo risultati provvisori, il "no" avrebbe vinto con il 55% dei voti
contro il 45% del "s�". Le astensioni si sarebbero fermate al 30%, la cifra
pi� bassa fra tutte le consultazioni europee sin qui effettuate.

Il popolo francese ha detto no al trattato costituzionale. Un no largamente
maggioritario ed europeo. Con questo voto, le cittadine ed i cittadini hanno
detto no in primo luogo al neoliberalismo: il testo sottoposto a referendum
ne costituiva un'eloquente difesa ed illustrazione. Questo no � al contempo
un s� ad un'Europa indipendente, internazionalista, sociale, ecologica e
femminista: un s� ad un'Europa solidale: solidale con il resto del mondo, in
primo luogo col Sud, e con le generazioni future.

Ma � anche un s� alla democrazia, vergognosamente derisa dalla propaganda di
uno stato che ha agito di conserva con un sistema mediatico in cui la quasi
totalit� degli attori ha dato prova di una parzialit� inedita e di una boria
insultante nei confronti delle "pecore nere" che avevano l'audacia di non
prendere per oro colato gli argomenti d'autorit� proposti con violenza dai
partigiani del "s�". Le cittadine ed i cittadini hanno dimostrato con le
loro schede che erano allergici ad una tale montatura. E' per questo motivo
che questo avvenimento, per il suo valore d'esempio, ha una portata storica,
con importantissime ripercussioni sul resto d'Europa e sul mondo.

Attac rende omaggio alle decine e decine di migliaia di cittadini che si
sono spesi senza riguardi nella battaglia del referendum: i membri sella
varie organizzazioni, e in primo luogo i suoi comitati locali; i membri dei
collettivi unitari; i membri delle altre organizzazioni politiche, sindacali
e associative che si sono mobilitati con la stessa determinazione; e anche i
cittadini isolati o non organizzati,  che hanno svolto un lavoro di
prossimit� particolarmente efficace. Ognuno, alla sua maniera, in una
dinamica unitaria, ha operato per spiegare a chi gli era intorno la portata
e il contenuto del trattato, e dunque per assicurare la vittoria del no.
Questa vittoria non appartiene a nessuno in particolare: � quella di un
popolo mobilitato e informato. Le feste per la vittoria del NO saranno
l'occasione per fare un bilancio della campagna e per discutere le
prospettive.

Attac esprime la sua profonda gratitudine a tutti gli Attac del mondo, e in
primo luogo a quelli d'Europa, che, con forme molteplici, hanno dato prova
di una solidariet� senza eguali alla battaglia della nostra associazione. I
Volontari europei per il no francese, venuti da una dozzina di paesi, e
quelli che hanno battuto la Francia da meeting a meeting, meritano la nostra
particolare riconoscenza. Smentendo con la loro presenza fraterna le
affermazioni calunniose dei partiti del s�, hanno autenticato il senso
dell'impegno di Attac: non contro l'Europa, ma per un'altra Europa, da
costruire insieme.
Si � cos� rafforzato un inizio di spazio europeo da ingrandire. Nel quadro
dei Volontari di Attac, Attac France si pone evidentemente a disposizione
dei paesi nei quali sono stati organizzati dei referendum, ad iniziare da
Lussemburgo, Portogallo e Danimarca, per aiutarli nella loro lotta.

La vittoria del no affida a tutti i suoi attori responsabilit� nuove: � loro
dovere, ognuno con la sua specificit�, essere all'altezza dell'immenso
slancio popolare che hanno contribuito a far nascere.

Attac Francia inizier� immediatamente, sia al suo interno sia in
collegamento con i collettivi ai quali partecipa, un lavoro di definizione
delle politiche europee che rispondano ai bisogni che si sono espressi
questo 29 maggio. Attac France propone inoltre agli altri Attac d'Europa
'organizzazione, all'inizio dell'autunno, di una Convenzione degli Attac
d'Europa. Questa Convenzione potrebbe avere come sbocco  una piattaforma
europea comune, da proporre a ogni governo. Il Forum sociale europeo di
Atene 2006 assume con questo fatto una dimensione particolare per Attac, per
i movimenti sociali ed i popoli europei.

Il neoliberalismo che ispira il trattato non si ferma alle frontiere
dell'Unione Europea. E' promosso a un livello ancora pi� alto, e con
particolare virulenza, dalle organizzazioni internazionali: il G8,l'FMI, la
Banca Mondiale, l'OCDE e l'OMC. La presa di coscienza - grande risultato
cittadino del referendum - della filiazione tra le politiche nazionali
condotte in Francia da pi� di vent'anni e quelle decise a livello europeo
deve ora estendersi a livello mondiale. Ci sono importanti appuntamenti che
devono essere oggetto di una mobilitazione rapida ed estesa: la riunione del
G8 in Scozia a luglio e quella dell'OMC a Hong Kong in dicembre, o la
liberalizzazione supplementare dell'agricoltura e dei servizi (AGCS) sar�
all'ordine del giorno. Attac propone ai collettivi francesi per il no di
unirsi a queste due grandi lotte,  come, tra le altre, a quelle delle tasse
internazionali, dei paradisi fiscali, degli OGM e dell'acqua.

In un avvenire ancora pi� immediato, � nostro impegno rispondere alla sfida,
che sfiora la provocazione, che Tony Blair ci lancia proponendo un programma
di lavoro ultraliberale per la presidenza britannica dell'UE nel secondo
semestre 2005. Dobbiamo essere tanti alla manifestazione di Bruxelles del 16
e 17 luglio, in occasione dell'ultimo Consiglio europeo della presidenza
lussemburghese, che passer� il testimone ai figli spirituali di Margaret
Thathcer. Dovr� dare segni tangibili che il messaggio degli elettori � stato
ricevuto.

Attac chiede ai cittadini che hanno votato s�, credendo di far avvicinare
l'ora dell'Europa sociale e di combattere il neoliberalismo, di unirsi a noi
per tutte queste lotte. Il loro posto � adisposizione.

Attac � un movimento di educazione popolare orientato all'azione, e tale
rester�. Le acrobazie politiche non appartengono al suo patrimonio. Invece,
Attac rafforzer� il suo ruolo di proposta e di stimolo in particolare
nell'elaborazione delle alternative al neoliberalismo, a livello sia
francese sia internazionale, a cominciare dai cantieri che sta per mettere
in opera, e che coinvolger� tutte le sue componenti, tutti i suoi aderenti e
i suoi comitati locali.

Attac chiama all'organizzazione di un tour dei paesi dell'Unione. Attac
Francia girer� questi paesi per spiegare  il NO francese, raggruppare le
forze a livello europeo, mettere a punto delle alternative. Attac Francia fa
appello a tutte le altre organizzazioni per condurre lo stesso lavoro.

Attac, Parigi, 29 maggio 2005, ore 22:00.


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3 - I trattati bilaterali di libero commercio
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Alejandro Teitelbaum (rappresentante dell'Asociaci�n Americana de Juristas a
Ginevra)


Il pianeta � avvolto in una fitta trama di accordi, trattati economici e
finanziari internazionali, regionali e bilaterali che hanno subordinato o
soppiantato gli strumenti di base del diritto internazionale e regionale dei
diritti umani (compreso il diritto ad un ambiente sano), le Costituzioni
nazionali, la legislazione economica orientata allo sviluppo nazionale, le
leggi sul lavoro e quelle sociali tendenti a mitigare le disuguaglianze e
l'esclusione.
Questa trama, come conseguenza dell'applicazione delle clausole del
"trattato pi� favorevole", del "trattato nazionale" e della "nazione pi�
favorita", che figurano in quasi tutti i trattati, funziona come un sistema
di vasi comunicanti, che permette alle politiche neoliberali di circolare
liberamente su scala planetaria e penetrare negli Stati, dove disintegrano
le economie nazionali e provocano gravi danni sociali.
A livello regionale, nel continente americano esistono il Trattato del
libero commercio dell'America del Nord (TLCAN, NAFTA in inglese), il CAFTA
(Central American Free Trade Agreement) che rappresenta l'Accordo di libero
commercio tra i paesi dell'America Centrale e gli Stati Uniti, al quale si �
aggiunta la Repubblica Dominicana, il TLC Paesi Andini-Stati Uniti, che
stanno negoziando Colombia, Per� ed Ecuador con gli Stati Uniti e la
progettata Area del Libero Commercio delle Americhe (ALCA).
I trattati bilaterali comprendono trattati di promozione-protezione degli
investimenti, di libero commercio, di diritti della propriet� intellettuale,
di cooperazione, scienza e tecnologia. Inoltre per la soluzione di
controversie tra le parti si prevede la formazione, caso per caso, di
tribunali arbitrali internazionali, al margine dei sistemi giudiziari del
diritto pubblico nazionale ed internazionale.
Si tratta di una "feudalizzazione" del diritto, di un diritto corporativo
opposto al diritto pubblico nazionale ed internazionale, che funziona
nell'interesse esclusivo del grande capitale trans-nazionale e degli Stati
ricchi a discapito dei diritti fondamentali degli Stati chiamati periferici
e dei loro popoli. Con l'aggravante che questo diritto corporativo si
accompagna ad un forte sistema coercitivo al fine di assicurare la sua
applicazione: multe, sanzioni, pressioni economiche, diplomatiche e
militari, etc. Questo processo di neo-colonizzazione economica e politica
non pu� svincolarsi, nel continente americano, della crescente e minacciosa
presenza ed attivit� militare statunitense: basi il cui numero ed importanza
non cessano di aumentare, manovre militari congiunte, consulenze militari,
Plan Colombia, Plan Puebla - Panam�, colpi di stato franco-statunitensi ad
Haiti con la benedizione "ex post" del Consiglio di Sicurezza, etc. Si
tratta della consacrazione di un sistema in cui le aggressioni militari e le
aggressioni economiche sono i due versanti di una stessa politica di
dominazione mondiale.
Ci� � chiaramente espresso nel "Trade Act" promulgato dal Presidente Bush
nell'agosto del 2002, che stabiliva la "Bipartisan Trade Promotion
Authority" (Autorit� bipartitica per la promozione del commercio), nota
anche come la via rapida per celebrare trattati commerciali (Fast track) che
conferiva ampie facolt� al Presidente, in nome della sicurezza nazionale,
della libert� e degli interessi degli Stati Uniti, per stipulare trattati
commerciali che il Congresso pu� approvare o respingere, senza per�
modificarli.
 Nei punti 1) e 2) (Raccomandazioni-b) della Sezione 2101 del Titolo XXI la
legge dice:
"L'espansione del commercio internazionale � vitale per la sicurezza
nazionale degli Stati Uniti. Il commercio esterno � un elemento critico per
la crescita economica, il potere e la leadership degli Stati Uniti nel
mondo. La sicurezza nazionale degli Stati Uniti dipende dalla sua sicurezza
economica, che a sua volta si basa su di una vibrante e crescente base
industriale. Gli accordi commerciali devono massimizzare le opportunit� dei
settori pi� importanti dell'economia. L'espansione del commercio � stato il
motore della crescita economica. Gli accordi commerciali massimizzano le
opportunit� per i settori critici e le componenti essenziali dell'economia
degli Stati Uniti, quali la tecnologia dell'informazione, le
telecomunicazioni e le altre tecnologie d'avanguardia, industrie di base,
beni del capitale, squadre mediche, servizi, agricoltura, tecnologia
ambientale e propriet� intellettuale. Il commercio creer� nuove opportunit�
per gli Stati Uniti e preserver� la forza incomparabile degli Stati Uniti in
materia economica, politica e militare"
 Di fronte all'aggressione economica i governi della regione capitolano, in
alcuni casi dopo alcune scaramucce, poich� sono carenti di un'autentica
volont� politica di resistere. Solo l'organizzazione e la mobilitazione dei
popoli del continente pu� cambiare questo stato di cose.
 Tuttavia � dovere dei giuristi che perseguono gli interessi popolari
spiegare la realt� dei fatti e le tendenze dominanti e suggerire alcune vie
nella sfera delle loro competenze per uscire dal pantano, contribuendo in
tal modo ad un processo d'acquisizione  di coscienza da parte delle grandi
maggioranze.
Su questo piano, esistono diversi mezzi che si possono usare al fine di
tagliare i lacci di subordinazione al potere economico transnazionale in cui
si trovano molti Stati, creata da questa rete di trattati:
a) denunciare i trattati;
b) invocare la prerogativa di una norma gerarchicamente superiore;
c) sottomettere i trattati ad un controllo di costituzionalit�;
d) recuperare l'irrinunciabile competenza territoriale dei tribunali
nazionali;
e) scoprire ed invocare l'esistenza di vizi insanabili nella stipulazione ed
approvazione di un trattato che causino il suo annullamento;
f) invocare l'annullamento di un trattato stipulato da autorit� di uno Stato
che, nel farlo, abbiano oltrepassato il proprio mandato;
g) promuovere iniziative popolari legislative, referendum revocatori o
approvativi nei confronti di trattati gi� vigenti oppure ottenuti tramite
trattative contrarie alla sovranit� ed agli interessi nazionali.

Riassunto della relazione per il IV Encuentro de Lucha contra el ALCA (IV
Incontro per la Lotta contro l'ALCA), La Habana, 26-30 aprile 2005. Testo
completo: http://alainet.org/active/show_text.php3?key=8022

Traduzione di Lydia Bellik


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4 - Gli Stati Uniti e la tortura
__________________________________________________________

di Fernando Rouaux

Il 6 Maggio scorso, il relatore sui diritti umani delle Nazioni Unite in
Afghanistan, Cherif Bassiouni, ha terminato il suo mandato grazie alla
diplomazia statunitense e per il momento nessuno prender� il suo posto.
Nonostante la notizia sia stata diffusa, come per esempio sul canale CBC in
Canada e su "Democracy now" negli Stati Uniti, dalla maggior parte dei mass
media non � stata data pi� importanza che al caso dei due elefanti entrati
in un ristorante a Seul lo scorso 20 aprile. Quest'ultimo fatto � apparso su
tutti i canali e i giornali canadesi ma era impossibile trovare un secondo
di televisione o un rigo scritto sull'incredibile rivolta popolare che
quello stesso giorno provocava la destituzione del presidente dell'Ecuador,
Lucio Gutierrez.

Cherif Bassiouni � professore di diritto all'Universit� di DePaul, Chicago,
autore di 27 testi giuridici e presidente dell'Istituto di Legge
Internazionale dei Diritti umani. Un anno fa, Cherif Bassiouni era stato
accreditato dalle Nazioni Unite come "esperto indipendente sui diritti umani
in Afghanistan". Dopo un anno di indagini e due settimane dopo aver
presentato la terza informativa sulle violazioni dei diritti umani, la lobby
statunitense � riuscita a bloccare il rinnovo del suo mandato per le Nazioni
Unite.

In un'intervista con la giornalista Amy Goodman, del canale indipendente
"Democracy now", Bassiouni ha spiegato quelli che sospetta siano stati i
motivi del mancato rinnovo del suo incarico e ha descritto l'attuale
situazione sui diritti umani in Afghanistan. (vedi
http://www.democracynow.org/article.pl"sid=05/04/28/1346246)

Gli Stati Uniti non avevano obiettato su nulla delle due informative
precedenti, ma quest'ultima, di ventun pagine, include una relazione sul
ruolo dei soldati di questo Paese. Bassiouni accusa le truppe statunitensi
di irrompere nelle case, detenere arbitrariamente i residenti e torturare i
detenuti; stimando il numero di casi intorno al migliaio. Ha inoltre detto
che le forze guidate degli Stati Uniti sono responsabili di "abusi sessuali,
percosse, torture e uso della forza fino alla morte."

Per portare a termine la sua missione, Bassiouni ha chiesto ripetutamente
alle autorit� di poter interrogare i prigionieri, ma gli � sempre stato
negato.

Ha le prove che circa duemila prigionieri sono stati tradotti da Guantanamo
in Afghanistan e sembra che gli Stati Uniti non vogliano che queste persone
siano interrogate da un esperto dei diritti umani. Il che fa pensare, come
lui stesso spiega, che il dipartimento della difesa degli Stati Uniti
starebbe organizzando di aprire le porte di Guantanamo ai media
internazionali per cancellare la sua fama di campo di concentramento ed
orrori. Fra qualche settimana quindi vedremo probabilmente come gli Stati
Uniti inviteranno la comunit� internazionale a vedere come trattano i
prigionieri a Guantanamo. Per il momento, secondo Bassiouni, "i casi
peggiori saranno stati trasferiti in Afghanistan, Guantanamo sar� stata
messa a nuovo e sembrer� bellissima e la gente che andr� ad ispezionarla non
trover� niente di male. Di sicuro questo significa che quelli che sono stati
trasferiti da Guantanamo in Afghanistan non potranno essere interrogati o
visti da nessuno".

Alla domanda della giornalista su chi nelle Nazioni Unite aveva mediato con
gli Stati Uniti, il relatore ha spiegato che era l'ambasciatore statunitense
a Ginevra, "Kevin Moley. Lui � uno dei proprietari dei Texas Rangers, il che
ha fatto in modo che George W. Bush diventasse in parte proprietario dei
Texas Rangers prima di diventare governatore del Texas.E' una cosa di
famiglia, � semplicemente un impresario texano e credo che il suo interesse
per i diritti umani sia probabilmente molto basso".

Bassiouni ha spiegato inoltre che negli ultimi 25 anni gli americani hanno
ignorato i crimini commessi dai "signori della guerra" afgani perch� erano
sempre tornati utili agli Stati uniti. Questi capi avevano commesso "crimini
contro l'umanit�, crimini di guerra e erano stati utili agli americani
durante l'invasione dell'Afghanistan nel 2003 (ricevendo in premio
l'impunit� per i crimini precedenti"). Ha anche aggiunto che molti capi
talebani furono premiati con alte cariche.

Per quanto riguarda la situazione dei diritti umani in Afghanistan in
generale, molto peggiore di quello che viene fatto dagli Stati Uniti,
Bassiouni ha detto che "la situazione nelle carceri � pessima, come anche la
situazione delle donne. L'Afghanistan � un Paese dove le violenze contro le
donne sono praticate quotidianamente quasi in ogni famiglia.L'idea di
incolpare tua moglie � parte della tradizione sociale.

Le donne sono giudicate di solito da giudici tribali invece di avere un vero
e proprio processo. Frequentemente sono condannate a servire nella casa di
un capo tribu' dove diventano letteralmente delle schiave anche dal punto di
vista sessuale. Con frequenza, le famiglie mandano via i figli e le donne li
prendono con s� e cos� nasce una seconda generazione di schiavi. Donne
giovani, bambine tra i nove e i quindici anni di et� sono date in moglie ma
in realt� servono come moneta di scambio, un modo di pagare, denaro di
sangue. In questo modo si risolvono i problemi tra famiglie o tribu', il
risultato non � necessariamente due mucche o due cavalli, ma due bambine .
E' molto importante che ci sia qualcuno dell'ONU a ricordare al governo che
queste cose devono cambiare. Senza questo, credo che gli Stati Uniti abbiano
fatto un pessimo lavoro per quanto riguarda i diritti umani in Afghanistan,
semplicemente perch� volevano che qualcuno guardasse altrove e non dove
operavano gli statunitensi". Cos� succede che oggi, grazie all'intervento
degli Stati Uniti e al fatto che nessuno vede quello che fanno, non c'�
nessuno che ricordi al governo afgano che esistono diritti umani
fondamentali.

Mentre torturano a Guantanamo e in Afghanistan, la CIA sequestra individui
senza alcun motivo legale in qualsiasi Paese del mondo e li fa "sparire".
Michael Scheuer � l'agente della CIA che ha ideato il programma "Rendition"
con cui l'agenzia sequestra persone sospettate di essere legate al
terrorismo in qualsiasi paese del mondo e le invia a in paesi terzi dove si
pratica la tortura per interrogarli. Per esempio le invia a paesi come
l'Egitto, la Giordania, la Siria e l'Uzbekistan (quest'ultimo � stato
accusato di bruciare persone vive). Ed � lo stesso paese che da anni
promuove la condanna di Cuba nella Commissione dei diritti umani dell'0NU".

Nell'operazione "Rendition" sono coinvolti inoltre i servizi segreti dei
paesi dove si realizza il sequestro che non vogliono il "problema" di avere
queste persone a carico del proprio sistema giudiziario n� vogliono mettersi
contro gli Stati Uniti. Nel dicembre 2001 due cittadini egiziani furono
sequestrati a Stoccolma, Svezia, e portati al Cairo e torturati. Nel
dicembre 2003 un cittadino tedesco di discendenza libanese fu detenuto e
accusato di essere membro di Al Qaeda mentre viaggiava dalla Serbia in
Macedonia e arrivato in Afghanistan fu torturato per quattro mesi e poi
venne liberato sulle montagne dell'Albania. In Italia un esponente del clero
musulmano � stato portato via da una camionetta a Milano ed � sparito.

Spariscono dalle strade, dalle case, dal lavoro, come succedeva in
Argentina. Se sono sospettati di terrorismo sono considerati nemici.
Vorrebbero dire che invece hanno fatto altro. Nello stesso modo sono sparite
circa 30.000 persone per mano dei militari argentini addestrati dagli stessi
nordamericani nella Scuola delle Americhe; scuola che esiste ancora e
prepara alla tortura e al sequestro anche se gli scandali l'hanno fatta
traslocare da Panama in Georgia, Stati Uniti, dove � stata subito
ridenominata "Istituto per la Cooperazione sulla Sicurezza nell'Emisfero
Occidentale".
Il commento di Cherif Bassiouni su "Democracy now" ebbe i suoi risultati il
28 aprile scorso, giorno del primo anniversario della pubblicazione delle
foto del carcere di Abu Ghraib. Ricalcando grottescamente le orme dei
discorsi dei dittatori argentini, il governo di Bush ha voluto far credere
al mondo che quelli erano eccessi, che si trattava di poche mele marce. Come
latinoamericani sappiamo bene che da piu' di cinquant'anni i soldati
nordamericani praticano questo tipo di metodi nei nostri Paesi attraverso
militari e paramilitari del luogo addestrati nella loro famosa scuola.

Probabilmente, come ha previsto Bassiouni, fra non molto vedremo foto di
Guantanamo su tutti i media. Le celle saranno pulite, le pareti impeccabili
e i prigionieri felici. La trappola non sar� tanto per il mondo che non vota
negli Stati Uniti, anche se paga il suo tributo attraverso il FMI, che
agisce come raccoglitore globale, ma per la stessa popolazione americana. I
canali Fox e CNN hanno parlato delle ingiurie subite dal governo Bush per
mano della sinistra internazionale e ha sostenuto che tutti dovrebbero
chiedere scusa per averli offesi.

Sicuramente � stato detto molto della ondata antiamericana che invade il
mondo. Si chiederanno ancora una volta cosa abbiamo contro di loro. Il tempo
passer� e, probabilmente, come gran parte dei nordamericani crede ancora che
ci sia un legame tra Bin Laden e Saddam Hussein, che Saddam avesse armi di
distruzione di massa in Iraq, e che rappresentasse un pericolo per il suo
Paese, che Chavez � un dittatore, che il Nicaragua potrebbe invadere gli
Stati Uniti,  gli americani penseranno che a Guatanamo e in Afghanistan non
si utilizza il loro denaro per le torture.

La resistenza globale potr� aumentare ogni giorno, ma probabilmente non avr�
risultati fino a quando non infranger� quelle campane assordanti che sono i
mass media negli Stati Uniti; o in ogni caso fino a quando l'indignazione
dei cittadini non nasca dall'interno, dove i "valori familiari tradizionali"
sono piu' importanti di quei "diritti umani elementari" del resto
dell'umanit�.

da Rebeli�n 10 maggio 2005

Traduzione di Genoveffa Corbo


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5 - Haiti: uno specchio per l'America Latina
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di Adolfo P�rez Esquivel

"Non ci unisce l'amore,
ma il timore"
(J. L. Borges)

Parte prima

Giubileo Sud e altre organizzazioni sociali hanno coordinato una Missione di
Indagine e Solidariet� con il popolo haitiano presieduta da Nora Corti�as,
presidentessa delle Madri Plaza de Mayo, L�nea Fundadora, e da Adolfo P�rez
Esquivel, Premio Nobel per la Pace e Presidente del Servizio Pace e
Giustizia, alla quale hanno partecipato anche rappresentanti dei diversi
paesi dell'America Latina, dell'Africa, del Canada e degli Stati Uniti.
Il popolo haitiano � stato il primo paese del continente a liberarsi nel
1804 dalla Francia e a lottare contro le truppe napoleoniche; rappresenta il
primo grido di libert� continentale degli schiavi all'interno della colonia
francese. Tuttavia, per poter conquistare il riconoscimento internazionale
della sua indipendenza, Haiti � stata costretta dalla Francia a pagare un
indennizzo di 150 milioni di franchi in oro, somma successivamente abbassata
a 90 milioni nel 1838 e finita di pagare nel 1883. E' un popolo che vanta
pi� di 200 anni di resistenza e di lotta per la sua libert�.
Sia la Francia sia gli Stati Uniti hanno un debito storico nei confronti di
Haiti, ma al popolo hanno lasciato solo sofferenza e miseria.
Il 29 febbraio 2004 il presidente Jean Bertran Aristide fu rovesciato dalle
truppe degli Stati Uniti, fatto che rappresenta un intervento armato contro
un governo costituzionale e una violazione della sovranit� del popolo
haitiano. Di fronte agli errori di un governo che si � autodelegittimato per
la sua catastrofica amministrazione e che ha tradito gli obiettivi e i
propositi del suo primo mandato presidenziale, il popolo si � sollevato per
chiedere la dimissioni di Aristide. Ma gli Stati Uniti, la Francia e il
Canada, contrari a lasciare questa azione nelle mani del popolo, sono
intervenuti militarmente frustrando il processo storico di un popolo che
reclamava i suoi diritti.
La situazione priva di controllo e l'assenza delle istituzioni statali
dettero vita a una generale confusione che spinse gli Stati Uniti a chiedere
l'invio delle forze militari delle Nazioni Unite. Si form� cos� la MINUSTAH
(Missione delle Nazioni Unite per la Stabilizzazione di Haiti), il comando
fu affidato al Brasile e vari paesi latinoamericani (fra gli altri
ricordiamo l'Argentina, il Cile, l'Uruguay e l'Ecuador) parteciparono
militarmente alla missione.
Il generale brasiliano Heleno Pereira, comandante delle forze dell'Onu, ha
pi� volte dichiarato che la situazione ad Haiti non si risolver� con la
forza militare, e che la sua missione non � di repressione ma mira a
proteggere la pace. Un simile atteggiamento gli ha portato diverse critiche
da parte del governo degli Stati Uniti e da parte di organizzazione quali la
Scuola del Diritto dell'Universit� di Harvard e il Centro di Giustizia
Globale che condannano duramente la MINUSTAH per la mancanza di una linea
dura e per l'atteggiamento aperto al dialogo. Per quel che concerne la
sicurezza e la politica del prossimo futuro del paese, le visioni e le
strategie sono diverse.
Le forze dirette dal generale Heleno sono bloccate ad Haiti da interessi
politici ed economici imposti dagli Stati Uniti. Dal canto loro i governi
latinoamericani che hanno mandato truppe ad Haiti, devono decidere quale
linea seguire, dato che la popolazione le considera come eserciti di
occupazione. Se la situazione attuale non dovesse cambiare, quei governi si
troveranno in un vicolo senza uscita, con 7400 soldati nel paese ma privi di
un concreto piano di sviluppo che consenta di superare le gravi crisi. Fino
a ora ci sono solo promesse di aiuto che mai si concretizzeranno essendo
soggette alle decisioni politiche degli Stati Uniti.
Ad impedire uno sviluppo articolato delle operazioni concorrono altri due
fattori; il primo vede la polizia, indipendente dalla MINUSTAH, spesso
scontrarsi con la Missione per la gestione della sicurezza nel paese. Il
secondo vede invece le forze dell'Onu impossibilitate a sviluppare un
sistema di servizi segreti ad Haiti perch� prerogativa degli Stati Uniti e
della Francia.
E' quasi un anno che la MINUSTAH si trova ad Haiti e gli aiuti
internazionali promessi al popolo haitiano, ammontanti a quasi mille milioni
di dollari, non sono ancora arrivati. Secondo quanto ci hanno riferito gli
esperti dell'Unione Europea, i finanziamenti cominceranno ad arrivare subito
dopo la chiamata alle urne, prevista forse a ottobre per le elezioni
municipali e a di novembre per quelle presidenziali. Il che significa che
gli aiuti non arriveranno prima della met� del 2006.
Necessit� e tempi dell'Unione Europea e degli stati Uniti non coincidono con
quelli del popolo haitiano che si trova a vivere in una situazione limite e
ha un bisogno urgente di stimolare l'economia e costruire le infrastrutture
di base, oggi totalmente collassate.
E' necessaria inoltre la riforma delle istituzioni statali come il potere
giudiziario, e la presenza di un corpo di polizia haitiano, oggi formato da
quattromila effettivi per tutto il paese, addestrato ed equipaggiato in modo
da potersi muovere nell'ambito delle leggi vigenti. Cosa che permetterebbe
di porre un limite alla presenza delle truppe straniere sul territorio
haitiano.
Gli Stati Uniti non acconsentono agli aiuti umanitari dei paesi donanti, che
ridurrebbero di molto la violenza sociale e aiuterebbero a diminuire la
violenza strutturale. Sostengono che bisogna prima disarmare i gruppi
armati, sottolineano che la MINUSTAH non adotta azioni risolutive
mostrandosi troppo aperta al dialogo con i gruppi dell'opposizione ed
esigono degli interventi pi� forti. Il Washington Post in un editoriale
sottolinea che gli Stati Uniti devono inviare i marines per fare ci� che la
MINUSTAH non vuole fare. Ad Haiti i diritti umani sono violati su tutti i
fronti: non si calpesta solo il diritto alla vita, ma si violano anche i
diritti economici, sociali e culturali e fra questi il diritto di
autodeterminazione di un popolo. Ci sono denunce a carico dei soldati della
MINUSTAH accusati di violenze su donne haitiane. Abbiamo parlato di questa
situazione con il generale Heleno il quale ci ha assicurato che i soldati
colpevoli di un simile comportamento sono multati e rimandati al proprio
paese d'origine per essere giudicati. All'Ospedale dell'Universit� di Puerto
Pr�ncipe abbiamo potuto verificare la presenza di malati incatenati ai letti
dalla polizia haitiana, si tratta di ex militari catturati. Fra i vari
prigionieri politici, si trova anche l'ex primo ministro del governo di
Aristide, Neptune, ora in sciopero della fame. Tuttavia il Presidente
Provvisorio di Haiti, Bonifacio Alexander, nega che nel paese siano presenti
prigionieri politici. Le informazioni raccolte indicano invece che il loro
numero ammonta a circa tremila.
La Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale hanno obbligato il
governo di Haiti a versare per il mese di gennaio la somma di 52 milioni di
dollari come pagamento degli interessi derivanti dal debito pubblico,
ricevendo solo 36 milioni di dollari come prestito dall'Unione Europea.
Sorge la domanda: chi aiuta chi? Le risorse che dovrebbero essere destinate
ad attenuare la fame e la povert� del popolo haitiano, alla salute e allo
sviluppo, sono destinate alle grandi corporazioni ed agli organismi
internazionali che si limitano a seguire i propri interessi. Perversione e
sfruttamento si manifestano in molti modi.
Il popolo haitiano non viene consultato per nessuna decisione presa dalle
potenze straniere, fra le altre la misura di regolazione strutturale e la
dipendenza dalle istituzioni finanziarie internazionali. Tutto questo vuol
dire ipotecare il presente e il futuro del paese, muoversi alle spalle della
popolazione che resta completamente emarginata.
Haiti � un popolo sofferente che ha bisogno della solidariet� e
dell'appoggio della comunit� internazionale prima che sia tardi. Nonostante
i tanti mali ci sono organizzazioni sociali, gruppi, settori educativi e
organizzazioni dei diritti umani che resistono e cercano di trovare nuove
alternative e proposte alla grave situazione che vivono e che reclamano il
diritto di decidere del proprio futuro senza interventi di potenze straniere
o di forze militari.
L'America Latina deve vedersi riflessa nello specchio di Haiti. E' un chiaro
esempio di dominazione e di saccheggio che si pu� estendere ad altri paesi.
I sintomi sono chiari, � necessaria un'analisi approfondita della situazione
dei popoli e del meccanismo che applica il modello neoliberale e le
politiche imposte dall'FMI e dalla Banca Mondiale nei paesi del continente.

Parte seconda, Haiti, i condannati della terra.

Al fine di verificare la situazione dei Diritti Umani ad Haiti, il
segretario generale dell'ONU, Kofi Annan, ha inviato in qualit� di esperto,
il giurista e magistrato francese Louis Joinet, di riconosciute capacit� e
conoscitore della situazione haitiana. La sua relazione sulla situazione dei
diritti umani descrive il clima di violenza che si vive in quel paese, la
situazione delle donne e dei bambini, della libert� di stampa, la crisi
d'identit� della politica e la lotta contro l'impunit�. In tutta la sua
relazione si ritrova la grave crisi in cui riversa Haiti.
I bambini sono i pi� esposti alla violenza sporadica che colpisce il paese;
il 52% (il che vuole dire approssimativamente tre milioni di bambini) vive
sotto il livello di povert�, solo il 50% risulta vaccinato e il 25% soffre
di denutrizione cronica, non ha accesso ai farmaci n� ai servizi sociali
essenziali. I bambini sono condannati a sopravvivere o a morire
prematuramente. Il commercio e la vendita dei bambini � un'altra tragedia
quotidiana unita allo sfruttamento sul luogo di lavoro e alla prostituzione
nelle "zone franche" prive di ogni controllo.
La Missione Internazionale di Investigazione e Solidariet� con Haiti che si
� svolta dal 3 al 9 aprile, ha incontrato il Presidente Provvisorio della
Nazione, il Primo Ministro, il Ministro della Giustizia, i funzionari del
governo, il Comandante delle forze della MINUSTAH, rappresentanti
consiglieri dell'Unione Europea, il Rettore e il Vice-Rettore
dell'Universit� Nazionale di Haiti. La Missione ha visitato il carcere, gli
ospedali e i centri dei Diritti Umani, i sindacati degli educatori e le
organizzazioni contadine e di donne. L'organizzazione della presenza e dei
contatti della Missione Internazionale ad Haiti � stata gestita dalla
Piattaforma Haitiana di Promozione per uno Sviluppo Alternativo (PAPDA),
insieme ad altre organizzazioni haitiane.
Gruppi della Missione si sono diretti all'interno del paese allo scopo di
stabilire un contatto e conoscere la situazione dei contadini, fino a
raggiungere la "zona franca", lungo il confine che separa la Repubblica
Dominicana e Haiti.
Dalle relazione ricevute, solo il 2% delle terre di Haiti risulta
coltivabile. Il disboscamento e la distruzione dell'ambiente naturale � di
portata cos� grave che ci vorranno molti anni per recuperare le risorse
naturali. Ci sono alcuni programmi di solidariet� con il popolo haitiano,
come quello portato avanti da diversi anni da Cuba con la presenza di
medici, educatori e tecnici nelle zone pi� sfortunate del paese e quello che
prevede la messa in opera di uno zuccherificio, una delle ultime produzione
che il paese pu� vantare.
Il paese ha bisogno di aiuti solidali e programmati per lo sviluppo con la
partecipazione della societ� civile e non dell'invio di eserciti di
occupazione al fine di imporre una politica che risponde a grandi interessi
economici.
La disintegrazione e l'abolizione delle forze armate hanno provocato un
vuoto nella sicurezza della popolazione e nella sovranit� nazionale. Gli
alti indici di corruzione, la perdita di identit� e gli obiettivi della
polizia haitiana rendono difficile la possibilit� di assicurare il rispetto
della legge e il rispetto dei diritti umani. D'altra parte le forze di
polizia non dispongono della capacit� di controllo e di sicurezza sulla
popolazione quando si trovano di fronte alla violenza crescente dei gruppi
armati, della mafia dei narcotrafficanti e dei delinquenti comuni
Torno a insistere sulla necessit� che la MINUSTAH addestri subito la polizia
haitiana e dia vita a nuovi spazi di sicurezza all'interno del paese. Da
questo dipende il periodo di permanenza delle forze straniere nel paese.
Haiti � il paese della volontaria dimenticanza e della disintegrazione dello
stato, provocata in gran misura dalla incapacit� interna, dalla forte
pressione e imposizione esterna delle organizzazioni internazionali come il
Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, e dalle imposizioni
degli stati Uniti.
I condannati della terra, nonostante tutte le difficolt�, non si sono
arresi. Conservano la capacit� di resistenza sociale e culturale e lottano
per cambiare la situazione attuale.
Uno dei passi che bisogna fare con urgenza � reclamare la cancellazione del
debito pubblico di Haiti, in modo da destinare quelle risorse alla vita e
allo sviluppo del paese. Gli organismi internazionali devono agire in
maniera responsabile, essere guidati dal senso etico e prendere decisioni
politiche a favore del popolo di Haiti.
Si deve concretizzare l'invio delle risorse provenienti dagli aiuti
umanitari per creare le infrastrutture richieste dal paese, per la
costruzione di strade e fonti di lavoro genuino, per l'istruzione, la salute
e la specializzazione tecnica. L'assistenza � necessaria nei momenti di
grave crisi sociale, ma l'assistenzialismo porta solo alla degradazione
umana, alla dipendenza e non allo sviluppo e alla promozione del paese.
Ci appelliamo ai rappresentanti dell'ONU, dell'Unione Europea e del governo
degli Stati Uniti affinch� sblocchino gli aiuti per Haiti in modo da poter
dare vita a quei mutamenti necessari perch� il popolo non soccomba alla fame
e all'emarginazione. La popolazione non pu� pi� aspettare ed � concreta la
possibilit� della nascita di situazioni imprevedibili. Ci rivolgiamo a loro
perch� responsabili di imporre politiche lontane dalle necessit� della
popolazione e di lasciare nell'indigenza la maggior parte del paese. La fame
e i bisogni sono realt� quotidiane e non esistono solo quando lo decidono le
organizzazioni internazionali guidate dai loro interessi politici ed
economici.
E' necessario che le elezioni di ottobre e novembre 2005 si svolgano in un
clima di trasparenza, senza prescrizioni da parte dei partiti politici, alla
presenza di osservatori internazionali in modo da regolarizzare la
situazione attuale del paese. Il popolo haitiano � stato saccheggiato senza
piet� e dobbiamo lavorare affinch� non gli venga rubata la Speranza di poter
realizzare un paese libero e sovrano

Buenos Aires, 12 aprile 2005 - ALAI, Am�rica Latina en Movimiento

Traduzione di Ambra Gostoli


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