COMUNICATO STAMPA
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Anche
un osservatore benevolo e neutrale intuirebbe la strumentalità della
fiaccolata pro-Israele convocata a Roma dal Foglio di Giuliano Ferrara
e della quale si rendono complici anche personalità della sinistra come
Fassino, Folena ed altri.
Si tratta infatti di una manifestazione di sostegno alla campagna
politica e mediatica che prepara una nuova escalation della guerra
infinita in Medio Oriente teorizzata dai dai “likudzik” israeliani
presenti non solo nell’amministrazione Bush ma anche nell’establishment
italiano. L’obiettivo dichiarato questa volta è l’Iran.
Le dichiarazioni del presidente iraniano Amadinejad hanno fatto clamore
e suscitato proteste fuori dal comune. Ed è curioso, perché il non
riconoscimento di Israele da parte dell’Iran, viene ribadito dalle
autorità iraniane ogni anno - da almeno quindici anni - nella giornata
di Al Quds. Se quest’anno ci sono state reazioni così furibonde è
perché l’agenda politica e la situazione internazionale sono
sensibilmente diverse dagli anni precedenti.
In Iraq la strategia della guerra infinita perseguita dagli USA e da
Israele è in seria difficoltà. Lo è a tal punto da aver aperto una
crisi all’interno stessa dell’ammnistrazione Bush. La tabella di marcia
sulla costruzione del Grande Medio Oriente funzionale agli interessi
statunitensi e israeliani, si è dunque inceppata ed ha la necessità di
essere rimessa in moto per colpire nuovi target come Iran e Siria e per
annullare definitivamente ogni ambizione dei palestinesi ad un vero
Stato indipendente.
La fiaccolata di Roma, non può occultare la verità: il presidente
iraniano ha invocato a parole la cancellazione di Israele, ma le
autorità israeliano hanno cancellato a cannonate il diritto
all’esistenza di uno stato palestinese.
L’Iran non dispone ancora del nucleare ma accetta le ispezioni
dell’AIEA mentre Israele dispone già di almeno 200 testate nucleari,
rifiuta le ispezioni dell’AIEA e non ha firmato il Trattato di Non
Proliferazione
La manipolazione mediatica fino ad un certo punto può anche occultare
la realtà ma i fatti hanno la testa dura e l’opinione pubblica ha
dimostrato in più occasioni di saper distinguere la realtà dalle bugie
di guerra.
Abbiamo deciso di non contestare in piazza la fiaccolata pro-Israele
per evitare scontri e strumentalizzazioni. Stiamo però lavorando ad una
settimana di mobilitazione al fianco dei diritti dei palestinesi dal 12
al 19 novembre (nel quadro della mobilitazione internazionale contro il
Muro dell’apartheid in Palestina) e per riportare nelle strade di Roma,
come ogni anno da quattro anni a questa parte, migliaia di persone in
una manifestazione nazionale a sostegno degli obiettivi storici del
popolo palestinese. Le fiaccole di guerra e di menzogna che verranno
accese questa sera a Roma verranno spente dalla mobilitazione
democratica e pacifista delle prossime settimana.
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