Chi ha iniziato?Autore: Gideon Levy Fonte: Haaretz Abbiamo lasciato Gaza e loro ci sparano i Qassam non esiste una formulazione più precisa del punto di vista che sta prevalendo [ndt, in Israele] in queste ore del conflitto. Hanno iniziato loro, sarà la risposta ripetitiva a chiunque cerchi di argomentare, ad esempio, che poche ore prima del primo Qassam caduto nella scuola di Askelon, che non ha causato danni, Israele ha seminato distruzione nella Università islamica di Gaza. Israele sta causando black out energetici, mantiene lassedio, bombarda e
spara, assassina e imprigiona, uccide e ferisce civili, inclusi bambini e
neonati in misura orrenda, ma Hanno iniziato loro. Quando sparano un Qassam su Askelon, si tratta di una escalation del
conflitto, e quando noi bombardiamo una università e una scuola, è
assolutamente giusto. Perché? Perché hanno iniziato loro. Ecco perché la
maggioranza pensa che tutto il giusto stia dalla nostra parte. Come in un
bisticcio nel cortile di scuola, largomento su chi ha iniziato è largomento
moralmente vincente di Israele per giustificare qualunque
ingiustizia. Israele ha lasciato Gaza solo parzialmente, e in modo non chiaro. Il piano di disimpegno, che era stato etichettato con titoli divertenti come ripartizione e fine delloccupazione, ha significato lo smantellamento delle colonie e la partenza da Gaza delle Forze di Difesa, ma non ha cambiato in niente le condizioni di vita della popolazione della Striscia. Gaza è ancora una prigione e i suoi abitanti sono ancora condannati a vivere in povertà e oppressione. Israele rinchiude esternamente il mare, laria e la terra, eccetto che per una limitata valvola di salvezza al crossing di Rafah. Non possono visitare i loro parenti della Cisgiordania o cercare lavoro in Israele da cui leconomia di Gaza ha dipeso per circa 40 anni. Alcuni beni possono essere trasportati, altri no. Gaza non ha alcuna possibilità di scappare alla povertà in queste condizioni. Nessuno farà investimenti, nessuno può svilupparsi, nessuno si può sentire libero là dentro. Israele ha lasciato la gabbia, ha buttato via la chiave e ha lasciato i residenti al loro amaro destino. Adesso, nemmeno dopo un anno, il disengagement sta ritornando indietro, con molta più violenza. Che cosa potremmo ancora aspettarci? Che Israele possa ritirarsi
unilateralmente, ignorando brutalmente e immoralmente i loro bisogni e che loro
sopporteranno in silenzio il loro amaro destino e non continueranno a lottare
per la loro libertà, per le loro vite o per la loro dignità? Nessuno si sarebbe dato pensiero per il destino della gente di Gaza se loro
non avessero reagito violentemente. Questa è lunica amara verità, ma con calma
sono trascorsi i primi venti anni delloccupazione e noi non abbiamo mosso un
dito per provi fine. Gaza è in serio pericolo, condannata a morte, allorrore e alle difficoltà quotidiane, lontana dagli occhi e dal cuore degli israeliani. Stiamo mostrando solo i Qassam. Vediamo solo i Qassam. La Cisgiordania è ancora sotto lo stivale delloccupazione, le colonie stanno crescendo, e qualunque mano tesa per un negoziato, inclusa quella di Ismail Haniyeh, viene immediatamente respinta. E dopo tutto questo, se ancora qualcuno pensa in modo diverso, la risposta vincente è presto detta: Hanno iniziato loro. Hanno iniziato e il giusto è dalla nostra parte, mentre la realtà è che non hanno iniziato loro e che noi non siamo dalla parte del giusto. Traduzione a cura di Patrizia Viglino / redazione-minorityreport |
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