BERGAMO
MARTEDI 18 LUGLIO 2006
ore 18.30, Piazza Matteotti
(difronte al Comune)
PRESIDIO
Musica e parole per fermare l'escalation militare in Medio Oriente
Promuovono:
ARCI, ATTAC, Giovani Comunisti, Movimento Studentesco, Rifondazione
Comunista - Sinistra Europea, Coordinamento Immigrati Bergamo, Centro
Culturale Islamico di via Cinisio-Bg, Associazione marocchina "Alwafa" -
S.Paolo d'Argon; Associazione marocchina "Essalam" - Montello;
Associazione marocchina "Rabih" - Val Imagna
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[premessa: avevamo scritto un volantino agile, veloce, da distribuire in
questi giorni. La situazione in Medio Oriente si è aggravata
ulteriormente, con l'invasione israeliana in Libano. Questo quanto scritto
qualche giorno fa]
fermiamo il massacro in palestina!
la striscia di Gaza è una prigione a cielo aperto.
Una prigione di 360 kilometri quadrati dove vivono 2 milioni di persone,
in buona parte profughi che abitano tende e baracche.
A Gaza manca spesso l'acqua, l'elettricità e la benzina.
Se sei nato nella striscia di Gaza difficilmente potrai uscire da lì: per
passare il check point israeliano di Eretz sei sottoposto a umiliazioni,
perquisizioni e controlli che vengono utilizzati per snervare la
popolazione.
I parlamentari dell'Autorità Nazionale Palestinese non possono neanche
raggiungere Ramallah, nella West Bank, per partecipare alle sedute del
Parlamento, con buona pace della "democrazia".
Da anni la popolazione dei Territori Occupati vive una guerra, vive un
regime di apartheid creato da Israele (che ha costruito un Muro per
rinchiudere la Cisgiordania come una grande prigione) che non si è per
niente risolto con la creazione dell'entità palestinese.
Nelle ultime settimane poi Israele ha fatto precipitare ulteriormente la
situazione nella Striscia di Gaza: ogni giorno si succedono bombardamenti
aerei, colpi di mortaio, bombe assordanti, attacchi via terra per occupare
parte del territorio della Striscia.
Il bilancio è drammatico: si parla di più di cento morti fra i civili
palestinesi, case distrutte, parti di territorio palestinese occupate dai
blindati israeliani.
Come se non bastasse si è andata ad acuire la mancanza di acqua e di
generi di prima necessità: da Gaza non si può uscire e neanche entrare,
così non si riescono - grazie al "democratico Stato di Israele" - a fare
entrare medicinali, soccorsi medici, ambulanze per soccorrere chi è ferito
da questi attacchi, in una situazione sanitaria che era già vicina al
disastro umanitario per i continui bombardamenti mirati di Israele su
ospedali e per le mitragliate sulle ambulanze.
Manca cibo, c'è il rischio di epidemie.
Sono colpite le università, le case, i campi sportivi, gli acquedotti.
E tutto questo con il silenzio complice della comunità internazionale e
della stessa "società civile" e della sinistra italiana.
Terra, acqua, pace e dignità per il popolo palestinese.
La nostra solidarietà attraversa il Mediterraneo e arriva in quella terra
dilaniata dalla guerra di Israele nei confronti di un popolo.
Palestina Libera!
c.s.a. pacì paciana
ps: a Gaza non si può rientrare, e così succede che 7 calciatori della
Striscia presenti a Roma per gli "Altrimondiali" sono bloccati in Italia,
senza poter ritornare alle proprie case. Qualcuno di noi ha conosciuto
quei ragazzi a Pasqua, in Palestina, rincorrendo insieme lo stesso
pallone... a questi nostri nuovi fratelli l'augurio di poter tornare nelle
loro case, in una Palestina finalmente libera
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*** C.S.A. Pacì Paciana via Grumello 61/c 24100 Bergamo ***
* tel/fax ++39-035-4373217
* e mail: [EMAIL PROTECTED]
* sito: www.ecn.org/paciana
16.03.003 con Dax nel cuore ["Rassegnazione è paura e complicità / Contro
la rassegnazione pensare l'impensabile / Contro la paura imparare il coraggio /
Cospirare vuol dire respirare insieme"]
"Per noi c'è solo una parola degna e una azione conseguente di fronte a
questa guerra.
La parola no e l'azione ribelle.
Per questo dobbiamo dire no alla guerra!
Un no senza condizioni ne' però.
Un no senza mezze tinte.
Un no senza grigi che lo macchiano.
Un no con tutti i colori che dipingono il mondo.
Un no chiaro, tondo, contundente, definitivo, mondiale.
Tratto dal saluto all'Italia ribelle dell'EZLN"
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