COMUNICATO

Le violenze perpetrate dalla polizia durante lo sgombero del presidio di Venaus nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2005 non avranno mai un responsabile. E' quanto apprendiamo dalla sentenza depositata dal Gip Dante Cibinel, che sebbene abbia sentenziato in tal modo, ha dato motivazioni del tutto contrarie, ascrivibili alla realtà dei fatti che intendiamo valorizzare e rendere note. Quello che si evince è che probabilmente esiste un ordine inviolabile che fa si che lo stato si debba assolvere per forza, lo abbiamo visto purtroppo in tanti casi della nostra Repubblica, e quello di Venaus ormai si annovera tra questi. Ma questa volta, nonostante il risultato dica archiviazione, le motivazioni della sentenza dicono cose ben precise:

- quella notte a Venaus avvennero violenze da parte delle forze dell'ordine, non commisurate alla resistenza dei presidianti, diffuse su tutto il territorio di quella che definimmo Libera Repubblica di Venaus.

- le violenze avvennero per opera di agenti di polizia e dirigenti della Questura di Torino, che però non possono essere individuati come responsabili perché bardati da caschi e passamontagna i primi, reticenti e menzogneri i secondi;

- lo sgombero era stato pianificato qualche ora prima in una riunione avvenuta presso l'aula magna del locale Reparto Mobile, e sebbene l'ordine era di limitare le manganellate, questo non valeva per gli esponenti dei centri sociali presenti, che anzi dovevano avere trattamento diverso, e tenere in allerta gli agenti, allora si pronti a usare gli sfollagenti;

- i feriti di quella notte non hanno mentito e le percosse sono tutte ascrivibili all'azione di polizia, perché "alla luce dell'estensione delle violenze non può non evocarsi, di uno scarso livello di professionalità, tecnica e/o sotto il profilo della cultura democratica, del personale operante";

- Le forze di polizia, riconosciute nella catena di comando, hanno mentito su molti aspetti, coprendosi a vicenda, il Gip non è stato in grado di capire chi ha mentito di più, ma nella motivazione dà certezze in merito.

Infine il Gip Cibinel conclude così, scrivendo "alla luce dell'estensione delle violenze non può non evocarsi, di uno scarso livello di professionalità, tecnica e/o sotto il profilo della cultura democratica, del personale operante"; e ancora "nell'interesse generale, si faticherebbe a scegliere se preferire una categoria di funzionari tanto sprovveduti, quali nel complesso di presentano, escludendo tutti di avere visto ciò che almeno qualcuno tra loro e almeno in parte avrebbe dovuto vedere, ma che non mentono all'autorità giudiziaria, o una categoria di funzionari che mentono all'autorità giudiziaria, ma che nel caso dell'operazione di cui si tratta, pur non essendo stati in grado di governare le forze comandate in modo da impedire eccessi di violenza, di questi si erano resi conto e avevano almeno tentato di controllarli".

In conclusione tutti sanno cosa è successo quella di notte di Venaus; per noi e per chi con noi partecipò al corteo dell' 8 dicembre quando riconquistammo quei terreni era chiarissimo, la sentenza dice che lo è anche per lo Stato solo che non può dire chi è il colpevole.

Probabilmente non serve neanche dare un nome a chi vi partecipò, perché chiunque, in divisa quella notte, è coinvolto.

Grave rimane infine il voler ridimensionare un fatto che non può essere trattato come un a semplice operazione di polizia, a meno che il metro di paragone non sia sempre l'operazione di ordine pubblico di Genova 2001 durante e dopo le manifestazioni contro il G8.

Se non sarà impresso nei libri dei tribunali, si può star certi che la verità starà in quelli di storia raccontata ormai in molte pubblicazioni, in innumerevoli filmati e nei racconti che in molti tramanderemo.

Alleghiamo* le motivazioni della sentenza invitando ad una lettura attenta e completa e ad una divulgazione capillare della stessa sia attraverso il web, sia distribuendola materialmente alla gente.

Venaus, 5 luglio 2009

Il Movimento NO TAV
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