2008/11/20 Salvatore Costabile <[EMAIL PROTECTED]>: > Cari Colleghi,
Buongiorno, > Passiamo adesso al concetto di proprietà del dato. premetto di non essere un avvocato, quindi quelle che dico è solo un mia opinione personale. Mi pare che questo tuo (passo subito al tu come si usa normalmente in Rete) uso della parola "proprietà" è già di per sé sbagliato o, quantomeno, denota un fraintendimento del significato della email iniziale. Nessuno chiede la proprietà dei dati, il che, oltre a essere moralmente ed eticamente sbagliato (non siamo ladri!), è pure illegale visto che i diritti morali su un opera sono, per la Legge italiana, inalienabili, imprescrittibili e irrinunciabili. Tra questi diritti c'è pure il diritto di rivendicare la paternità dell'opera. Quello che si chiede è l'utilizzo di una licenza che permetta un uso dei dati facile e produttivo. Faccio un esempio: sto lavorando al riutilizzo della Carta Tecnica Regionale del Friuli Venezia Giulia in escursionismo. Purtroppo la licenza mi impedisce di ripubblicarli senza permesso della Regione che deve essere esposto insieme agli stessi. E fin qui anche potrebbe andare (ho avuto un ottimo feedback da parte degli addetti al servizio cartografico regionale, sempre molto gentili e solerti nelle risposte!). Ma ora iniziano le complicazioni. Probabilmente mi sarà richiesto di imporre a chi scarica i dati di non divulgarli (altrimenti casca il palco e la limitazione iniziale non ha senso): ma francamente non ho ne le risorse ne la voglia di perseguire eventuali persone che lo fanno, ovvero di fare lo sceriffo digitale. Per questo l'utilizzo dei dati è fondamentalmente impossibile. > Telerilevamento Ambientale (DTM, DSM, Immagini SAR, PS ecc) saranno serviti > senza nessuna limitazione da parte del Portale Cartografcio Nazionale, > avendo avuto per questi la totale proprietà del dato. Da una parte è la notizia è ottima. Ma, se per nessuna limitazione si intende porre i dati in pubblico dominio, allora *non* sono d'accordo. In questi casi bisognerebbe pensare ad una licenza come la CC 2.5 share-alike (in breve descritta qua: http://creativecommons.org/licenses/by/2.5/deed.it o, in legalese: http://creativecommons.org/licenses/by/2.5/it/legalcode). In questo modo anche le opere derivate devono rimanere aperte a tutti e nessuno può appropriarsene per il proprio esclusivo tornaconto personale. I dati sono e *devono* rimanere di proprietà dello Stato (visto che lo Stato siamo tutti noi) ma devono pure essere disponibili a tutti per arricchirli ed elaborarli ulteriormente, creando una conoscenza (e quindi una ricchezza) diffusa. Almeno così la vedo io. > Cosa diversa è per le Ortofoto dove esiste una licenza d'uso che limita > l'uso. purtroppo capita che si fanno errori, nessuno di noi è perfetto. Quando una licenza è fatta non si torna indietro .... vale nel bene e nel male. > Quante sono le pubbliche amministrazioni che regalano o permettono > l'appropriazione indebita delle ortofoto in Italia? ci risiamo: la parola appropriazione indebita è fuori luogo. > Comunque ad oggi le Amministrazioni che partecipano al Progetto del Sistema > Cartografico Cooperante del Portale Cartografico Nazionale utilizzano le > ortofoto in formato WMS servite dal nostro sistema MapServer-PHP, senza > nessun costo aggiuntivo per nessuno. secondo me la questione costo è secondaria. Purtroppo tante volte si fa confusione tra gratis e libero. Io lavoro con una ISDN, se fosse possibile acquistare i geodati ad un prezzo sensato (con i costi della cartografia topo negli altri paesi per capirsi) sarei il primo a farlo! > Inoltre la domanda che ho già posto in altre sedi è: ma sei i dati sono > condivisi ed utilizzabili da chiunque è a gran voce si contesta la > proprietà, perchè poi si vuole a tutti i costi averne il possesso? perche > qualsiasi cosa che si trova su intenet deve essere posseduta fisicamente da > tutti? essendo l'email iniziale mia vorrei ribadire che *non* chiedo di avere il possesso dei dati! Ma chiedo che siano disponibili con una licenza che permetta di costruire a partire da essi nuove applicazione, arricchirli, correggerli quando serve, studiarli, renderli disponibili in forme che ne valorizzino il contenuto per campi d'applicazione particolari. Inoltre chiedo che, visto che sono stati ottenuti con le nostre tasse, quindi sono un bene comune, la licenza preveda che chi ne produca opere derivate sia tenuto a mantenerne la libertà. In somma: non ci confonda con i feticisti del download che riempono dvd e dvd di film, musica, etc. che non avranno mai il tempo per vedere e sentire! Ho come l'impressione che in fin dei conti gli obbiettivi siano comuni ma non ci si capisca bene sugli strumenti per centrarli! Nell'era digitale, se si limita la diffusione di un bene digitale, poi si sviluppa un sottobosco di uso illegale dello stesso. Questo perché la natura di tale dato include la riproducibilità a costi bassissimi dello stesso (anzi costa di più limitarne la copia!). Invece la liberazione dell'informazione (ovvero la distribuzione tramite una licenza libera come le CC che ho citato) crea una comunità attorno ad esso, lo arricchisce e permette persino lo sviluppo di un "business" che ruota attorno ad esso. Vedi, per un esempio parallelo, il software libero. > > Grazie Grazie a te per aver risposto alla mia email! -- Christian Pellegrin, see http://www.evolware.org/chri/ "Real Programmers don't play tennis, or any other sport which requires you to change clothes. Mountain climbing is OK, and Real Programmers wear their climbing boots to work in case a mountain should suddenly spring up in the middle of the computer room." _______________________________________________ Iscriviti all'associazione GFOSS.it: http://www.gfoss.it/drupal/iscrizione [email protected] http://www.faunalia.com/cgi-bin/mailman/listinfo/gfoss Questa e' una lista di discussione pubblica aperta a tutti. I messaggi di questa lista non rispecchiano necessariamente le posizioni dell'Associazione GFOSS.it.
