Clara Tattoni ha scritto:

> Per completare il quadro aggiungo che alcune riviste della springer
> permettono agli autori la scelta di non cedere i diritti ed essere
> pubblicati in modalità "open access" sostenendo però le spese di
> pubblicazione che si aggirano sui 3000 USD.

Interessante, quindi con un solo articolo open si pagano tutta la
stampa, fantastico.

> FInchè le università e gli enti valuteranno la qualità delle ricerche (e
> quindi i gruppi di ricerca da sponsorizzare) in base all'indice ISI (che
> non è un indice di qualità ma di marketing) siamo in un triste circolo
> vizioso.
> Ci sono però tante riviste open access, alcune di elevato spessore
> scientifico (imho), il problema è il solito: si tratta di far capire in
> certi ambienti che ciò che è open può essere di gran qualità...

Giustissimo: perche' non rendere piu' manifesta questa questione, magari
con un sito ad hoc o qualche altra iniziativa pubblica?
Salutoni.
-- 
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