Ciao GFOSS,
anche questa volta (di disastri ne abbiamo visti negli ultimi anni) è
stato possibile dare un contributo da lontano alla gestione
dell'emergenza e dei soccorsi. C'erano le persone, c'era
l'infrastruttura, sono arrivati i dati che servivano. Io poi credo
sempre che finiamo per dare troppa visibilità a queste iniziative,
perché per uscire dall'emergenza ci vuole altro, ma mi sembrano comunque
esperienze importanti, da consolidare nel tempo. Ma questa domenica
pomeriggio volevo condividere un'altra riflessione.
L'emergenza non è il maltempo, ma la cattiva gestione del territorio.
Non mi interessa discutere del lato politico di questo problema. Quello
che vorrei è invece capire se e quanto sia possibile fare per conoscere,
evidenziare e curare questo problema con lo stesso spirito di chi
ricalca le mappe per aiutare durante i soccorsi. Lo so che ci sono
intere amministrazioni e associazioni che fanno esattamente questo, ma
forse non basta, e forse possiamo fare qualcosa per supportare questo
tipo di lavoro dove c'è già. Abbiamo a disposizione i dati sul pericolo
idrogeologico? Pubblichiamo le mappe in rete, contiamo quante
costruzioni sono nelle zone a rischio, facciamo girare queste
informazioni, facciamo da megafono a chi già ha fatto gli studi del
caso. Se i dati non ci sono, facciamoli uscire. È da tempo che tra di
noi ci ripetiamo che gli open data sono solo uno strumento: questo
sarebbe un fine, importante e urgente. Certamente non l'unico possibile
ma ...
Vorrei sapere cosa ne pensate. Poi magari se la cosa non morisse qui tra
le righe della mailing list sarebbe anche più bello.
Ciao,
steko
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