Il problem non e' di chi usa QGIS, ma bensi' di chi non lo usa o acelta o per altro.
Se un soggetto che non usa qgis commissiona a un professionista dei dati in shapefile. Il soggetto committente se non usa QGIS , ma lo usava il professionista , che cosa dovrebbe abbandonare ? Il problema e' come accorgersi che nei dati in shapefile che si possiede perche' si e' scaricato da un sito internet o perche' di e' acquistato da qualche parte , o che si e' ricevuto per qualche ragione, ci sono dei records che non dovrebbero esserci. Oppure , per assrudo adottare QGIS, perche' solo cois' e' sicuro di vedere qalcosa di veritiero. In soldoni, qgis aveva inconsciamente modificato il formato dello shapefile e cosi' facendo a fatto si che chi usava qgis per produrlo deve obbligatoriamente usarw qgis per vederlo altrimenti rischia di vedere una cosa errata. Le lo viene a sapere la Microsoft assume seduta stante gli autori di questa cosa perche' e' un colpo di genio dal punto di vista del marketing e della fidelizzazione degli utenti. Ora nessuno si azzardera'a a non usare qgis. Altro che abbandonare. Approfitto della email per chiederti una informazione che credo sia utile anche ad altri: Quando io carico i dati in postgis uando la procedura shp2pgsql. Questa procedura si accorge del flag di cancellazione e mi salta i suddetti records, oppure in tutti i dati che ho caricato sul postgis ho il rischio gia' ora di averci delle geometrie che non dovrebbero esserci ? E se la risposta e' negativa, pensate in postgis di supportare questo nuovo formato di QGIS ? Questo perche' se anche da ora in avanti qgis non fa' piu' cosi', resta il fatto che molti ad oggi usano ancora un qgis ante 2.14 e a giro ci sono tantissimi shapefile che potrebbero essere affetti da questo problema. Per me e' molto importante sapere questo. Grazie della risposta. Il 23 aprile 2016 16:05, Sandro Santilli <[email protected]> ha scritto: > On Sat, Apr 23, 2016 at 08:11:43AM +0200, Andrea Peri wrote: > >> Anche questi sono costi che vengono sottratti a altri usi. > > Nel valutare i costi di acquisizione di software bisogna considerare > il costo di risoluzione dei bug. Nel software libero come in quello > proprietario. La differenza e' nel fatto che nel caso di software > proprietario puoi avere un solo preventivo. > > La quantita' di bachi e' ovviamente un altro parametro, e capisco > la frustrazione di avere a che fare con software che ne e' pieno. > Si puo' reagire alla frustrazione in due modi: (1) abbandonare l'uso > di tale software (2) fare qualcosa per migliorarlo. Entrambe le > strade hanno un costo, e bisogna considerare anche quello. > > --strk; -- ----------------- Andrea Peri . . . . . . . . . qwerty àèìòù ----------------- _______________________________________________ [email protected] http://lists.gfoss.it/cgi-bin/mailman/listinfo/gfoss Questa e' una lista di discussione pubblica aperta a tutti. I messaggi di questa lista non hanno relazione diretta con le posizioni dell'Associazione GFOSS.it. 807 iscritti al 31/03/2016
