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Ungheria: il punto di vista delle sinistre


1) Ungheria. “Mosca o Bruxelles? Protesta contro l’imbroglio politico” 
(Organizzazioni Della Sinistra Ungherese, 2017)
2) FLASHBACKS:
– 2014: Intervista a Vilmos Hanti, leader del Measz, l’Alleanza dei resistenti 
e degli antifascisti ungheresi
– 2012: Il Partito Comunista dei Lavoratori Ungherese propone la sua 
valutazione su quanto sta accadendo nel suo paese
– 2007: Caccia alle streghe politica e legale contro i comunisti ungheresi! / 
La direction des communistes hongrois a été condamnée / The leadership of the 
Hungarian communists sentenced




Altri link consigliati:


Pusztaranger - Neues aus Ungarn
http://pusztaranger.wordpress.com




=== 1 ===


http://contropiano.org/news/internazionale-news/2017/05/07/ungheria-mosca-bruxelles-protesta-limbroglio-politico-091617
 
<http://contropiano.org/news/internazionale-news/2017/05/07/ungheria-mosca-bruxelles-protesta-limbroglio-politico-091617>


Ungheria. “Mosca o Bruxelles? Protesta contro l’imbroglio politico”
di Organizzazioni Della Sinistra Ungherese * 
<http://contropiano.org/author/redazione-contropiano>


Le sottoscritte organizzazioni civili invitano la società ungherese a 
protestare per smascherare la politica sciocca di manipolazione e di ricerca 
del nemico. Anziché risolvere i veri problemi della società ungherese il 
governo ungherese e la sua opposizione liberale ci costringono a una lotta 
menzognera e pericolosa. Ci vogliono mettere di fronte alla scelta senza senso 
“Bruxelles o Mosca.”


Il governo punta il dito contro Bruxelles, mentre è lui che ha prodotto la 
soppressione della democrazia, un nuovo tipo di sistema autoritario, che 
strangola un terzo della società ungherese in una eterna povertà, che non è 
capace di diminuire la disoccupazione e delle ineguaglianze senza precedenti 
nella storia moderna, il sistema da loro gestito è estremamente corrotto e 
immorale. Mentre il governo in modo demagogico prende pubblicamente l’Unione 
Europea (simbolicamente Bruxelles) come capro espiatorio, nascostamente dal 
pubblico serve in tutto le istituzioni dell’Unione Europea, i requisiti 
economici della burocrazia di Bruxelles, le necessità del capitale 
internazionale, e ha appeso al collo del popolo una borghesia oligarchica, 
della quale dobbiamo pagare il mantenimento.


Nonostante ciò, l’opposizione politica liberale si accorge solo degli interessi 
degli strati più alti della classe media. Da una parte, giustamente, vuole 
ristabilire i diritti e le libertà democratiche. Dall’altra invece distoglie 
l’attenzione dai veri problemi dell’Ungheria indicando Mosca come un nemico.


“Missionari” auto-dichiarati, demagoghi semi-istruiti si accostano alla 
russofobia, una particolare, ma vecchia arma del razzismo, che sinora non era 
stata tipica del liberalismo locale, anziché lottare contro il capitalismo 
oligarchico esteuropeo e russo nello specifico.


Non parlano dell’ulteriore stretta antidemocratica allo Statuto dei Lavoratori 
Ungherese, non della povertà insopportabile, non criticano le ineguaglianze 
sociali, ma prendono la Russia come capro espiatorio. Fanno come se l’Ungheria, 
paese membro della NATO fosse minacciato da chissà quale intervento straniero, 
sebbene l’Ungheria prenda parte alle operazioni militari criminali della NATO 
come tutti i suoi membri. In realtà il vero problema la situazione privilegiata 
dei nuovi strati dominanti, e la loro politica di oppressione, espropriazione e 
immiserimento. Ma l’opposizione liberale non parla di questo, ma usa la ricerca 
di nemici come mezzo per soddisfare le sue ambizioni di potere. Così facendo 
entra la via selciata dal governo, nella quale l’Ungheria può diventare il 
territorio dei servizi segreti delle grandi potenze rivali.


Perciò protestiamo contro la politica manipolatoria, ingannatrice del popolo e 
oppressiva delle elite del nostro paese!!!


5 maggio 2017


Firmato da:


Partito di Sinistra


Unione ATTAC Ungheria


Redazione della rivista “Eszmélet”


Sinistra Unita Ungherese


Società Karl Marx


Fronte Popolare



http://eszmelet.hu/brusszel-vagy-moszkva-tiltakozas-a-politikai-atveres-ellen/




=== 2: FLASHBACKS ===


http://ilmanifesto.it/il-modello-di-riferimento-oggi-e-il-regime-di-miklos-horthy/


«Il modello di riferimento oggi è il regime di Miklós Horthy»


Guido Caldiron, 31.1.2014


Ungheria. Intervista a Vilmos Hanti, leader del Measz, l’Alleanza dei 
resistenti e degli antifascisti ungheresi




«Il ritorno dell’estrema destra riguarda l’intera Europa, ma in nes­sun altro 
paese si vive un clima para­go­na­bile a quello dell’Ungheria. Nor­mal­mente i 
governi cer­cano di argi­nare le atti­vità dei gruppi fasci­sti, da noi invece 
le sostengono».


Vil­mos Hanti sa bene ciò che dice, lea­der del Measz, l’Alleanza dei 
resi­stenti e degli anti­fa­sci­sti unghe­resi, solo pochi mesi fa è stato 
aggre­dito per le strade di Buda­pest da una banda di neo­na­zi­sti dopo che 
aveva denun­ciato per l’ennesima volta le con­ni­venze tra gli estre­mi­sti e 
il governo ultra­con­ser­va­tore di Vik­tor Orbán. Ferito leg­ger­mente alla 
testa e agli occhi, Hanti, un ex inse­gnante cre­sciuto in una fami­glia 
ebraica che ha preso parte alla Resi­stenza, non si è però fatto inti­mi­dire. 
Nei giorni scorsi ha par­te­ci­pato a Roma a un incon­tro pro­mosso dall’Anpi e 
dalla Fir, la Fede­ra­zione inter­na­zio­nale dei resi­stenti che riu­ni­sce 
gli ex par­ti­giani di tutto il con­ti­nente, di cui è pre­si­dente, per fare 
il punto sullo stato dell’antifascismo europeo.«Si deve agire prima che sia 
troppo tardi», ha sot­to­li­neato in quest’occasione Carlo Smu­ra­glia, 
pre­si­dente dell’Anpi, annun­ciando anche nuove ini­zia­tive dell’associazione 
par­ti­giana in vista delle ele­zioni europee.


Signor Hanti, quali sono i punti di con­tatto tra il governo di Buda­pest e 
l’estrema destra?


Da un lato ci sono le leggi con­tro le libertà demo­cra­ti­che, dall’altro la 
col­la­bo­ra­zione a più livelli con il movi­mento Job­bik. Pub­bli­ca­mente 
que­sto tipo di rap­porto viene negato, ma non per que­sto è meno forte. Le 
isti­tu­zioni con­trol­late dalla destra sosten­gono sia sul piano eco­no­mico 
che poli­tico gli estre­mi­sti. Del resto, il par­tito di Orbán, il Fidesz, 
dispone di una forte mag­gio­ranza in par­la­mento e per­ciò potrebbe impe­dire 
ogni mani­fe­sta­zione fasci­sta se solo lo volesse. Invece accade l’esatto 
contrario.


Che ruolo ha il revi­sio­ni­smo sto­rico in que­sta svolta autoritaria?


È una parte impor­tante di que­sta stra­te­gia, pur­troppo spesso soste­nuta 
anche da espo­nenti della Chiesa che par­te­ci­pano in prima per­sona alle 
mani­fe­sta­zioni nostal­gi­che. L’obiettivo del governo sem­bra essere quello 
di dare vita a un “nuovo hor­thi­smo”, qual­cosa di simile al regime fasci­sta 
che instaurò negli anni Venti l’ammiraglio Miklós Hor­thy e che portò il paese 
a com­bat­tere a fianco della Ger­ma­nia nazista.


Job­bik è cre­sciuto all’ombra di Orbán, oggi potrebbe far­gli con­cor­renza 
sul piano elettorale?



Non si deve dimen­ti­care mai come Orbán si sia ser­vito fino a ora dei gruppi 
estre­mi­sti per distrarre l’opinione pub­blica dai temi sociali e dirot­tarla 
invece verso il nazio­na­li­smo e la xeno­fo­bia, spe­cie nei con­fronti dei 
rom. Il risul­tato è che Job­bik si è raf­for­zato a tal punto da diven­tare 
sem­pre più rile­vante anche in par­la­mento. In realtà si tratta però di un 
movi­mento che è nato da una costola del Fidesz e che ne con­ti­nua a 
rap­pre­sen­tare una sorta di appen­dice radi­cale ed estre­mi­sta. Il con­fine 
tra col­la­bo­ra­zione e con­cor­renza resta per­ciò molto sottile.




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http://www.marx21.it/internazionale/europa/715-cosa-sta-accadendo-in-ungheria-cosa-ne-pensano-i-comunisti-ungheresi.html


Cosa sta accadendo in Ungheria? Cosa ne pensano i comunisti ungheresi


6 Gennaio 2012


da www.solidnet.org <http://www.solidnet.org/> traduzione a cura di Marx21.it


Il Partito Comunista dei Lavoratori Ungherese propone la sua valutazione su 
quanto sta accadendo in questi giorni nel suo paese all'attenzione e alla 
riflessione dei partiti comunisti e operai di tutto il mondo.

Dal 1 gennaio una nuova costituzione è entrata in vigore in Ungheria. In 
relazione a ciò, la stampa occidentale ha pubblicato molti materiali che 
parlano di ciò che sta accadendo ora in Ungheria, sul fatto che “si sta 
riducendo l'Ungheria alla povertà” e che “si sta minacciando la democrazia e 
che si sta stringendo la morsa del governo sui media e sul sistema giudiziario 
nonostante le critiche di Europa e Stati Uniti”. Il 2 gennaio una grande 
manifestazione ha avuto luogo presso il Teatro dell'Opera di Budapest. Gli 
organizzatori ufficiali della dimostrazione, il neo costituito movimento di 
Solidarietà, ha un vertice di una decina di membri. Il suo leader è l'ex 
presidente del sindacato dell'esercito e dei funzionari di polizia, ed egli 
stesso è un ex ufficiale addestrato insieme ad altri nelle istituzioni militari 
USA.
Alla testa dimostrazioni si trovano il Partito Socialista Ungherese, forze 
liberali e anche organizzazioni “civili”, formate da costoro. Alla 
dimostrazione non ha preso parte nessuna organizzazione civile che lotti 
realmente contro la povertà, per proteggere le famiglie, contro le 
discriminazioni, o ad esempio le organizzazioni studentesche tradizionali. 
Neppure i movimenti dei lavoratori dell'agricoltura o i sindacati erano 
presenti. Tra gli slogans della dimostrazione non ce n'era uno solo in merito 
al nuovo codice del lavoro, nessuna protesta è stata avanzata nei confronti 
delle pressioni e gli interventi del FMI. La reazione dei media occidentali a 
tali eventi si basa sulle stesse fonti che in periodi precedenti avevano 
sostenuto il vecchio governo socialista-liberale e la sua politica di austerità.

Ma che cosa sta realmente accadendo in Ungheria?

1. Nell'aprile 2010, il partito conservatore Fidesz- Unione Civica Ungherese ha 
vinto le elezioni parlamentari e rimpiazzato il vecchio governo delle forze 
socialiste-liberali guidato dal Partito Socialista Ungherese (MSZP).

I partiti parlamentari considerano le elezioni del 2010 come un punto di svolta 
nella storia ungherese.Il Fidesz sostiene che si è trattato dell' “inizio di 
una nuova rivoluzione”. I socialisti e i loro alleati ritengono che esse hanno 
rappresentato “l'inizio dell'autocrazia e della dittatura”.

2. Il Partito Comunista dei Lavoratori Ungherese è dell'opinione che il reale 
cambiamento storico ha avuto luogo non nel 2010 ma 1989-1990 quando il 
socialismo venne distrutto in Ungheria. Si è trattato di una controrivoluzione 
capitalista. Il potere della classe operaia è stato sostituito con il potere 
delle forze capitaliste. Le aziende industriali e le banche possedute dallo 
Stato, le fattorie agricole collettive sono state privatizzate. L'Ungheria ha 
aderito alla NATO nel 1999 ed è entrata nell'Unione Europea nel 2004. E' stato 
instaurato il sistema capitalista basato sulla proprietà privata e sulla 
democrazia borghese.

E' stato il cambiamento dal socialismo al capitalismo che ha provocato il 
generale impoverimento del popolo ungherese. L'Ungheria ha una popolazione di 
10 milioni di abitanti. 1,5 milioni di ungheresi vive sotto il livello della 
povertà, il che significa vivere con un reddito di meno di 200 euro al mese. Il 
numero ufficiale dei disoccupati è 500.000, ma in realtà è circa 1 milione di 
persone a non avere alcuna possibilità di trovare un lavoro.

La limitazione della democrazia non è iniziata nel 2010 ma nel 1989-1990. Le 
forze politiche che lottano contro il sistema capitalista, prima fra tutte il 
Partito Comunista dei Lavoratori Ungherese non hanno accesso al sistema di 
comunicazione pubblico. La stella rossa, la falce e il martello - “in quanto 
simboli della tirannia” - sono stati banditi nel 1993. Nel 2007, l'intera 
leadership del PCLU è stata accusata di “oltraggio fatto in pubblico”. Le 
campagne anticomuniste sono state scatenate indipendentemente da quale partito 
borghese fosse al potere.

3. La classe capitalista ungherese ha diversi partiti che esprimono i suoi 
interessi. Da un lato c'è Fidesz-Unione Civica Ungherese che esprime gli 
interessi della classe capitalista conservatrice, di orientamento nazionalista. 
E' tradizionalmente orientato verso la Germania.

Sull'altro lato ci sono il Partito Socialista Ungherese ed il Partito “i 
politici possono essere diversi” che rappresentano la parte liberale e 
socialdemocratica della classe capitalista. Essi sono vicini agli Stati Uniti.

La lotta tra le due parti della classe capitalista ungherese ha profonde radici 
storiche. Prima del 1989 esistevano due principali correnti del movimento di 
opposizione anti-socialista. Quella conservatrice orientata in senso 
nazionalista e la tendenza liberale. Nel 1990, il primo governo fu formato dai 
conservatori. Allo stesso tempo i liberali concordarono una cooperazione di 
lungo termine con il Partito Socialista Ungherese, un partito socialdemocratico 
di destra. Molti dei dirigenti di questo partito provengono dal precedente 
periodo socialista ma hanno cambiato completamente posizione e molti di loro 
sono diventati ricchi capitalisti.

Dopo aver distrutto il sistema socialista le forze capitaliste hanno creato una 
nuova struttura politica che è esistita fino al 2010. Essa era fondata sui 
seguenti principi:

- Le forze conservatrici di orientamento nazionalista si avvicendano al potere 
con i socialisti.

- Nessuna di queste forze ha il potere assoluto.

- Esse impediscono a qualsiasi forza anticapitalista di entrare in Parlamento.

- Tutte rispettano gli obblighi nei confronti della NATO e dell'UE e non 
mettono in discussione le posizioni internazionali.

Tutte le elezioni parlamentari dal 1990 al 2006 hanno evidenziato un perfetto 
equilibrio tra i due gruppi di partiti. La situazione è cambiata radicalmente 
dopo il 2006. E' apparso chiaro che il capitalismo ungherese versa in una 
profonda crisi. Tre sono le ragioni principali. Primo, l'economia ungherese 
dipende totalmente dal capitale straniero. Secondo, il popolo ungherese è 
povero, ed ha esaurito le sue riserve. Terzo, La corruzione è diventata un 
serio problema, che paralizza il normale funzionamento dello Stato.

Dal 2010 le forze capitaliste hanno compreso che le forze socialiste-liberali 
non garantivano la stabilità interna del capitalismo, e non erano in grado di 
prevenire le esplosioni sociali. Ecco perché hanno deciso di sostituire la 
coalizione socialista-liberale e di aprire la strada a Fidesz.

L'obiettivo principale del conservatore Fidesz e del suo governo capeggiato da 
Viktor Orban era quello di prevenire qualsiasi sviluppo simile agli eventi in 
Grecia. Il Fidesz ha vinto le elezioni con parole d'ordine sociali (pieno 
impiego, sicurezza sociale, ecc.). La maggioranza della popolazione era 
profondamente insoddisfatta del governo socialista-liberale. Il Fidesz ha 
potuto facilmente manipolarla e ottenere la maggioranza dei due terzi nel nuovo 
parlamento.

4. Il governo conservatore ha realizzato cambiamenti in diverse direzioni:

Ha rafforzato la sua base di classe. IL Fidesz ha collocato propri uomini in 
tutte le postazioni della vita politica, nei media, negli ambienti della 
cultura. Ha dichiarato la sua intenzione di creare una nuova classe media.

Ha dato soddisfazione alle forze nazionaliste in Ungheria, introducendo la 
doppia cittadinanza per le persone di nazionalità ungherese che vivono 
all'estero e introducendo nuove commemorazioni che fanno riferimento al 
trattato del Trianon del 1920.

Ha operato un netto ritorno alle tradizioni conservatrici e nazionaliste nella 
politica, nella cultura e nell'educazione.

Ha deciso di prevenire l'esplosione sociale con metodi diversi. Primo, ha 
introdotto un nuovo Codice del Lavoro che dà vasti diritti ai proprietari 
capitalisti e praticamente trasforma i lavoratori in schiavi. Secondo ha diviso 
la classe operaia concedendo aumenti consistenti ai ferrovieri e alzando il 
salario minimo. Terzo, ha concluso un accordo con le principali confederazioni 
sindacali. Ha potuto salvare i propri privilegi e allo stesso tempo limitare 
gli effetti di una autentica lotta di classe.

Il nuovo governo ha lanciato una generalizzata campagna anticomunista. Nel 2010 
è stato cambiato il Codice Penale. Si è dichiarato che il comunismo e il 
fascismo sono la stessa cosa e che coloro che sostengono i “crimini del 
comunismo e del fascismo” possono essere condannati fino a 3 anni di 
reclusione. (fino ad ora non c'è stata alcuna sentenza legale)

Negli ultimi giorni del 2011 è stata varata una nuova legge che regola il 
processo di transizione alla nuova costituzione. Tra l'altro essa afferma che 
il periodo del socialismo (1948-1990) è stato illegittimo e pieno di crimini. 
Personalità dirigenti del periodo socialista sono state accusate e condannate. 
Le loro pensioni sono state ridotte. La legge afferma anche che l'attuale 
Partito Socialista Ungherese, in quanto successore legale del partito al potere 
nel periodo socialista, è responsabile per tutto quanto è successo in quei 
tempi. Non è ancora chiaro quali conseguenze ne deriveranno.

5. Le forze socialiste-liberali hanno lanciato recentemente un serio 
contrattacco contro il governo

Il Partito Socialista ha fatto propri molti slogans sociali e rivendicazioni 
del Partito Comunista dei Lavoratori Ungherese.

I socialisti e i liberali hanno cominciato a creare nuove organizzazioni e 
movimenti civili. Nell'ottobre 2011 è stato creato il movimento Solidarietà con 
un chiaro orientamento filo-socialista.

E' stata avanzata una nuova richiesta: abbasso il governo Orban! Il programma è 
creare un nuovo governo socialista-liberale.

6. Gli Stati Uniti d'America hanno apertamente interferito negli affari interni 
dell'Ungheria.L'ambasciatore USA a Budapest ha criticato apertamente il governo 
ufficiale e sostiene la posizione delle forze socialiste-liberali. La 
Segretaria di Stato Clinton ha fatto la stessa cosa nella sua lettera del 23 
dicembre 2011. La lettera è stata pubblicata dalla stampa liberale.

7. Il Partito Comunista dei Lavoratori Ungherese ritiene:

Il capitalismo ungherese è in crisi. La crisi generale del capitalismo in 
Europa rende la situazione ungherese ancora peggiore e imprevedibile.

La classe capitalista ungherese sa che se il sistema Euro e la stessa UE 
collassassero, ciò condurrebbe ad un'esplosione sociale ancora più drammatica 
che in Grecia. Capisce che il popolo è scontento e che molti oggi pensano che 
il socialismo sia stato meglio dell'attuale capitalismo.

Sia i gruppi conservatori che quelli socialisti-liberali della classe 
capitalista vogliono prevenire qualsiasi esplosione sociale. Essi non divergono 
sugli obiettivi di fondo ma sui metodi da usare.

Ciò che ora sta avvenendo in Ungheria è da un lato l'ordinaria lotta della 
classe capitalista contro le masse lavoratrici, dall'altro una lotta tra due 
gruppi della classe capitalista. E' anche una lotta tra le potenze guida 
capitaliste, gli USA e la Germania, per il dominio dell'Europa.

Il Partito Comunista dei Lavoratori Ungherese non sostiene nessuno dei partiti 
borghesi. Dichiariamo che i problemi principali del popolo lavoratore sono la 
disoccupazione, i bassi salari, gli alti prezzi, lo sfruttamento e il futuro 
incerto. Tali problemi sono conseguenze del capitalismo. I governi capitalisti 
non possono e non vogliono risolverli.


L'unica soluzione dei problemi del popolo lavoratore è la lotta conseguente 
contro il capitalismo e per una prospettiva socialista.

Il Partito Comunista dei Lavoratori Ungherese non sostiene le dimostrazioni di 
massa delle forze socialiste e liberali. Il loro obiettivo non è cambiare il 
capitalismo. Il loro obiettivo è cambiare il governo capitalista conservatore 
con un governo capitalista socialista-liberale.

Il Partito Comunista dei Lavoratori Ungherese non sostiene neppure il Fidesz. 
Il suo obiettivo non è creare una società socialista ma riformare e rafforzare 
il capitalismo.

Il Partito Comunista dei Lavoratori Ungherese considera suo dovere spiegare al 
popolo che esiste solo una strada per risolvere i suoi problemi. Dobbiamo 
lottare contro il capitalismo.

Saremo presenti ovunque ci siano i lavoratori. Vogliamo aiutarli nelle piccole 
cose allo scopo di conquistare la loro fiducia per le grandi cose.

Smaschereremo tutti i tentativi delle forze revisioniste e opportuniste che 
intendono manipolare il popolo lavoratore e batterle in nome della democrazia 
sociale.

Non c'è una situazione rivoluzionaria in Ungheria. Ma le cose possono 
peggiorare in Europa e in Ungheria. Ecco perché prepariamo il partito, i nostri 
militanti e le organizzazioni a una più radicale lotta di classe che potrebbe 
manifestarsi in ogni momento.

Siamo convinti che ciò corrisponde alla posizione comune assunta al 13° 
Incontro dei Partiti Comunisti e Operai

Il Presidium del Partito Comunista dei Lavoratori Ungherese




---


http://www.resistenze.org/sito/te/pe/mc/pemc7m06-002204.htm


www.resistenze.org <http://www.resistenze.org/> - pensiero resistente - 
movimento comunista internazionale - 06-11-07 - n. 201


Mentre ci accingevamo a chiudere questo numero di Resistenze.org, abbiamo 
appreso che i dirigenti del Partito Comunista dei Lavoratori Ungherese sono 
stati condannati a due anni di carcere con la condizionale.
I compagni ungheresi, che ricorreranno in appello, non vanno in prigione, ma 
per qualunque reato dovessero in futuro essere condannati, saranno costretti a 
scontare anche i due anni di questa condanna.

Nei prossimi giorni, nelle prossime ore, si svilupperà a livello internazionale 
una campagna di protesta contro questo inqualificabile gesto delle autorità 
ungheresi, che ci auguriamo raccolga la generale riprovazione di tutta 
l'opinione pubblica democratica anche nel nostro paese.
E’ bene che ognuno dia il proprio sostegno a questa campagna, a seconda della 
propria disponibilità e collocazione politica e istituzionale.
Noi cercheremo di fare la nostra parte.

La redazione di Resistenze.org

La petizione internazionale in solidarietà con i comunisti ungheresi in 
http://1917.solidnet.org <http://1917.solidnet.org/>

Aderite!



da www.munkaspart.hu , mailto:[email protected]
in www.solidnet.org

Cessi la caccia alle streghe politica e legale contro i comunisti ungheresi!

Appello dei partiti comunisti e operai

01/11/2007

I partiti firmatari di questo appello, che partecipano all’Incontro 
Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai a Minsk il 3-5 novembre 2007, 
constatano con grande preoccupazione che un tribunale di stato sta minacciando 
di imprigionare tutta la direzione del Partito Comunista dei Lavoratori 
Ungherese (PCLU) per aver commesso “diffamazione pubblica”.

Siamo convinti che voler sottoporre a giudizio leader politici e proibire i 
loro partiti sia un comportamento degno delle dittature e non delle democrazie. 
L’azione delle autorità ungheresi viola tutte le norme democratiche.

Condanniamo fermamente la persecuzione politica diretta dalle autorità 
giudiziarie contro il PCLU, come parte della caccia alle streghe anticomunista 
contro i comunisti d’Europa e contro tutti quelli che lottano contro la 
privatizzazione massiccia degli ospedali, delle scuole, contro il taglio delle 
spese sociali ed altre forme della politica neoliberale.

Riteniamo che questa chiara manovra delle autorità ungheresi rappresenta un 
attacco vendicativo contro i comunisti ungheresi, e facciamo appello alla 
solidarietà internazionale in difesa dei diritti legali e politici del PCLU.

Esigiamo l’immediata cessazione del processo legale contro i dirigenti dei 
comunisti ungheresi.

Facciamo appello al Primo Ministro Gyurcsany e al governo dell’Ungheria perché 
facciano un passo indietro e mantengano le loro promesse di libertà politica, 
ritirando tutte le accuse contro la direzione del PCLU.

I partiti:

Communist Party of Albania
Communist Party ofArgentina
Progressive Tribune Bahrein
Communist Party of Bangladesh
Communist Party of Belarus
Communist Party of Brazil [PCdoB]
Workers’ Party of Belgium
Communist Party of Bolivia
Workers Communist Party of Bosnia and Herzegovina
Communist Party of Britain
New Communist Party of Britain
Communist Party of Canada
Socialist Workers´ Party of Croatia
Communist Party of Cuba
Communist Party ofBohemia and Moravia, Czech Republic
AKEL, Cyprus
Communist Party in Denmark, KPiD
Communist Party of Finland
French Communist Party
German Communist Party
Communist Party of Greece
Hungarian Communist Workers’ Party
Communist Party of India
Communist Party of India [Marxist]
Tudeh Party, Iran
Iraqi Communist Party
Communist Party of Ireland
Communist Party of Israel
Party of the Italian Communists, PdCI
Jordanian Communist Party
Socialist Party of Latvia
Socialist Party of Lithuania
Lebanese Communist Party
Communist Party of Luxembourg
Party of the Communists, Mexico
New Communist Party of the Netherlands
Communist Party of Norway
Party of the People, Panama
Peruan Communist Party
Communist Party of Poland
Portuguese Communist Party
PKP-1930, the Philippine Communist Party
Socialist Alliance Party, Romania
Communist Party of the Russian Federation
New Communist Party of Yugoslavia, Serbia
Communist Party of Slovakia
Party of the Communists of Cataluna, Spain
Communist Party of Peoples of Spain
Communist Party of Sri Lanka
Sudanese Communist Party
South African Communist Party
Communist Party of Sweden
Syrian Communist Party
Syrian Communist Party
Communist Party of Turkey
Party of Labour, Turkey [EMEP]


Traduzione di Mauro Gemma per www.resistenze.org <http://www.resistenze.org/>





Solidali con il Partito Comunista Ungherese condannato a 2 anni di reclusione

Apprendiamo che oggi - martedì 6 novembre 2007 - il gruppo dirigente del 
Partito Comunista Operaio Ungherese ("Munkaspart") è stato condannato 
(ufficialmente per "diffamazione pubblica", in realtà per reato d'opinione) a 2 
anni di detenzione con la condizionale: ciò vuol dire che, se alla dirigenza 
comunista fosse addebitata un'altra "violazione", essa finirebbe in prigione.
Riteniamo tale condanna particolarmente grave ed inquietante: essa è il segno 
di un attacco portato non solo contro i comunisti e le forze di sinistra, ma 
contro lo stesso stato di diritto.
Esprimiamo la nostra solidarietà al gruppo dirigente e ai comunisti ungheresi.
Il "Munkaspart" ha presentato ricorso contro la condanna. Auspichiamo e 
chiediamo alle autorità ungheresi di accogliere il ricorso e revocare la 
condanna. Per il diritto e la democrazia.

Senatore Fosco Giannini, Prc-Se
Senatore Giovanni Russo Spena, capogruppo al Senato Prc-Se
Senatore Josè Luiz Del Roio, Prc-Se
Senatore Claudio Grassi, Prc-Se

 ---




Oggetto: La direction des communistes hongrois a été condamnée ce mardi 6 
décembre à deux ans de prison avec sursis [Fr, En]




http://www.munkaspart.hu




La direction des communistes hongrois a été condamnée


Information aux Partis communistes et ouvriers




La seconde séance du tribunal de la ville de Szekesfehervar s'est tenue le 6
novembre 2007. Elle a commencé à 9 heures du matin et a fini peu après
l'heure de midi par la lecture de la sentence du tribunal.
Comme nous vous avons informés déjà, Gyula Thurmer, Président du Parti
communiste ouvrier hongrois (PCOH) et six autres membres de la direction
sont accusés de diffamation faite sur la place publique. Ils avaient décrit
comme motivée politiquement une intervention judiciaire précédente dans les
affaires de leur parti qui annulait les décision du Congrès de leur parti en
2005.
Maintenant le tribunal a condamné les sept dirigeants communistes à deux ans
de prison avec sursis. Cela signifie que s'ils commettaient n'importe quel
délit dans les deux ans qui viennent, ils devraient faire deux ans de prison
pour cette affaire aussi. Le PCOH ira en appel contre cette condamnation.
A la séance du tribunal, était présent le parlementaire européen Dimitrios
Papadimoulias et le Secrétaire général de la Fédération mondiale de la
Jeunesse démocratique.


***


The leadership of the Hungarian communists sentenced


Information for communist and workers parties




The second session of the court of City Szekesfehervar took place 6
November. It started at 09.00 in the morning and finished shortly after
midday by declaring the sentence of the court.
As we have informed you earlier Gyula Thurmer, president of the Hungarian
Communist Workers Party and six other members of the Presidium are accused
with libel made in public place. They described as politically motivated a
previous legal intervention in the affairs of their party which annulled the
decisions of its 2005 party congress.
Now the court sentenced all the seven Hungarian communist leaders to 2 years
of jail suspended. It means that if they commit any crime in the coming two
years they should go to prison for 2 years for this case too. The HCWP will
appeal to higher court against this sentence.
In the session Member of the European Parliament Dimitrios Papadimoulias and
Secretary General of the World Youth Organisation Miguel Madeira were
present.




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