La notizia di Manlio Dinucci: Il «disarmo» nucleare di Gentiloni



VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=-hquxihADio


TESTO: http://www.resistenze.org/sito/os/ip/osiphf06-019280.htm


L’arte della guerra


Il «disarmo» nucleare di Gentiloni


Manlio Dinucci



La scena della folla presa dal panico in piazza San Carlo a Torino, con 
drammatiche conseguenze, è emblematica della nostra situazione. La psicosi da 
attentato terroristico, diffusa ad arte dall’apparato politico-mediatico in 
base a un fenomeno reale (di cui si nascondono però le vere cause e finalità), 
ha fatto scattare in modo caotico l’istinto primordiale di sopravvivenza. Esso 
viene invece addormentato col black-out politico-mediatico, quando dovrebbe 
scattare in modo razionale di fronte a ciò che mette in pericolo la 
sopravvivenza dell’intera umanità: la corsa agli armamenti nucleari.


Di conseguenza la stragrande maggioranza degli italiani ignora che sta per 
svolgersi alle Nazioni Unite, dal 15 giugno al 7 luglio, la seconda fase dei 
negoziati per un trattato che proibisca le armi nucleari. La bozza della 
Convenzione sulle armi nucleari, redatta dopo la prima fase negoziale in marzo, 
stabilisce che ciascuno Stato parte si impegna a non produrre né possedere armi 
nucleari, né a trasferirle o riceverle direttamente o indirettamente.


L’apertura dei negoziati è stata decisa da una risoluzione dell’Assemblea 
generale votata nel dicembre 2016 da 113 paesi, con 35 contrari e 13 astenuti.


Gli Stati uniti e le altre due potenze nucleari della Nato (Francia e Gran 
Bretagna), gli altri paesi dell’Alleanza e i suoi principali partner – Israele 
(unica potenza nucleare in Medioriente), Giappone, Australia, Ucraina – hanno 
votato contro.


Hanno così espresso parere contrario anche le altre potenze nucleari: Russia e 
Cina (astenutasi), India, Pakistan e Nord Corea.


Tra i paesi che hanno votato contro, sulla scia degli Stati uniti, c’è 
l’Italia. Il governo Gentiloni ha dichiarato, il 2 febbraio, che «la 
convocazione di una Conferenza delle Nazioni Unite per negoziare uno strumento 
giuridicamente vincolante sulla proibizione delle armi nucleari, costituisce un 
elemento fortemente divisivo che rischia di compromettere i nostri sforzi a 
favore del disarmo nucleare».


L’Italia, sostiene il governo, sta seguendo «un percorso graduale, realistico e 
concreto in grado di condurre a un processo di disarmo nucleare irreversibile, 
trasparente e verificabile», basato sulla «piena applicazione del Trattato di 
non-proliferazione, pilastro del disarmo».


In che modo l’Italia applica il Tnp, ratificato nel 1975, lo dimostrano i 
fatti. Nonostante che esso impegni gli Stati militarmente non-nucleari a «non 
ricevere da chicchessia armi nucleari, né il controllo su tali armi, 
direttamente o indirettamente», l’Italia ha messo a disposizione degli Stati 
uniti il proprio territorio per l’installazione di armi nucleari (almeno 50 
bombe B-61 ad Aviano e 20 a Ghedi-Torre), al cui uso vengono addestrati anche 
piloti italiani.


Dal 2020 sarà schierata in Italia la B61-12: una nuova arma da first strike 
nucleare, con la capacità  di penetrare nel terreno per distruggere i bunker 
dei centri di comando. Una volta iniziato nel 2020 (ma non è escluso anche 
prima) lo schieramento in Europa della B61-12, l’Italia, formalmente paese 
non-nucleare, verrà trasformata in prima linea di un ancora più pericoloso 
confronto nucleare tra Usa/Nato e Russia.


 Che fare?  Si deve imporre che l’Italia contribuisca al varo del Trattato Onu 
sulla proibizione delle armi nucleari e lo sottoscriva e, allo stesso tempo, 
pretendere che gli Stati uniti, in base al vigente Trattato di 
non-proliferazione, rimuovano qualsiasi arma nucleare dal nostro territorio e 
rinuncino a installarvi le nuove bombe B61-12.


Per quasi tutto il «mondo politico», l’argomento è tabù. Se manca la coscienza 
politica, non resta che ricorrere all’istinto primordiale di sopravvivenza.


(il manifesto, 6 giugno 2017)




en français: Le « désarmement » nucléaire de Gentiloni (par  Manlio Dinucci)
Les Nations Unies vont ouvrir, le 15 juin 2017, une véritable négociation 
visant à interdire les armes nucléaires. Jusqu’ici le Traité de 
non-prolifération est une mascarade visant exclusivement à maintenir l’avantage 
que détiennent les puissances nucléaires sur les autres. Bien entendu, toutes 
les puissances nucléaires, sans exception, ont tenté de s’opposer à cette 
initiative de l’Assemblée générale de l’Onu...
http://www.voltairenet.org/article196639.html




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