Roger ROMAIN
a/conseiller communal
B6180 COURCELLES
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From: "Coordinamento Romano per la Jugoslavia" <[EMAIL PROTECTED]>
To: "crj" <[EMAIL PROTECTED]>
Sent: Monday, January 31, 2000 11:59 AM
Subject: Eccezionale stagione di pesca in Adriatico
>
> "Il manifesto" del 21 Gennaio 2000:
>
> GUERRA DELLA NATO
> TROVATE IN ADRIATICO ALTRE CLUSTER BOMB
>
> Negli ultimi giorni altri ordigni sganciati dai bombardieri Nato durante
la
> guerra contro la Jugoslavia sono incappati nelle reti di due pescherecci
di
> Caorle. A seguito di questo ritrovamento il ministro per l'Agricoltura
> Paolo De Castro ha convocato per il 27 gennaio l'apposita Unit� di crisi,
> istituita presso la Presidenza del consiglio. Sette mesi sono passati
dalla
> fine della guerra, ma continuano a mancare le condizioni di sicurezza per
> la piena ripresa della pesca in Adriatico. E proprio in assenza di tali
> garanzie, dallo scorso 21 novembre � stata decretata l'istituzione al
largo
> delle coste romagnole di due nuove zone di "tutela biologica", off-limits
> per la pesca.
>
> ---
>
> "Il manifesto" del 25 Gennaio 2000:
>
> DOPOGUERRA
> Cluster bomb, ancora allarme in Adriatico
>
> - FRANCESCA LONGO - TRIESTE
>
> S ia Lega Pesca che i comuni dell'alto Adriatico, e in particolare quello
> di Caorle, s'attendono molto dalla convocazione, gioved� prossimo,
> dell'apposita Unit� di crisi interministeriale istituita presso la
> presidenza del Consiglio e voluta dal ministro per le politiche agricole e
> forestali, Paolo De Castro. Il ritrovamento, lo scorso gioved�, di un
> ordigno della seconda guerra mondiale e di cluster bomb (neanche poche, se
> si pensa che il peschereccio "Vento dell'est" ne avrebbe ripescate
> parecchie decine) ha messo in chiaro che l'allarme bombe seguito
> all'aggressione Nato alla Jugoslavia � ancora tragicamente d'attualit�.
>
> Spiega il sindaco di Caorle, Luigino Moro: "Non ho motivo di mettere in
> dubbio le assicurazioni che con il sindaco di Chioggia abbiamo avuto a suo
> tempo dal ministro della difesa e dal presidente del consiglio, sulla
> bonifica delle aree di rilascio segnalate dagli Stati Uniti. Ma
> evidentemente, le mappe fornite dalla Nato devono essere state
incomplete".
> "Di fatto - prosegue - la bonifica la stanno facendo i pescatori".
>
> Il sito in cui due pescherecci hanno rinvenuto gli ordigni, non pare
essere
> compreso tra quelli indicati. N� le bombe possono esser state spostate
> dalle maree. "Nei giorni precedenti al ritrovamento, si pescava in una
zona
> molto vicina e nessuno ha rinvenuto bomblet. Data la conformazione dei
> fondali e il movimento delle correnti, quelle bombe si possono "spostare"
> solo con la pesca a strascico. Deduco quindi che la mappatura dei luoghi
di
> rilascio sia incompleta". Moro non � allarmista, tutt'altro: "Oggi i
> pescatori sono in allerta, conoscono bene il decalogo divulgato dalle
> capitanerie di porto e applicano alla lettera le disposizioni - aggiunge.
> Ma non � pensabile che assolvano a un ruolo che non spetta loro, compito
> che, finch� c'� attenzione e tensione, limita i pericoli. Se la situazione
> dovesse essere dimenticata, senza una bonifica accurata di tutte le aree,
> allora s� che la faccenda si aggraverebbe". Nessun problema per il turismo
> ("A riva le bombe non arrivano"), caso mai viva preoccupazione per
> l'ambiente marino. "Mi auguro non si provveda a far brillare gli ordigni
in
> mare - conclude il sindaco - perch� i fondali ne risenterebbero". E
> sottolinea che le speranze di tutti sono concentrate nell'incontro di
> gioved�, a cui ha chiesto di poter partecipare.
>
> "La decisione di convocare l'Unit� di crisi - fa eco Ettore Ian�,
> presidente della Lega pesca - risponde alle preoccupazioni e alle istanze
> pi� volte espresse dalla nostra organizzazione in merito al ripristino di
> adeguate garanzie e condizioni di sicurezza per il lavoro di bordo alla
> ripresa delle attivit� di pesca, dopo la conclusione del periodo di fermo
> bellico. Non dimentichiamo che proprio in assenza di tali garanzie, dallo
> scorso 21 ottobre, su sollecitazione della stessa Unit� di crisi, � stata
> decretata l'istituzione - a largo delle coste emiliano-marchigiane - di
due
> nuove zone, cosiddette "di tutela biologica", ad oggi ancora off-limits
per
> la pesca". "Ci auguriamo - conclude Ian� - che la riunione del 27 gennaio
> possa costituire l'occasione per fornire alle legittime richieste della
> categoria le dovute certezze in merito alla sicurezza del lavoro in mare,
> alla durata del regime di interdizione nelle due zone di tutela, nonch�
> all'attuale stato di avanzamento delle operazioni di bonifica dei fondali
> in Adriatico".
>
> ---
>
> "Il manifesto" del 29 Gennaio 2000:
>
> CLUSTER BOMB
> Quanto durer� la bonifica in Adriatico?
>
> - FRANCESCA LONGO - TRIESTE
>
> Ci sono ancora bombe, ma c'� anche un preciso impegno del ministro delle
> politiche agricole e forestali, Paolo De Castro, a chiudere al pi� presto
> le operazioni di bonifica al fine di limitare il rischio per la pesca in
> Adriatico. Il ministero, al termine della riunione dell'unit� di crisi del
> 27 gennaio, fa sapere che "a partire dall'ottobre '99, a seguito di
> ulteriori rinvenimenti di ordigni da parte di pescherecci nell'alto e
medio
> Adriatico, la Marina militare ha iniziato attivit� di ricerca anche al di
> fuori delle aree di sgancio, gi� oggetto di precedenti attivit� di
> bonifica".
>
> Tale attivit� ha permesso di individuare otto ordigni, di cui cinque
> risalenti alla II guerra mondiale. Ci� non stupisca pi� di tanto: per
> bonificare l'Italia dalle bombe di due conflitti mondiali si prevedono
> ancora dieci anni di lavori, tra artificieri dell'esercito e una speciale,
> quanto sconosciuta, organizzazione di volontariato di civili - circa 70
> persone che effettuano una media di pi� di duemila interventi all'anno.
>
> "Le attivit� di ricerca, iniziate il 13 maggio '99 - sottolinea il
> comunicato del ministero - proseguono con cinque unit� cacciamine della
> Marina militare permanentemente dislocate in Adriatico (...).
Relativamente
> all'attivit� di pesca a strascico e sulla base degli elementi disponibili
> si ha motivo di ritenere che il livello di rischio sia analogo a quello
> precedente la guerra in Kosovo, ma non si esclude la possibilit� di
> ulteriori rinvenimenti di ordigni nelle reti dei motopesca". Insomma, si
> ammette implicitamente l'ipotesi che le indicazioni fornite dalla Nato sui
> luoghi di sgancio non siano state troppo precise e quindi si continuano le
> operazioni di ricerca e bonifica. E soprattutto si riaggiorna l'incontro a
> met� febbraio, per una progressiva valutazione della situazione.
>
> "L'impegno che l'Unit� di crisi dimostra nella gestione di questa nuova
> emergenza - commenta Ettore Ian�, presidente di Lega Pesca - �
> rassicurante. Ma � innegabile anche il perdurare di uno stato
d'incertezza,
> che nessuno pu� sottovalutare".
>
> "Ci� ci stimola a non abbassare la guardia - prosegue - per una piena
> tutela e sicurezza dei nostri associati. E chiediamo con forza qual � la
> reale situazione delle due zone di interdizione della pesca a strascico,
> istituite ad ottobre e ancora vigenti a largo delle coste
> marchigiano-romagnole e su cui la riunione non ha fornito significativi
> elementi di novit�".
>
> Dopo aver sottolineato il senso di responsabilit� che il movimento
> cooperativo per la pesca ha manifestato durante la guerra e manifesta ora
> nel corso della bonifica, Ian� chiede di sapere "per quanto tempo ancora
> sar� negato il diritto al lavoro, proprio in un momento, come quello
> attuale, in cui le imprese si trovano schiacciate dalle pesanti
> ripercussioni dei rincari del prezzo del gasolio per i motopescherecci".
>
> --------- COORDINAMENTO ROMANO PER LA JUGOSLAVIA -----------
> RIMSKI SAVEZ ZA JUGOSLAVIJU
> e-mail: [EMAIL PROTECTED] - URL: http://marx2001.org/crj
> ------------------------------------------------------------
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"Il manifesto" del 21 Gennaio 2000:
GUERRA DELLA NATO
TROVATE IN ADRIATICO ALTRE CLUSTER BOMB
Negli ultimi giorni altri ordigni sganciati dai bombardieri Nato durante la
guerra contro la Jugoslavia sono incappati nelle reti di due pescherecci di
Caorle. A seguito di questo ritrovamento il ministro per l'Agricoltura
Paolo De Castro ha convocato per il 27 gennaio l'apposita Unit� di crisi,
istituita presso la Presidenza del consiglio. Sette mesi sono passati dalla
fine della guerra, ma continuano a mancare le condizioni di sicurezza per
la piena ripresa della pesca in Adriatico. E proprio in assenza di tali
garanzie, dallo scorso 21 novembre � stata decretata l'istituzione al largo
delle coste romagnole di due nuove zone di "tutela biologica", off-limits
per la pesca.
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"Il manifesto" del 25 Gennaio 2000:
DOPOGUERRA
Cluster bomb, ancora allarme in Adriatico
- FRANCESCA LONGO - TRIESTE
S ia Lega Pesca che i comuni dell'alto Adriatico, e in particolare quello
di Caorle, s'attendono molto dalla convocazione, gioved� prossimo,
dell'apposita Unit� di crisi interministeriale istituita presso la
presidenza del Consiglio e voluta dal ministro per le politiche agricole e
forestali, Paolo De Castro. Il ritrovamento, lo scorso gioved�, di un
ordigno della seconda guerra mondiale e di cluster bomb (neanche poche, se
si pensa che il peschereccio "Vento dell'est" ne avrebbe ripescate
parecchie decine) ha messo in chiaro che l'allarme bombe seguito
all'aggressione Nato alla Jugoslavia � ancora tragicamente d'attualit�.
Spiega il sindaco di Caorle, Luigino Moro: "Non ho motivo di mettere in
dubbio le assicurazioni che con il sindaco di Chioggia abbiamo avuto a suo
tempo dal ministro della difesa e dal presidente del consiglio, sulla
bonifica delle aree di rilascio segnalate dagli Stati Uniti. Ma
evidentemente, le mappe fornite dalla Nato devono essere state incomplete".
"Di fatto - prosegue - la bonifica la stanno facendo i pescatori".
Il sito in cui due pescherecci hanno rinvenuto gli ordigni, non pare essere
compreso tra quelli indicati. N� le bombe possono esser state spostate
dalle maree. "Nei giorni precedenti al ritrovamento, si pescava in una zona
molto vicina e nessuno ha rinvenuto bomblet. Data la conformazione dei
fondali e il movimento delle correnti, quelle bombe si possono "spostare"
solo con la pesca a strascico. Deduco quindi che la mappatura dei luoghi di
rilascio sia incompleta". Moro non � allarmista, tutt'altro: "Oggi i
pescatori sono in allerta, conoscono bene il decalogo divulgato dalle
capitanerie di porto e applicano alla lettera le disposizioni - aggiunge.
Ma non � pensabile che assolvano a un ruolo che non spetta loro, compito
che, finch� c'� attenzione e tensione, limita i pericoli. Se la situazione
dovesse essere dimenticata, senza una bonifica accurata di tutte le aree,
allora s� che la faccenda si aggraverebbe". Nessun problema per il turismo
("A riva le bombe non arrivano"), caso mai viva preoccupazione per
l'ambiente marino. "Mi auguro non si provveda a far brillare gli ordigni in
mare - conclude il sindaco - perch� i fondali ne risenterebbero". E
sottolinea che le speranze di tutti sono concentrate nell'incontro di
gioved�, a cui ha chiesto di poter partecipare.
"La decisione di convocare l'Unit� di crisi - fa eco Ettore Ian�,
presidente della Lega pesca - risponde alle preoccupazioni e alle istanze
pi� volte espresse dalla nostra organizzazione in merito al ripristino di
adeguate garanzie e condizioni di sicurezza per il lavoro di bordo alla
ripresa delle attivit� di pesca, dopo la conclusione del periodo di fermo
bellico. Non dimentichiamo che proprio in assenza di tali garanzie, dallo
scorso 21 ottobre, su sollecitazione della stessa Unit� di crisi, � stata
decretata l'istituzione - a largo delle coste emiliano-marchigiane - di due
nuove zone, cosiddette "di tutela biologica", ad oggi ancora off-limits per
la pesca". "Ci auguriamo - conclude Ian� - che la riunione del 27 gennaio
possa costituire l'occasione per fornire alle legittime richieste della
categoria le dovute certezze in merito alla sicurezza del lavoro in mare,
alla durata del regime di interdizione nelle due zone di tutela, nonch�
all'attuale stato di avanzamento delle operazioni di bonifica dei fondali
in Adriatico".
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"Il manifesto" del 29 Gennaio 2000:
CLUSTER BOMB
Quanto durer� la bonifica in Adriatico?
- FRANCESCA LONGO - TRIESTE
Ci sono ancora bombe, ma c'� anche un preciso impegno del ministro delle
politiche agricole e forestali, Paolo De Castro, a chiudere al pi� presto
le operazioni di bonifica al fine di limitare il rischio per la pesca in
Adriatico. Il ministero, al termine della riunione dell'unit� di crisi del
27 gennaio, fa sapere che "a partire dall'ottobre '99, a seguito di
ulteriori rinvenimenti di ordigni da parte di pescherecci nell'alto e medio
Adriatico, la Marina militare ha iniziato attivit� di ricerca anche al di
fuori delle aree di sgancio, gi� oggetto di precedenti attivit� di
bonifica".
Tale attivit� ha permesso di individuare otto ordigni, di cui cinque
risalenti alla II guerra mondiale. Ci� non stupisca pi� di tanto: per
bonificare l'Italia dalle bombe di due conflitti mondiali si prevedono
ancora dieci anni di lavori, tra artificieri dell'esercito e una speciale,
quanto sconosciuta, organizzazione di volontariato di civili - circa 70
persone che effettuano una media di pi� di duemila interventi all'anno.
"Le attivit� di ricerca, iniziate il 13 maggio '99 - sottolinea il
comunicato del ministero - proseguono con cinque unit� cacciamine della
Marina militare permanentemente dislocate in Adriatico (...). Relativamente
all'attivit� di pesca a strascico e sulla base degli elementi disponibili
si ha motivo di ritenere che il livello di rischio sia analogo a quello
precedente la guerra in Kosovo, ma non si esclude la possibilit� di
ulteriori rinvenimenti di ordigni nelle reti dei motopesca". Insomma, si
ammette implicitamente l'ipotesi che le indicazioni fornite dalla Nato sui
luoghi di sgancio non siano state troppo precise e quindi si continuano le
operazioni di ricerca e bonifica. E soprattutto si riaggiorna l'incontro a
met� febbraio, per una progressiva valutazione della situazione.
"L'impegno che l'Unit� di crisi dimostra nella gestione di questa nuova
emergenza - commenta Ettore Ian�, presidente di Lega Pesca - �
rassicurante. Ma � innegabile anche il perdurare di uno stato d'incertezza,
che nessuno pu� sottovalutare".
"Ci� ci stimola a non abbassare la guardia - prosegue - per una piena
tutela e sicurezza dei nostri associati. E chiediamo con forza qual � la
reale situazione delle due zone di interdizione della pesca a strascico,
istituite ad ottobre e ancora vigenti a largo delle coste
marchigiano-romagnole e su cui la riunione non ha fornito significativi
elementi di novit�".
Dopo aver sottolineato il senso di responsabilit� che il movimento
cooperativo per la pesca ha manifestato durante la guerra e manifesta ora
nel corso della bonifica, Ian� chiede di sapere "per quanto tempo ancora
sar� negato il diritto al lavoro, proprio in un momento, come quello
attuale, in cui le imprese si trovano schiacciate dalle pesanti
ripercussioni dei rincari del prezzo del gasolio per i motopescherecci".
--------- COORDINAMENTO ROMANO PER LA JUGOSLAVIA -----------
RIMSKI SAVEZ ZA JUGOSLAVIJU
e-mail: [EMAIL PROTECTED] - URL: http://marx2001.org/crj
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