andre, da netscape e' impossibile inserire news then bon travial

Biologia chiama Computer
ZincFinger

19 Feb<br>Turing, vecchio mio. Durante la conferenza annuale in suo onere che si 
svolge in Inghilterra, e' stato invitato a parlare Carol Kovac, direttrice delle 
ricerche di scienza della vita della IBM. Nella lecture e' stato presentato un 
parallelo tra informatica e biologia. Secondo la Kovac, nel campo della biologia 
stiamo vivendo qualcosa di simile alla legge di Moor applicata ai computer. Secondo la 
legge di Moor la potenza di calcolo di una CPU raddoppia con un ritmo costante ogni 18 
mesi. La biologia sta vivendo dunque una fase di accellerazione incredibile. Intorno 
ad essa si e' creato  un circolo virtuoso che coinvolge  progetti pubblici, interessi 
privati, applicazioni e scoperte tecnologiche, conoscenze provenienti da discipline 
differenti. Anche l'industria dei computer si e' tuffata. Il progetto blue gene della 
IBM, che portera' alla realizzazione del piu' potente computer mai apparso sulla 
faccia della terra, e' proprio finalizzato allo studio dei sistemi biol!
ogici. Mrs Kovac si e' pero' spinta oltre, delineando futuri percorsi della 
bioinformatica, ben al di la della mera questione del calcolo.<br>Un primo aspetto da 
afforntare sara' quello dell'autodiagnosi. Una volta che tutto il patrimonio genetico 
sara' disponibile on-line e ognuno potra' confrontare i propri dati con il template, 
emegera' una nuova attitudine diagnostica. Anche il personale medico dovra' iniziare a 
fare i conti con questa nuova realta'. Aggiungo io, che forse sara' importante 
arrivare ad un momento cosi topico con qualche punto fermo in piu' nella nostra 
conoscenza del genoma, e con una alfabetizzazione di massa, priva tuttavia delle 
sfumature ideologiche che investono il dibattito genetico di oggi, infarcito di balle 
su geni del carattere, follia, predisposizione a drogarsi e via dicendo. <br>L'ipotesi 
personal biotech inizia dunque a farsi sempre piu' forte. E questo ci conduce 
direttamente al secondo punto toccato dalla Kovac. In un futuro non lontano, l!
a possibilita' di disegnare medicamente per una classe specifica di pazienti 
diventera' realta'. Potremmo chiamarla la farmacia toyotista a zero stock. Se questo 
sara' vero, come gia' discusso dal dr.Bozo in precedenti news, le case farmaceutiche 
potranno abbassare notevolemnte i prezzi di produzione, poiche' sara' piu' facile e 
snella la fase di testing dei farmaci aiutati dalle mappe geniche. A questo punto 
potremmo pensare  una cosa interessante. Accorciando i tempi della R&D le case 
farmaceutiche saranno meno attaccate al brevetto fonte di guadagno di un sistema di 
ricerca pesante. Chissa'.<br>Ma questo sara possibile solo se sara' garantita la 
dimensione accessibile dei database. La Kovac affronta infatti il problema 
dell'accessibilita' dei dati. Sia da un punto di vista tecnico che scientifico. Sara' 
necessario sviluppare o definire uno standard per la rappresentazione dei dati. 
All'oggi infatti ogni database, pubblico o privato, archivia e ricerca i dati secondo 
crite!
ri e formati differenti. Solo linguaggi free e uno spirito open che garantisca 
l'accesso ai dati pubblicamente potra' garantire uno sviluppo rapido della conoscenza 
nel settore, e anche una sua rapida e fruttuosa applicazione commerciale. Non e' un 
caso, che seguendo lo spirito del free software, IBM abbia deciso di basare i propri 
progetto su Linux. Conoscenza libera, affari rapidi, verrebbe da pensare. Meglio cosi. 

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* Fabio Sterpone                                *  
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