ZincFinger

Una polmonite al fronte
Avr 3

Da ragazzino amavo ed al tempo stesso ero terrorizzato dagli squali. Mi drogavo di 
documentari e sfogliavo a ripetizione l'enciclopedia di J.Costeau ansioso di 
incontrare il Grande Bianco. Nonostante sapessi che nel mare di Camogli, di squali non 
ce ne fossero, un'occhiatina all'orizzonte prima di tuffarmi la davo sempre. Questa 
paura curiosa me la sono portata sempre dietro, non solo per gli squali. Al panico 
rispondo con un surplus di ragione. La ragione mi calma e mi fa scuriosare, piu' 
notizie ho sotto controllo piu' esorcizzo la paura.<br>Da qualche settimana mi sembra 
di rivivere i miei incubi notturni con gli squali. Due eventi mi rimbalzano nella 
testa senza sosta: la guerra e l'epidemia di polmonite anomala. Se da ragazzino era la 
familiarita' del mare della liguria che faceva da ponte tra l'oggetto della paura e 
me; oggi e' questo strano mestiere che mi sono scelto. Un fisico al bordo della 
biologia: una mente predisposta al determinismo e alla pulizia dell'analisi!
  tuffato dentro un mare di fenomeni spesso incontrollabili e "sporchi" come quelli 
biologici. La biologia ha da sempre un senso di "sporco", di meticcio, di 
"ricombinante". Forse per questo mi ha sempre attirato.<br>La guerra e il 
bioterrorismo da un lato, l'epidemia dall'altro sembrano dialogare nella mia testa. 
L'uno richiama l'altro senza pausa. Questo e' panico, lo so! Panico delle 
coincidenze.<br> Da ottanta anni la comunita' scientifica attende la grande Influenza, 
quella dovuta alla mutazione massiccia del virus. Da ottanta anni ha studiato il 
girovagare del virus ed estratto le probabilita' per localizzare i possibili focolai. 
Alte probabilita' per il sud est asiatico: uccelli migratori, alta densita' di 
allevamenti di animali domestici (maiali e polli sopratutto), alta densita' umana. 
Tutti elementi favorevoli all'esplosione dell'epidemia. Quando qualche settimana fa, 
giocando a biliardo con il Pizzi e il Pacciani, discutevamo di questo, ci veniva quasi 
da ridere. !
Il riso amaro di una veggenza che si sta realizzando. Anche questo e' un sintomo del 
panico. L'epidemia avanza, anche se sembra avere una bassa mortalita' (circa il 2-5% a 
seconda dei giorni in cui la calcoli). Viaggi e guardi bene se qualcuno a fianco a te 
tossisce, e sei pronto a fulminarlo con lo sguardo.<br>Mi chiedo se questa attenzione 
sia intrinseca al fenomeno, o si stia amplificando in virtu' della guerra e del 
martellamento mediatico relativo al bioterrorismo. Sono due fenomeni che si guardano a 
distanza nel main-stream globale. L'uno richiama l'altro. Se qualcuno avesse 
pianificato a tavolino l'esplosione dei fenomeni sarebbe un genio, del male, ma sempre 
genio. In realta' mi spiego il tutto come uno strano gioco di risonanze. L'epidemia ci 
dice: guardate cosa significa la circolazione di una malattia, guardate che significa 
sviluppare sistemi di controllo sanitario capillare, guardate che significa non 
individuare un virus, guardate che significa una  mutazione n!
on controllata. E la guerra ci dice: abbiate paura, lavoriamo per voi, fidatevi, 
meglio un dittatore in meno oggi con uomini, donne e bambini civili uccisi, laggiu', 
che un rischio di epidemia da noi. La guerra ci dice: predisponetivi al panico. 
L'epidemia risponde: e' proprio cosi che funziona.<br>Certo i dialoghi perversi sono 
tutti dentro la mia testa. Ma scommetto che avranno delle conseguenze. Se veramente 
costruisci la paura sulle mutazioni dei virus ci sara' poco spazio per i venditori di 
OGM per il futuro. Il panico cambia il mercato, flessibilita' la chiamano. 
Riconversione. L'avevamo gia' assaporato dopo l'11 settembre. Tutti sul carozzone dei 
finanziamenti statali finalizzati alla difesa. WarFare cosi qualcuno la chiama. I 
finanziamenti aumentano in certi settori per la difesa e il vecchio adagio: Piatto 
ricco mi ci ficco, torna di moda. Il flop dell'antrace ci aveva predisposto e gia' 
insegnato qualcosa.<br>Ma come uscire da questa sensazione di panico. Chiamo in!
 causa la ragione, o meglio la curiosita'. E cosi sono tornato sul luogo del delitto. 
Un sito che visito ogni tanto <a href="http://www.nti.org/";>http://www.nti.org</a> fa 
proprio al caso mio. Questo sito e' dedicato al problema del disarmo. Nobile causa si 
direbbe. Si legge nel frame di presentazione: <b>NTI's mission is to strengthen global 
security by reducing the risk of use and preventing the spread of nuclear, biological 
and chemical weapons. NTI seeks to raise public awareness, serve as a catalyst for new 
thinking and take direct action to reduce these threats. In addition to Mr. Turner and 
Senator Nunn, NTI is guided by an experienced, international Board of Directors who 
share a common goal of taking action to reduce the gap between the global threats  and 
the global response. The foundation's activities are directed by Senator Nunn and 
managed by President Charles B. Curtis.<\b><br> Ted Turner (CNN) imperatore mediatico 
negli Stati Uniti e Sam Nunn, senatore democr!
atico, famoso per il programma di supporto al disarmo nucleare delle ex repubbliche 
sovietiche ne sono i fondatori. Che strana accoppiata, media e armi. Media e 
prevenzione. Media e terrore. Andiamo avanti. All'interno, nella sezione dedicata alle 
armi biologiche (<a 
href="http://www.nti.org/e_research/e5_publications.html#biological";>http://www.nti.org/e_research/e5_publications.html#biological</a>)
 si trovano alcuni documenti interessanti. Sopratutto ci fanno ripercorrere il 
tortuoso cammino della 5 conferenza mondiale dedicata alle armi biologiche (Biological 
and Toxin Weapons Convention). Dopo il rifiuto di Kyoto, e la sucessiva evasione 
dall'ONU, l'amministrazione Bush si e' resa protagonista di una solitaria fuga in 
avanti, gettando alle spine anni di dibattito sulla questione degli armamenti di 
distruzione di massa. Vedi in particolare la review "Bare-Bones Multilateralism at the 
BWC Review Conference" e "Waiting for Godot or Saving The Show? The BWC Review 
Conference!
 Reaches Modest Agreement".<br> Faccio il punto. Che il bioterrorismo possa essere un 
problema di vasta portata nessuno lo mette in dubbio. Qualcuno sottolinea che il treno 
implacabile delle tecnologie della vita sta accellerando e abbassando i costi di 
produzione di molecole e sistemi viventi potenzialmente pericolosi per la salute 
umana. Bingo. Innanzi a questa consapevolezza si sta cercando di capire come limitare 
i danni senza fermare il treno. Bingo. Guardare indietro all'esperienza del disarmo 
nucleare non serve. C'e' una abissale differenza nei due tipi di ricerca. Per fare una 
bomba hai bisogno di un programma apposito, finanziamenti enormi. La bomba per essere 
efficace come deterrente la devi lanciare e senza missili al massimo te la tiri in 
testa. Non e' un caso che tutti i test critici degli ultimi anni erano legati allo 
sviluppo di vettori: dal Pakistan alla Corea del Nord. Lo spazio degli armamenti 
nucleari aveva nello stato un regolatore. Il pericolo "biologico!
" e' diverso. Faccio un esempio molto semplice per capirci, ritornando alla polmonite 
anomala. Il paziente che ha scatenato il tutto sembra essere uno scienziato che 
lavorava per sconfiggere il virus dei pennuti (polli, tacchini e anatre). Fai una 
ricerca, che ti sembra utile, e ti puoi trasformare in 30 secondi nell'untore 
dell'umanita'. A questi rischi gia' avevano pensato i grandi vecchi della biologia 
molecolare quando si erano autoimposti un rigore nelle pratiche di laboratorio 
(convegno di Asilomar), per evitare di spargere a destra e manca organismi biologici 
pericolosi. Ma non basta. Questo esempio ci insegna che potenzialmente una ricerca 
medica puo' trasformarsi in una ricerca bellica. Gran parte della ricerca sul 
biologico ha questa caratteristica. Non e' un caso che gli scienziati siano stati 
chiamati in causa. Se il controllo non puo' essere imposto dall'alto sfruttiamo 
l'autocontrollo e l'autocensura. (da Faucoult a Deleuze&Guattari mi rinfaccerebbe 
Laser Losan!
na).<br>Di fronte a questo scenario la mia ragione va un po in tilt. Sono consapevole 
che la tradizionale richiesta di controllo degli armamenti, nata da tante lotte della 
comunita' scientifica, e' inapplicabile. Sono consapevole che la vecchia distinzione 
tra scienza socialmente utile e scienza dannosa fa a farsi benedire. Sono consapevole 
che l'autocontrollo e' da un lato l'anticamera della dittatura e dall'altro la molla 
del servilismo puttaniero, ma a volte segno di responsabilita'. Sono infine convinto 
che il bioterrorismo ha un suo potere in quanto potenza e non tanto come atto. Piu' lo 
tieni latente piu' paura fa, fino ad un tempo di decorrelazione sociale che pero' 
nessuno conosce e su cui si giocano fallimenti e sucessi della propaganda. Nessuno 
crede al pericolo delle armi di Saddam perche' forse siamo stati bombardati per troppo 
tempo dall'incubo del bioterrorismo che non esiste. Ma se questo e' vero, a qualcuno 
verra' in mente di ristimolare il nervo scoperto....!
...<br>Infine mi piacerebbe comprendere questo strano ruolo dei media. Una domanda mi 
assilla: perche' CNN e un senatore democratico esperto in disarmo fanno comunella per 
studiare i fenomeni di disarmo e riarmo? 


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* Fabio Sterpone                                *  
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