Una cifra di tempo fa, io e Fabio ci eravamo visti a Milano in un sabato abbastanza triste. Si parlava di trasferimento tecnologico senza brevetto. Cerco di riportare un po' di fretta il risultato di quella chiacchierata.
1. Intro ======== Vorremmo che l'innovazione tecnologica si svolgesse senza brevetti e in ambiente "free". Come al solito, il modello e' il copyleft del free software. Ma c'e' un problema: mentre il copyiright puo' essere adattato per diventare un copyleft, il brevetto non puo' diventare un antibrevetto con la stessa facilita' perche': - brevettare un'invenzione non e' gratuito, il copyright si'; - per brevettare un'invenzione occorre fare richiesta, mentre il copright e' un diritto naturale. Insomma, chi volesse brevettare in modo alternativo deve metterci un sacco di soldi e fare un sacco di burocrazia che il brevetto alternativo e' (oggi) impraticabile. 2. Due possibili soluzioni: =========================== 2.1. Trovare uno strumento giuridico per piratare il brevetto: se ci pensiamo io, Lescai e Sterpo non si va lontano. Ma se ci si mettono a pensare vari cervelli forse qualcosa di piu' ne esce. 2.2. Un'istituzione pubblica come l'UE potrebbe "finanziare" un'innovazione sganciata da brevetto, investendo su una circolazione pubblica e orizzontale delle conoscenze (che produca l'innovazione dalla cooperazione) piuttosto che su un mercato della conoscenza (che produce innovazione per mezzo della competizione per il profitto) 3. Il progetto S.E.C.T.OR (No Limits) ===================================== S.E.C.T.OR. = Spazio Europeo di Cooperazione Tecnologica ORizzontale SI potrebbe proporre alla UE di finanziare un progetto di ricerca multidisciplinare (SECTOR, appunto) mirato a trovare un nuovo modello di "Transfer Tecnologico" (NB: il TT e' il modo in cui le idee si trasformano in tecnologia a disposizione della societa'. Ad esempio, il brevetto spinge un inventore a inventare e un'industria a conoscere l'invenzione e a farci un prodotto), adottando la soluzione 2.1 o 2.2. OVVIAMENTE, Laser da solo non puo' farsi finanziare un bel niente dall'UE. L'idea e' che laser presenti quest'idea a vari soggetti, specializzati in diversi settori, che possano contribuire, ognuno nel suo campo, al progetto di ricerca. Laser funzionerebbe da tessuto connettivo di tali soggetti, capace di convocarli e metterli in relazione. Poi, ognuno di questi soggetti decidono di investire un po' delle loro risorse in questo progetto. Es: se Aldo Bonomi (vicedirettore del CNEL) aderisce all'idea, riceve i soldi dell'UE e ci paga un giovane ricercatore che ci lavori. 4. Il progetto di ricerca S.E.C.T.OR. ===================================== Una ricerca ha delle ipotesi e degli obiettivi. 4.1. Le ipotesi --------------- 4.1.1 L'UE vuole colmare il gap di innovazione rispetto a USA e Giappone (e fra poco Cina e India). 4.1.2 L'Europa sta inseguendo gli USA nella R&D in maniera rozza: si finanziano solo ricerche su cui le aziende hanno GIA' dimostrato interesse commerciale o che possono fornire brevetti a colpo sicuro. Ma l'UE e' diventata piu' realista del re: oggi gli USA finanziano molta piu' ricerca di base rispetto all'UE (e.g. anche a scopo militare, non solo per amore di conoscenza). 4.1.3 Il gap UE-USA non sta diminuendo, anzi. 4.1.4 L'UE, anche e soprattutto con lingesso dell'Est, ha una possibilita' di circolazione di oonoscenze che gli USA non hanno, ma non viene sfruttata dal capitalismo piu' dinamico, che usa le reti informali solo per scambiarsi prosciutti prodotti a Parma e venduti a Berlino. L'innovazione tecnologica segue modelli vecchi (investimenti Grandi imprese) o falsamente nuovi (v. 4.1.2) 4.2. Gli obiettivi di S.E.C.T.OR. --------------------------------- Dotare l'UE di strumenti per far diventare l'Europa uno Spazio Open Source, in cui le conoscenze di R&D circolino libere e producano innovazione in modo alternativo rispetto agli USA, seguendo la strada 2.1 o 2.2. Ecco le tappe del progetto: 4.2.1 Mostrare che il gap UE-USA (da vari punti di vista) si allarga nonostante la scienza europea sia sempre piu' mercantile e "americaneggiante". Serve: un economista (Bonomi, Berra, Meo) 4.2.2 Fare uno studio di fattibilita' del contro-brevetto: le considerazioni fatte al punto 1 sono venute in mente a noi in 5 minuti, ma forse le cose vanno approfondite. Servono: un sociologo della scienza (Bucchi), un giurista (Martelloni) o un economista (Marazzi, Fumagalli, Foti, Bonomi) 4.2.3 Se un contro-brevetto fosse fattibile, scriverne una bozza giuridica (una sorta di General Public License) come si deve. serve: un giurista (Martelloni) 4.2.4 Mostrare che in Europa uno sviluppo sganciato dal brevetto e' possibile e auspicabile e che l'UE dovrebbe investire per crearlo (ad esempio, adottando una politica "free" nel neonato patent office europeo) serve: un economista (Marazzi, Fumagalli, Foti, Bonomi, Berra, Meo) 4.2.5 Mostrare che la liberta' dal brevetto puo' diventare un diritto sociale dei lavoratori postfordisti nella "societa' dell'informazione" e non solo un diritto del consumatore a copiare, scambiare ecc. servono: economisti (Foti, Fumagalli, Berra, Meo, Marazzi), ricercatori (laser) 4.2.5. Mostrare che l'informazione vale di piu' se circola piu' velocemente e piu' apertamente Serve: un giornalista (Public Library of Science) 4.2.6. Mostrare che per un'impresa sveglia lo sviluppo "free" puo' avere senso serve: un imprenditore che lavora gia' senza brevetto (Distribuzione Linux), un imprenditore che ci lavorerebbe (informatica/servizi) 4.2.7 Disegnare le concrete strategie politiche che l'UE potrebbe adottare per diventare uno spazio "free R&D". Servono: economista (Fumagalli, Bonomi, Marazzi) 4.2.8 Produrre strumenti tecnologici che facilitino la diffusione dell'innovazione free: ad esempio, un software P2P della conoscenza, un sito internet, cose cosi'. servono: programmatori interessati (Indy) ***** Vorremmo proporre alle persone che "servono" come ho indicato nel testo, di partecipare al progetto S.E.C.T.OR. e di presentarlo all'UE (in uno dei vari programmi di finanziamento) sotto forma di ricerca "ufficiale" o "accademica" perche' l'UE non finanzia Laser solo perche' e' bello (nonostante lo sia moltissimo :)). Si tratta di persone note e meno note. Ho parlato solo di italiani o quasi, ma la cosa si puo' estendere. Tanto per cominciare, Laser e' il meno italiano di tutti. Questa piu' o meno e' la versione aggiornata dell'idea che circola in Laser da tempo (Mauro, Fabio e Francesco ne parlano da mesi e mesi). Ovviamente, per non scrivere 200 pagine, l'ho riportata in maniera frettolosa e schematica e superficiale. Ma se qualcosa non e' chiaro, basta dirlo che spiego/spieghiamo tutto con piu' calma. Pare un'idea pazza e anche inutile. Ma abbiamo vari laserioli quasi disoccupati da sistemare. Il progetto di ricerca potrebbe creare posti di lavoro per 2 anni ed essere spendibile anche nelle attuali posizioni accademiche dei nostri laserioli disoccupati. E quando c'e' la fame morde arriva la voglia di fare non manca. Adesso, cancellate questa mail se ne avete il coraggio. -- la mia GPG public key: http://www.e-laser.org/pubkey.txt _______________________________________________ www.e-laser.org [EMAIL PROTECTED]
