Informazioni ADI wrote: > > ----------------------------------------------------------- > Per annullare l'iscrizione a questa mailing list spedisci il > messaggio 'unsubscribe adi-discussione' a [EMAIL PROTECTED] > ----------------------------------------------------------- > > ----------------------------------------------------------- > Per annullare l'iscrizione a questa mailing list spedisci il > messaggio 'unsubscribe adi-notizie' a [EMAIL PROTECTED] > ----------------------------------------------------------- > > Il Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema universitario ha > presentato ieri, 22/7, il Quarto Rapporto sullo stato del Sistema > Universitario. > Da un rapida visione dei documenti resi pubblici, pare che le informazioni > sul dottorato e sui dottorandi siano piu' cospicue del solito, ed anche le > valutazioni espresse sono finalmente "soddisfacenti", cioe' risulta chiaro > l'apporto dei dottorandi alla ricerca universitaria e vengono enunciati > vari problemi da noi sempre posti all'attenzione pubblica. > > Riportiamo qui sotto uno stralcio, riguardante la ricerca e il dottorato. > > [RR-info] > > ________________________________ > > [...] > > . Chi fa ricerca scientifica > E. interessante analizzare, a questo punto, chi svolge materialmente la > ricerca nelle universita.. > Un riscontro e. offerto dalla composizione dei gruppi di ricerca > universitari, che evidenziano sostanzialmente tre aspetti: > 1) la presenza di un notevole numero di ricercatori con eta. superiore ai > 50 anni; > 2) la scarsa mobilita. del personale; > 3) la notevole partecipazione di personale non inquadrato stabilmente tra > il personale delle universita.. > Quest.ultimo aspetto, in particolare, sembra comune sia ai progetti di > ricerca PRIN (riservati ai soli universitari) che a quelli FIRB a > sportello libero (aperti a tutte le componenti nazionali della ricerca, > quindi non soltanto agli atenei). > Ma vediamo nel dettaglio. > > . I ricercatori over 50 > Nell'universita. italiana oltre un ricercatore su tre e. over 50. Secondo > una fotografia scattata al 31 dicembre 2001, relativa alla distribuzione > anagrafica dei docenti, ben il 36% dei ricercatori, il 51% dei docenti > associati e il 66% degli ordinari facenti parte dei gruppi di ricerca > aveva eta. superiore ai 50 anni. Questo aspetto si rivela particolarmente > critico quando si considerano le aree scientifiche di base, dove il > ricambio generazionale della docenza e. piu. difficile, in ragione del > fatto che il contenuto numero di studenti ha portato a un eccesso di > personale docente con eta. elevata. Ora, poiche. nel campo della ricerca > sono invece proprio queste le aree piu. competitive a livello > internazionale, l.assenza di ricambio potrebbe nuocere sensibilmente alla > loro capacita. di ricerca. > > . La mancanza di mobilita. > Quando si parla di mobilita., studenti e professori si > assomigliano: stanziali gli uni, stanziali gli altri. La scarsa > mobilita. dei docenti italiani - praticamente cronica, come quella degli > studenti universitari - non si puo. addebitare soltanto all.effetto delle > procedure concorsuali introdotte negli anni .90, che provocarono una forte > riduzione di mobilita., favorendo i candidati interni e congelando > qualsiasi rinnovamento della docenza universitaria. La riluttanza a > cambiar sede deriva anche dall'assenza di incentivi nei confronti di chi > opta per un altro ateneo. Ma anche l.assenza di scambi di personale tra > universita. e enti di ricerca, o tra universita. e imprese, diffusa, al > contrario, in altri Paesi, contribuisce alla scarsa mobilita., con il > risultato nefasto che le ricerche nascono e si sviluppano sempre negli > stessi ambiti scientifici e ad opera degli stessi gruppi. Un simile > scenario conduce inesorabilmente al declino della ricerca. > > . L.apporto dei giovani: la composizione dei gruppi universitari di > ricerca > Il futuro della ricerca e. nei giovani. Pur precisando che in molti casi > la ricerca e. un.attivita. individuale, e. istruttivo scandagliare la > composizione dei gruppi universitari di ricerca. Questi sono costituiti in > buona parte, in misura di circa il 40%, da personale dipendente dalle > universita. (ordinari, associati e ricercatori), per un 15% da dottorandi > e per il 45% da "altri", in larghissima parte personale non di ruolo, sia > interno che esterno. Si tratta prevalentemente di borsisti, assegnisti, > collaboratori e, in misura minore, di dipendenti da altri enti che operano > in collaborazione con gli atenei. Da rilevare che si registra nell'ultimo > triennio un aumento di partecipanti di eta. inferiore ai 35 anni, per la > maggioranza dottorandi. > La percentuale dei soli titolari di assegni di studio finanziati dal MIUR > presso le maggiori sedi, varia dall'8% al 28% del corpo docente, con la > piu. alta incidenza percentuale nell.ateneo di Firenze e la piu. bassa a > Roma "La Sapienza". > In questa stima non rientrano gli assegni di ricerca e le borse post - > dottorato erogati da enti di ricerca e dallo stesso MIUR, nell'ambito di > specifici progetti. > Uno sguardo alle aree scientifico-disciplinari rivela dove e. maggiore la > presenza di personale non di ruolo. La percentuale e. massima nella > Medicina, per la presenza di specializzandi e di personale dipendente > dalle ASL e minima nella Matematica, (ma in genere risulta superiore al > 50%). > A fronte di questo scenario si puo. ritenere che dottorandi e parte del > personale non "strutturato" nei ruoli accademici rappresentino, in misura > significativa, il futuro della ricerca universitaria, alla luce, > pero. delle seguenti considerazioni: > 1) la partecipazione di personale non strutturato non e. di per se. un > fattore negativo, perche. esiste anche nei Paesi piu. avanzati. Quello che > e. negativo e. il fatto che in molti casi - non essendovi mobilita. tra > universita. e mondo della produzione dei beni e servizi - queste persone > non abbiano molte possibilita. di svolgere attivita. di ricerca fuori > dagli atenei; > 2) tra i giovani che contribuiscono, in modo spesso determinante, al > mantenimento del livello della ricerca, i dottorandi costituiscono > probabilmente la parte piu. significativa, con la loro percentuale del > 15-20% fra i componenti del gruppo di ricerca. Rispetto agli altri Paesi > questa percentuale dovrebbe essere piu. alta. > La presenza massiccia di giovani nelle attivita. di ricerca universitarie > e. comune a tutti i paesi avanzati. Quello che e. caratteristico > dell'Italia e. l'assenza di forme contrattuali appropriate, in larga > misura dovuta a difficolta. finanziarie degli atenei e alla > impossibilita. di garantire un normale ricambio della docenza. > > . I dottori di ricerca: alcuni numeri > Nel periodo 1998 - 2000 si e. registrato un incremento del 41% dei dottori > di ricerca, ovvero di coloro che hanno completato un corso di > dottorato. Si tratta di un periodo di formazione attraverso attivita. di > ricerca, di almeno tre anni, a cui si accede mediante concorso. Almeno la > meta. dei posti deve essere coperta da borse di studio. > I dottori di ricerca sono passati dai 2.884 del 1998 ai 4.074 del 2000 e > si sono attestati a quota 3.922 nel 2001. > Da dove provengono? Nel periodo in esame il 20% dei dottorandi proveniva > dalle Scienze di base, il 15% dall.Ingegneria e il 18% da Medicina, > Agraria e Veterinaria. > Considerato la durata di un corso di dottorato, i dati sono relativi a > giovani che si sono iscritti nelle scuole di dottorato fra il 1994 e il > 1997. Nei tre cicli di dottorato successivi a questo triennio, (dal XIV al > XVI ciclo), fotografati nell.anno accademico 2000-2001, si manifesta un > incremento notevole (+84%)degli iscritti ai corsi di dottorato, > particolarmente nelle scienze Biomediche, nei settori della Medicina e > Agro-Veterinaria, nelle Lettere e nell.Ingegneria. Pur considerando il > fenomeno fisiologico degli abbandoni, in crescita negli ultimi anni come > conseguenza delle maggiori opportunita. offerte dal mercato del lavoro, si > puo. comunque valutare che dal 2004 potrebbero essere circa 5 mila i nuovi > dottori di ricerca all'anno, anche in virtu. di recenti interventi > normativi (legge 170/03) e l.ampliamento della possibilita. di finanziare > borse di dottorato sui fondi di ricerca. > > . L.eta. dei dottorandi > Sebbene non siano molte le analisi disponibili circa l.eta. dei > dottorandi, dai dati dei Nuclei che hanno effettuato una rilevazione di > questo tipo, sembra emergere un dato preoccupante: oltre il 60% dei > laureati che accedono a un corso di dottorato ha eta. superiore a 25 anni > e circa il 30% ha eta. compresa fra i 23 e i 25 anni. Si puo. ritenere che > questo dato rispecchi la situazione generale, in cui anche gli studenti > con eccellenti carriere scolastiche giungono in ritardo alla laurea, > accanto al fatto che tra il conseguimento del titolo di studio e l.inizio > del dottorato trascorre mediamente un anno. Questo comporta che il > dottorando termini la sua fase di formazione attorno ai 30 anni, vale a > dire in un.eta. abbastanza avanzata che ne rende piu. difficile > l.inserimento nel mondo del lavoro. > > . Accessi e borse di dottorato > Sono circa 6.000 le borse di dottorato erogate complessivamente nel > 2001. Di queste, le borse di dottorato finanziate dagli Atenei sono > numericamente inferiori rispetto ai circa 10.000 posti disponibili e agli > 8.600 vincitori di concorso. > Dalle considerazioni espresse dai Nuclei di valutazione interna emerge che > il mancato sostegno finanziario e. tra le cause principali delle rinunce > da parte dei vincitori. > In generale, il contributo di enti esterni al funzionamento del dottorato > (erogazioni di borse o finanziamenti specifici per la formazione alla > ricerca o per le tesi di dottorato) e. percentualmente scarso se > proveniente da altre istituzioni scientifiche e del tutto minoritario se > proveniente da imprese o enti di servizio. > Beneficiano pero. di notevoli eccezioni alcune aree scientifiche . Fisica, > Chimica, Biologia -, alcuni settori dell.Ingegneria (elettronica, > informatica) e dell.Economia (Economia Aziendale), dove una frazione > significativa delle borse di studio viene erogata da enti esterni. > > . La presenza femminile .. > Gli iscritti totali a corsi di dottorato nell'anno accademico 2001-02 > superano le 25.000 unita.. > La popolazione femminile risulta leggermente superiore a quella maschile > (51,2% contro il 48,8%) sostanzialmente in linea con le proporzioni tra > laureate e laureati. > > ... e quella straniera > La partecipazione di studenti stranieri ai corsi di dottorato di ricerca > offerti in Italia e. ancora molto esigua e costituisce solo il 2,2% della > popolazione, peraltro concentrata in pochissime realta. con vocazione > internazionale. > > . I dottori di ricerca > Nel 2001 hanno concluso il percorso di formazione attraverso la ricerca, > ovvero sono diventati dottori di ricerca 3.790 soggetti, di cui stranieri > solo l'1%. > Il fenomeno osservato della leggera predominanza femminile degli accessi > ai corsi di dottorato si mantiene sostanzialmente inalterato nell'esito, > con il 51,6% di donne che concludono il corso a fronte del 48,4% di > maschi. > Si tratta di numeri che evidenziano il "sorpasso rosa" avvenuto nel corso > degli ultimi anni accademici e preannunciato dalla progressiva crescita > della presenza femminile registrata sin dall'avvio dei primi corsi, quando > la percentuale delle donne era del 40,47%. > > . Ma quanto e come investe il sistema universitario? > Il finanziamento annuo del Miur, destinato al "conferimento di borse di > studio per la frequenza di corsi di perfezionamento, anche all'estero e > delle scuole di specializzazione, per i corsi di dottorato di ricerca e > per attivita. di ricerca post laurea e post dottorato", ammonta a poco > piu. di 143 Milioni di euro ed e. rimasto sostanzialmente invariato negli > ultimi tre esercizi finanziari, nonostante sia il numero dei laureati, sia > il numero dei dottori del biennio 2000-2001 (due delle variabili su cui si > basa la ripartizione dei fondi) siano stati in crescita se confrontati con > i dati del biennio precedente (1999-2000). > Si puo' stimare che l'investimento complessivo in borse di studio richieda > uno sforzo economico annuo non inferiore ai 64 milioni di euro > (nell'ipotesi di erogazione di borse al minimo di legge ovvero 10.560 > euro). Nell'ipotesi di voler sostenere una maggiore mobilita. dei giovani, > ossia offrire ai dottorandi una esperienza di collaborazione alla ricerca > in ambito estero per almeno uno dei tre anni di corso, lo sforzo > aggiuntivo sarebbe da considerare aumentato di un terzo, ossia per una > ammontare totale di circa 95 milioni di euro. > > . Un dottorato come titolo? > Se e. difficile seguire il percorso lavorativo dei laureati, ancora > piu. complesso e. fotografare quello dei dottori: una primissima analisi > degli esiti dei dottori di ricerca dei primi nove cicli, ossia avviati a > partire dal 1985 e fino al 1994, evidenzia che circa il 38% dei dottori ha > trovato un inquadramento in ambito accademico. Dei 24.852 dottori > osservati, 9.488 hanno un ottenuto un posto di ruolo. Di questi, il 36%, > pari a 3.382, e. oggi un professore associato; il 10%, pari a 950, > e. professore ordinario, mentre piu. di uno su due, ovvero il 54% > e. ricercatore universitario, pari a 5.156 unita.. > Quanto alla presenza femminile, nel primo livello di inquadramento nei > ruoli universitari si conferma la percentuale di donne registrata tra i > dottori (le ricercatrici risultano infatti il 44%), ma perde > progressivamente peso via via che la carriera avanza, con una presenza del > 32% tra i professori associati e solo del 18% tra gli ordinari. > L'accesso ai ruoli accademici da parte dei dottori e. progressivamente > calato nel tempo: se un dottore su due uscito dai primi cicli, riusciva ad > entrare nella carriera accademica, oggi non e. piu. cosi.. Tra le cause > che determinano una maggiore difficolta. ad accedere ai ruoli di ateneo, > figurano le modificazioni introdotte nelle modalita. di reclutamento del > personale universitario, le inadeguate disponibilita. finanziarie degli > atenei, ma anche forse una migliore risposta del mondo della produzione e > dei servizi, in grado di offrire posizioni piu. remunerative. > L'analisi andrebbe completata con un dato al momento non disponibile > relativo alla numerosita. di quanti prestano la propria opera in ambito > universitario senza appartenere ai ruoli del personale universitario. > > --------------------------------------------- > This message was sent using Endymion MailMan. > http://www.endymion.com/products/mailman/
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