Rispondendo a Tiziano, il giocare con le definizioni di "causa" e' in realta' una necessita'. Duesberg, per quel poco che ne so, ha una concezione di causalita' eccessivamente meccanicista che pretende di trovare causa-effetto come in fisica. In ambito medico, questa relazione e' fondamentalmente statistica (e quindi comprende notevoli sfumature) a causa delle variabili individuali e ambientali. E qui sto dicendo poco piu' che un'ovvieta'.
Per altre argomentazioni, questa recensione http://www.scienzanuova.it/numeri/n06/n06_082.htm mi sembra abbastanza sensata, e corrisponde a due-tre chiaccherate fatte informalmente con altre persone che hanno studiato queste cose.
Insomma, come anche era stato notato su Nature nel dibattito degli anni 92.93, Duesberg dopo aver fatto buona scienza stimolando la ricerca di nuove prove epidemiologiche (oggi molte di piu' che 10 anni fa) e biologiche, ha iniziato a intestardirsi su posizioni moralistiche che nulla piu' avevano a che fare con la medicina. in particolare sull'abuso di droghe (ricreative e non). Per questo (almeno questo fu il principale motivo addotto), il dibattito su Nature venne terminato: non era quella la sede.
Ciao
m


p.s.
tra i lettori ce ne sono un paio che potrebbero intervenire,ma mi sa che ora sono ancora occupati con altre faccende. Presto spero si rifacciano vivi.





At 15.36 26/09/2003, you wrote:
per chi fosse interessato ho messo in rete una inchiesta di
science del 94 sulle teorie di duesberg
http://tiziano.freeshell.org/aids.pdf
 in realta' non e' vero che duesberg non parla piu' da dieci
anni, e' che i giornali scientifici seri hanno smesso di
pubblicare i suoi articoli e le agenzie di ricerca hanno
smesso di dargli i soldi. leggendo questo speciale di
science in realta' a me rimangono molti dubbi, le risposte
alle obiezioni di duesberg non sono sempre convincenti, anzi
quasi mai. per quanto mi pare di capire, pero', non e' vero
che oggi duesberg sarebbe zittito da un laureando.  anzi. mi
preme pero' segnalare che quelle mail su rekombinant paiono
sostenere che duesberg nega l'esistenza dell'aids. non e'
vero. la cosa piu' divertente e' che lui mette in dubbio che
l'hiv sia causa di cio' che viene definito aids e
l'establishment che fa? amplia la definizione di cio' che si
definisce aids e amplia la definizione di cio' che significa
"causare". non mi pare molto onesto. e' anche per questo che
le critiche di duesberg adesso hanno meno presa sui
ricercatori. adesso come adesso l'hiv causa l'aids. per
definizione. e' vero che ci sono coincidenze troppo sospette
tra la famosa conferenza in cui gallo dichiaro' la scoperta
che l'hiv causa l'aids e il deposito del brevetto del test
per l'hiv la sera prima. si tratta pero' di un dibattito che
richiede conoscenze specifiche, di sicuro se non sei esperto
e leggi qualcosa di duesberg ti convince, se leggi qualcosa
dei suoi critici ti convincono. e comunque in medicina si fa
un uso troppo disinvolto dei numeri, basta leggere lo
speciale di science per rendersene conto. una cosa ne causa
un'altra, o e' correlata ad un'altra con "il 95% di
intervallo di confidenza". questi fanno statistiche su 30,
40, 100 malati, fanno fit lineari su nuvole di punti random
e poi con un coefficiente di correlazione lineare 0.51
stimano l'intervallo di confidenza al 95%. se poi neanche
cosi' si riesce a dimostrare il teorema che si ha in mente,
allora basta mettere tutto in scala log log e tutto torna
lineare. non mi fido. del resto sarebbe bello sapere come
fanno a dire che "il 40% degli africani e' positivo all'hiv"
oppure "e' malato di aids" quando i test costano 50 dollari.
ma chi gli crede? non so, e' una brutta storia, sarebbe
bello se tra i lettori della mailing list ci fosse qualcuno
che lavora in quel campo...
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