Bo', secondo me merlo e' uno che apre bocca e gli da' fiato pensando che 
l'arguzia domini sul contenuto; che valga la pena di dire una marea di 
stronzate se questo permette di mostrare un'elegante similitudine, un'ironica 
metafora, una cinica frecciata. Poi qualcuno pero' ne usa il contenuto, e le 
stronzate si divorano ironia e metafore: il successo politico del cossiga 
ultrasettantenne e' basato su questa tecnica di raccontare barzellette e 
aspettare che qualcuno non le capisca. Vedrete che rutelli (nota aquila) 
domani dara' un'intervista sul ponte di messina che il berlusca non fara' e 
che l'Ulivo costruira' nei primi 100 giorni.

Gli editorialisti italiani fanno un mestiere strano. Sono pagati una cifra, 
non dicono mai nulla ma lo dicono un un modo che per i lettori diventa una 
droga, giustificando la campagna acquisti stile milanello che ne regola il 
collocamento. Chi non saprebbe scrivere un editoriale come Mario Pirani, che 
dice da seicento anni le stesse cose? Eppure pirani e' considerata una grande 
firma e ha il suo pubblico. Lo stesso dicasi con maltese, biagi, serra, 
merlo, galli della loggia, panebianco, colombo, montanelli, sofri ecc. Anzi: 
io non so quanti li scrivano di loro pugno: come fara' biagi a scrivere 
tremila editoriali a settimana? 


On Thursday 02 October 2003 09:33, mauro wrote:
>Repubblica fa campagna acquisti. Ha "scippato" il brillante editorialista
>Francesco Merlo al Corrierone. Cosi' in prima pagina di ieri ci si trova:
>"Il ponte sullo stretto e' di sinistra". Ho bestemmiato per dieci minuti
>dopo averne finito la
>lettura.....http://www.repubblica.it/2003/j/sezioni/cronaca/pontemessina/pon
>temessina/pontemessina.html ciao
>m
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Ciao

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