Ciao Fabio, perch� non metti on line le due cose: l'articolo di mae wan ho e la tua risposta (corretta in italiano, pliz).
Cioe', non nella colonna centrale ma come Last Minute.
baci e buona domenica, sperem che totti giochi bene...
m


At 14.15 11/10/2003, you wrote:
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amici visto che sta storia della memoria dell'acqua affascina in tanti sarebbe il caso di mettere ordine alle idee
al fine di evitare strani deliri.
 
innanzitutto definiamo due concetti.
 
il primo � un concetto statico, � riguarda l'effetto locale di una particella, nel nostro
caso una molecola, su un liquido omogeneno e polare, nel nostro caso l'acqua.
 
ogni liquido si struttura in modo da avere un ordine locale. nel caso dell'acqua questo ordine locale dipende dalla
possibilita delle molecole di formare dei legami idrogeno, che sono direzionali e che vincolano le molecole a stare ad un certa distanza l'uno dall'altro. esiste una funzione nota che misura questo ordine locale, si chiama funzione di distribuzione radiale. cosa misura questa funzione, facile immaginate di mettervi seduti su una molecola d'acqua e guardate intorno a voi, misurate poi la distanza delle altre molecole d'acqua e collezzionate l'istogramma in funzione della distanza. Poi saltate su un'altra molecola d'acqua e fate lo stesso. e poi ancora fino ad avere visitato tutte le molecole. Fate la media di quello che avete misurato e vedrete che la funzione non � una linea piatta. Ma per distanze corte presente dei picchi e e dei minimi e si appiattisce diventando una linea retta orizzontale a distanze sempre pi� grandi. I picchi che si osservano a corte distanze sono una misura di come l'acqua si struttura, ci sono delle molecole piu vicine altre piu lontane. Ora immaginate di alzar ela temperatura , questi picchi cambieranno, per il semplice fatto che le molecole hanno una velocita differente e una energia per rompere i legami idrogeni tra di loro. Bene questo � un liquidop semplice, � gia qualcuno potrebbe alzare il dito e dire ma allora l'acqua ha memoria di se stessa. Abbassiamo il dito, innanzitutto perch� la memoria � un concetto che invoca la varaibile tempo, mentrre per ora abbiamo fatto una analisi statica. (in meccanica statistica si direbbe la parte cinetica della funzione di boltzalmann � integrata via)!!!!!Abbiamo solo mostrato che anche un liquido puro si struttura localmente in funzione delle sue propriet� fisico-chimiche.
 
Ora aggiungiamo una molecola nel nostro liquido. Scegliamo:  prendiamola una cosetta piccola, ad esmpio un ione carico, ad esempio lo stesso Na che viene a trovarsi in soluzione quando scigliamo l' NaCL. Bene, mettiamoci a cavalcioni di Na e guardiamo la distribuzione delle molecole d'acqua. Otterremo sempre i nostri picchetti, perch� le molecole di acqua si orientano e si legano all'ione per un certo tempo, saranno orientate con l'ossggeno verso
l'Na. Ora prendete una diluizione sempre piu grande, e fate la stessa funzione, che cosa ottenete. sempre la stessa funzione. Perch�??????ma perch� l'osservabile che misuramo � indipendente dalla concentrazione. Noi saltiamo sugli ioni in soluzione e ci guardiamo intorno e poi facciamo la media. se ci sono due ioni in 10000 molecole d'acqua divideremo il nostro istogramma per due, ma avremmo sommato su due distribuzioni, se ce ne sono 4, divideremo per 4 ma l'istogramma � dato da 4 somme. Chiaramente la sitauzione diventa un bordello se la concentrazione diventa altissima, piu' NaCl di acqua , ma in questo caso siamo in un diverso stato della materia, sarebbe una polvere idratata, avete presente il sale da cucina umido??????
 
Quindi abbiamo visto che , localmete i liquidi si strutturano, e che esistono delle osservabili, che in certi range di valori, sono indipendenti dalla concentrazione.
 
Introduciamo il concetto di memoria. Questo concetto � delicato, e dipende dalle proprieta dinamiche, si misura con delle funzioni di correlazione che ci dicono quanto una grandezza � "correlata" ad un valore preso precedentemente. Una molecola in soluzione altera anche delle grandezze caratteristiche per l'acqua, ma solo localmente. Ad esempio consideriamo la diffusione, una molecola d'acqua in un bicchiere, diffonde "balisticamente", spieghiamo: andate a cavalcioni di una molecola d'acqua, e misurate nel tempo la distanza che percorrete. poi per ogni istante in cui avete preso la misura fate il quadrato della distanza misurata. fate il grafichetto distanza al quadrato per il tempo e otterrete una magnifica retta. Da qui si estrae il coefficiente di diffusione. Che succede se metto dentro una proteina in un bicchiere d'acqua? se osservo la diffusione di tutte le particelle, la diffusione sar� piu o meno una retta, a seconda della concentrazione di proteine. Che cosa cambia? Cambia che adesso io guardo che succede all'acqua, e l'acqua si comporta differentemente quando � vicina alla proteina e quando ne � lontana. Qaundo � vicina, ad esempio prendiamo l'acqua che sta sulla superficie, questa non diffonde pi� come una retta ma bensi con una legge a potenza particolare, tradotto va piu lentamente, come se arrancasse sulla superficie della proteina, in frenata libera. Questo pr*erch� la superficie della proteina � irregolare e i siti dove l'acqua si lega ed interagisce hanno una forza di attrazione e una forma geometrica diversa. Sulla superficie della proteina quindi l'acqua ha pi� memoria di se stessa, ma manco troppo. Do dei tempi, una molecola d'acqua a T=300K per fare 3 A ci mette ~3 ps (pico secondi), sulla proteina circa 20 ps.  Ma quanto pesa questa memoria locale, direi poco perche se considero di volta in volta le acque un po piu lontane dalla superficie questa ritornano a fare la "retta", cio� una diffusione normale.
 
Abbiamo quindi visto che una molecola altera la densita locale dell'acqua e anche la sua dinamica, ma che c'entre queto con le propriet� terapeutiche di una sostanza?
 
immaginaniamo che la proteina sia un enzima, e quindi per funzionare deve unirsi ad un'alrta proteina o una altra molecola per catalizzare una certa funzione biologica. il punto di attracco delle due molecole deve essere accessibile, e allo stesso tempo le due molecole si devono mettere in posizione di attracco.Questo attracco
� influenzato da come l'acqua si comporta vicino ai siti di attracco. Immaginate una nave che deve attraccare in porto, se il mare � mosso questa non ce la fa, oppure se l'acqua � congelata non ce la fa ad arrivare al molo.
 
Ma questo con le pippe dell'omeopatia non centra nulla, perche nell'omeopatia si dice che la molecola diluitissima trasmette un effetto a tutta la soluzione: questo � falso perch� le lunghezzedi correlazione dell'influenza di una sostanza e i tempi di questa influenza sono piccole. Sono due le cose o tutta la solueione cquisisce una proprieta particolare per l'influenza della particella diluitissima o speriamo che la "memoria" locale sia conservata lunga tutta la fase di assunzione della "medicina" e che la sostanza diluitissima riesca ad arrivare a funzionare. Nel primo caso le evidenze dicono che a bassissime concentrazioni
le propri�ta della soluzione sono inalterate. E anche supponendo che queste siano conservate, la soluzione deve essere ingurgitata, deve passare attraverso le membrane e andare nell'ambiente cellulare, dove ci sono migliaia di altre sostanze che potrebbero giocare lo stesso effetto. e passando per questi ambienti non si vede perch� l'acqua non dovrebbe acquisire "altre memorie". Nel secondo caso, rientriamo invece nella medician classica e nella biochimica, dove l'efficacia di una sostanza � legata alla probabilit� che questa arrivi dove deve arrivare e alteri localmente i processi biochimici. Meno molecole della sostanza ci sono meno arrivano, ad occhio.
 
insomma non chiediamo l'impossibile a questa benedetta acqua. Localmente sappiamo che � importante il suo comportamento intrno alle molecole, c'� una larga fetta della fisica chimia e biologia che studia come le propriet� di questo splendido liquido, di cui siamo fatti al 70%, influenzino i comportamenti biochimici. Ma sperare che questo liquido sia magico � un po esagerato........
 
baci a tutti e buoan domenica;
 

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