Stamattina ascoltavo per caso uno dei primissimi servizi da An
Nassiryah, pochi minuti dopo l'attacco. Un giornalista non-Rai veniva
intervistato dalla Rai, priva di inviati a A.N.
Gli hanno chiesto: c'erano state avvisaglie? Risponde il giornalista
(Angeli, mi pare): "Si. Negli ultimi giorni la tensione era salita molto
e c'erano state varie manifestazioni e altre proteste a causa dei
massicci licenziamenti operati dalla base militare italiana".
Cioe': si parla della piu' grave sconfitta militare italiana dopo WW2 e
la prima causa che viene in mente ad un inviato e' una causa, diciamo,
sindacale. Non Al Quaeda, non ex-Saddam o altro. 
Strano, no? Alle orecchie di un ascoltatore italiano, le cause citate di
Angeli sembrano sproporzionate: ti pare che per i licenziamenti si fanno
ste cose? 
Eppure Angeli ne sa certo piu' di noi, sa che aria tira e quindi se ha
detto quelle cose e' perche' laggiu' sembrano perfettamente ragionevoli.
Magari sono queste le cose che producono i kamikaze, piu' di Saddam o
Osama. Anche un kamikaze amico di un mio amico si era fatto esplodere in
Palestina per "futili" motivi: soldarelli per fine mese, non 72 vergini
o altre cose.
Boh. Domani vado a PArigi.

Andrea

mauro wrote:
> 
> Alla fine e' successo: muoiono militari italiani.
> La prima reazione emotiva, di cui mi vergogno anche con me stesso, � la
> stessa che ho quando muoiono gli americani: "mbeh, gli sta bene".
> Dopodich�, cancello, penso di nuovo e torno indietro. Rispetto per i morti,
> persone. Dolore per le loro famiglie e i loro amici. Nessun rispetto, anzi
> rabbia e odio contro i mandanti: Berlusconi, Fini, D'Alema, Rutelli. Hanno
> voluto una guerra, e ora si addolorano per i morti, come se non fossero
> messi in conto. Anche i militari (i carabinieri di Genova, l'esercito delle
> torture in Somalia) sono partiti sapendo di andare in una guerra di
> occupazione. Troppo bene � andata finora. Dopo mesi di propaganda, � il
> sangue a dare il colore alle parole degli infami che hanno portato quelle
> persone in guerra. Nausea. Ogni volta, speriamo che il sangue di qualcuno
> serva a qualcosa. Non � mai servito. Basta sangue, basta guerre.
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