Il tuo ego ha voluto la bicicletta? E mo' pedali... (non avevi detto che saresti venuto alla critical mass :) ? )

A parte gli scherzi, secondo me la narrazione delle storie dei precari ha un po' rotto i coglioni, ma forse perche' io ne sento tante. Mi pare che stia diventando un piagnisteo continuo che rende noios*, retrograd* e un po' menagramo i/le precari* della ricerca e della societa' in genere. Certo, va ricordato che l'universita' e' il luogo di lavoro in Italia da cui proviene il maggior numero di denunce per mobbing e che la legge Treu (tuttora valida nella pubblica amministrazione), che proibirebbe rapporti di lavoro a tempo determinato presso lo stesso datore di lavoro per piu' di tre anni, viene violata senza che nessuno, nemmeno il lavoratore, dica "'mbe"?

Secondo me, se (mi) e' possibile, sarebbe importante fare il seguente semplice, semplificato o forse semplicistico ragionamento:

- la societa' della conoscenza (in cui siamo tutt* ricercatori, siamo tutt* innovatori) ha assorbito nel lavoro il cervello e le conoscenze delle persone, ma il cervello e' l'organo meno docile e le conoscenze sono un bene non-scarso (si possono riprodurre a costo zero: fare lezione a 100 studenti o a 2 costa circa la stessa fatica, copiare un cd costa circa zero).

- percio', per funzionare senza rivoluzioni, una tale economia ha avuto bisogno di due catene in piu': la ricattabilita' (i.e. la precarieta') e la proprieta' intellettuale (per controllare e trasformare in un bene scarso la conoscenza)

- Ergo: la lotta contro la precarieta' (nella scienza nella societa' della conoscenza) e' tutt'uno con la lotta contro la proprieta' intellettuale (per la libera circolazione delle conoscenze). Una societa' in cui competenze e conoscenze circolano e si diffondono liberamente e' meno precaria. Se i saperi circolano liberi e belli come l'aria, la formazione e' davvero permanente (come permanente e' l'azione di respirare) e il/la precari* e' meno ricattabile e piu' libero di produrre altri saperi liberi.

Ti aspettavi che io ti suggerissi altro!?
In bocca al lupo, e facci sapere

Andrea

Luca Tancredi Barone ha scritto:
Cari tutti,
per qualche ragioner che mi e' in parte oscura, mi e' stato chiesto di parlare
a un convegno della precarieta' nel mondo dei ricercatori. E il mio ego
espanso non ha saputo (e per la verita' non e' riuscito) a dire di no.
Volevo chiedervi una mano, nel senso che pensavo di raccontare qualche storia
emblematica per chiarire la situazione. Voi che dite? Avete qualcosa da
suggerire, qualche vostra storia?

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