Ti posso citare?? :-)

Sono d'accordo con te. il problema e' che non mi muovo in un mio campo,
non si parla di nulla che io "faccia" concretamente (classico problema italiano:
si invita qualcuno a parlare di una cosa qualsiasi, non di quello che fa.
una cosa che odio). Non si parla ne' di radio, ne' di giornalismo, e neppure
di astronomia o di comunicazione della scienza. Chiamano *me* a parlare
di un problema che non e' il mio, anche se posso essere sensibile al tema.

Ergo, che fare? Come faccio a parlare per 20 minuti di una cosa cosi'? L'unica
idea (mi rendo conto, un tantino banale) e' quella di raccontare le storie
(peraltro, molto radiofonicamente). peccato che non siano le mie storie.
Insomma, la situazione e' un po' strana. Il tuo ragionamento fila benissimo,
e peraltro lo condivido. Ma mi tiene per tre minuti al massimo. E poi che
faccio? non e' che ho schemi, grafici o qualcosa a suo sostegno... non e'
come una tesi di astrofisica, fai vedere un grafico e dici: secondo me questa
(teoria astrusa) fitta con una retta (e solitamente i punti del grafico
sono cosi' sparsi che fitterebbe anche con il simbolo di alberto da giussano).

Capito il problema?

L


>-- Messaggio originale --
>Date: Mon, 07 Jun 2004 13:00:39 +0200
>From: pwd9148 <[EMAIL PROTECTED]>
>To: Laboratorio Autonomo Scienza Epistemologia e Ricerca <[EMAIL PROTECTED]>
>Subject: Re: [e-laser] i precari nella ricerca
>Reply-To: Laboratorio Autonomo Scienza Epistemologia e Ricerca <[EMAIL PROTECTED]>
>
>
>Il tuo ego ha voluto la bicicletta? E mo' pedali... (non avevi detto che
>
>saresti venuto alla critical mass :) ? )
>
>A parte gli scherzi, secondo me la narrazione delle storie dei precari

>ha un po' rotto i coglioni, ma forse perche' io ne sento tante. Mi pare

>che stia diventando un piagnisteo continuo che rende noios*, retrograd*

>e un po' menagramo i/le precari* della ricerca e della societa' in
>genere. Certo, va ricordato che l'universita' e' il luogo di lavoro in

>Italia da cui proviene il maggior numero di denunce per mobbing e che la
>
>legge Treu (tuttora valida nella pubblica amministrazione), che
>proibirebbe rapporti di lavoro a tempo determinato presso lo stesso
>datore di lavoro per piu' di tre anni, viene violata senza che nessuno,

>nemmeno il lavoratore, dica "'mbe"?
>
>Secondo me, se (mi) e' possibile, sarebbe importante fare il seguente
>semplice, semplificato o forse semplicistico ragionamento:
>
>- la societa' della conoscenza (in cui siamo tutt* ricercatori, siamo
>tutt* innovatori) ha assorbito nel lavoro il cervello e le conoscenze
>delle persone, ma il cervello e' l'organo meno docile e le conoscenze
>sono un bene non-scarso (si possono riprodurre a costo zero: fare
>lezione a 100 studenti o a 2 costa circa la stessa fatica, copiare un cd
>
>costa circa zero).
>
>- percio', per funzionare senza rivoluzioni, una tale economia ha avuto

>bisogno di due catene in piu': la ricattabilita' (i.e. la precarieta')
e
>
>  la proprieta' intellettuale (per controllare e trasformare in un bene

>scarso la conoscenza)
>
>- Ergo: la lotta contro la precarieta' (nella scienza nella societa'
>della conoscenza) e' tutt'uno con la lotta contro la proprieta'
>intellettuale (per la libera circolazione delle conoscenze). Una
>societa' in cui competenze e conoscenze circolano e si diffondono
>liberamente e' meno precaria. Se i saperi circolano liberi e belli come

>l'aria, la formazione e' davvero permanente (come permanente e' l'azione
>
>di respirare) e il/la precari* e' meno ricattabile e piu' libero di
>produrre altri saperi liberi.
>
>Ti aspettavi che io ti suggerissi altro!?
>In bocca al lupo, e facci sapere
>
>Andrea
>
>Luca Tancredi Barone ha scritto:
>> Cari tutti,
>> per qualche ragioner che mi e' in parte oscura, mi e' stato chiesto di
>parlare
>> a un convegno della precarieta' nel mondo dei ricercatori. E il mio ego
>> espanso non ha saputo (e per la verita' non e' riuscito) a dire di no.
>> Volevo chiedervi una mano, nel senso che pensavo di raccontare qualche
>storia
>> emblematica per chiarire la situazione. Voi che dite? Avete qualcosa
da
>> suggerire, qualche vostra storia?
>
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