una specie di resoconto tagliato e incollato da vari contributi.
mi piacerebbe usarlo anceh per la prossima trasmissione radio.
Seguendo gli ordini del capo : tagliate e modificate e sopratutto correggete.


buon week end

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Il 13 e 14 settembre si e' svolta a Ginevra la conferenza
"Futuro dell'organizzazione mondiale per la proprieta' intellettuale (WIPO)".
La conferenza, organizzata dal Transatlantic Consumer Dialogue, ha visto la
partecipazione di scienziati e studiosi di legge di fama mondiale e una
cospicua rappresentanza di diverse associazione.


La conferenza ha apertamente criticato l'operato fino ad oggi svolto dall'
WIPO, organismo delle nazioni unite, troppo spesso interessato alla tutela
della proprieta' intellettuale dei paesi ricchi e incapace di difendere il
diritto all'accesso dell'informazione dei paesi poveri.

Le critiche prendono atto che il sistema della proprieta' intellettuale
ha creato un innalzamento dei costi per l'accesso all'informazione,
sia essa rappresentata da software informatici, strumentazioni e materiali
per la ricerca scinetifica oppure dai medicinali.

Tra i partecipanti di spicco Sir. John Sulston, premio nobel in
medicina e fisiologia nel 2002, e Richard Stalmann della free software
fundation che hanno puntato l'attenzione sulla privatizzazione della
conoscenza nel campo della ricerca in biologia e in informatica.

Preoccupazione sull'attuale situazione e' stata espressa anche da
differenti associazioni di bibliotecari, che a causa dell'alto costo imposto alla pubblicistica,
si vedono costretti a tagliare abbonamenti e limitare l'accesso
all'informazione.


Anche Medici Senza Frontiere hanno avuto da ridere. Dopo anni di esperienze
nella lotta all'AIDS e alle malattie "dimenticate", e' evidente che
la liberalizzazione della produzione di medicine generiche fuori da
copertura brevettuale riduce drasticamente i costi per le terapie.
Ad esempio in 4 anni i costi per una tripla terapia per l'AIDS sono passati
da 15.000 US$ per paziente a soli  150US$ l'anno.

E' dunque chiaro che il sistema attuale dei brevetti crea delle
distorsioni inammissibili, estende a beni pubblici una forma di privatizzazione
imprenditoriale, limita lo sviluppo economico/formativo dei paesi poveri, crea
un monopolio politico (quello statunitense) che si basa sul ricatto e lo
sfruttamento di risorse intellettuali:accordi brevettuali,
transfert tecnologico, flussi migratori intellettuali.


La storia ha chiaramente dimostrato che la difesa monopolistica sotto
forma di brevetto e' un oggettivo limite alla crescita economica di terzi.
Alla faccia degli ideologi del sistema. Il Giappone non avrebbe
vissuto la sua straordinaria ricostruzione in un contesto come quello di
restrizione attuale di riproduzione tecnologica. Le stesse tigri asiatiche,
Taiwan e Corea del Sud si sono rifiutate durante la loro espansione economica
negli anni '60/'80 di riconoscere i brevetti stranieri.


Alla fine della conferenza e' stata accettata una risoluzione,
ispirata dal documento di James Boyle
(http://www.law.duke.edu/journals/dltr/articles/2004dltr0009.html ),
per il rinnovamento della regolamentazione dei trattati di difesa della
proprieta' intellettuale e del copyright. La risoluzione e' considerata una
vera e propria vittoria dei paesi in via di sviluppo, capeggiati da Brasile e
Argentina, e che viene considerata da James Love, del Consumer Project and
Technology, un cambio di rotta importantissimo.


La risoluzione non piace certo agli Stati Uniti, e sulle testate americane
compaiono beceri articoli che sbeffeggiano l'approccio libertario.
Tom Giovanetti, presidente del Institute for Policy Innovation (Dallas) si
e' scatenato sull Washintong Post. Le critiche pero'
mancano di contenuti, manifestando come il sistema brevettuale si basa piu'
su una cieca fede che non su dati reali. Il Giovanetti non trova di meglio
che ispirarsi ai Flinstones per difendere l'attuale sistema:
"Disney's ownership of Mickey Mouse doesn't inhibit anyone from creating
something new inspired by Mickey; it simply keeps them from stealing
Mickey and making him their own. That someone owned "The Honeymooners"
TV show did not keep Hanna-Barbera from creating the "Flintstones," it
just kept them from calling their new cartoon "The Honeymooners" and
naming the main character Ralph Kramden".

Se a problemi come la salute, l'educazione, la ricerca e la ricchezza
pubblica,  veranno opposti tali ragionamenti "primitivi" c'e' veramente poco
da discutere. Tocca solo lavorare su una strada autonoma!


-- www.e-laser.org [EMAIL PROTECTED]

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