fabio sterpone ha scritto:
una specie di resoconto tagliato e incollato da vari contributi.
mi piacerebbe usarlo anceh per la prossima trasmissione radio.
Seguendo gli ordini del capo : tagliate e modificate e sopratutto correggete.


buon week end

Ho corretto cosette e ho aggiunto links. E ho tradotto la lunga citazione dal washington post.
Io il pezzo su topolino lo accorcerei, lasciando la frase sui flinstones. Ma cmq mi pare che facciamo un favore a giovanetti.
Per il resto mi va benissimo.


Come titolo, propongo "WIPO senza futuro".

***

Il 13 e 14 settembre si e' svolta a Ginevra una <a href="http://www.tacd.org/docs/?id=261";>conferenza</a> intitolata
"Il futuro dell'<a href="http://www.wipo.int/";>Organizzazione Mondiale per la Proprieta' Intellettuale</a> (WIPO, World Intellectual Property Organization)".
La conferenza, organizzata dal <a href="http://www.tacd.org/";>Trans Atlantic Consumer Dialogue</a>, ha visto la
partecipazione di scienziati e giuristi di fama mondiale e una cospicua rappresentanza di diverse associazioni.
<p>
Gli interventi hanno apertamente criticato l'operato dell'WIPO, emanazione delle Nazioni Unite, troppo spesso interessato alla tutela della proprieta' intellettuale dei paesi ricchi e incapace di difendere il diritto all'accesso dell'informazione dei paesi poveri. Le critiche prendono atto che il sistema della proprieta' intellettuale
ha creato un innalzamento dei costi per l'accesso all'informazione,
sia essa rappresentata da software informatici, strumentazioni e materiali
per la ricerca scientifica oppure dai medicinali.
<p>
Tra i partecipanti di spicco figuravano <a href="http://pedia.newsfilter.co.uk/wikipedia/j/jo/john_e__sulston.html";>Sir John Sulston</a>, premio Nobel per la medicina nel 2002, e <a href="http://www.stallman.org/";>Richard Stallman</a> della <a href="http://www.fsf.org";>Free Software Fundation</a>: entrambi hanno puntato l'attenzione sulla privatizzazione della
conoscenza nel campo della ricerca in biologia e in informatica.
<p>
Preoccupazione sull'attuale situazione e' stata espressa anche da
diverse associazioni di bibliotecari, che a causa dell'alto costo imposto dalle case editrici, si vedono costretti a tagliare abbonamenti e limitare l'accesso all'informazione.
E sono intervenuti anche i <a href="http://www.msf.org";>Medici Senza Frontiere</a>. Dopo anni di esperienze
nella lotta all'AIDS e alle malattie "dimenticate", e' evidente che
la liberalizzazione della produzione di medicine generiche fuori da
copertura brevettuale riduce drasticamente i costi per le terapie.
Ad esempio in 4 anni i costi per una terapia anti-AIDS sono passati da 15.000 dollari per paziente a soli 150 dolalri l'anno. E' dunque chiaro che il sistema attuale dei brevetti crea delle distorsioni inammissibili, estende a beni pubblici una forma di privatizzazione imprenditoriale, limita lo sviluppo economico ed educazionale dei paesi poveri, crea
un monopolio politico (quello statunitense) che si basa sul ricatto e sullo sfruttamento di risorse intellettuali: accordi brevettuali, transferimento tecnologico e flussi migratori intellettuali.
<p>
La storia ha chiaramente dimostrato che la difesa monopolistica sotto forma di brevetto e' un oggettivo limite alla crescita economica di paesi concorrenti, alla faccia degli ideologi del sistema. Il Giappone non avrebbe vissuto la sua straordinaria ricostruzione post-bellica in un contesto come quello di restrizione attuale di riproduzione tecnologica (e infatti per uscire dalla recessione ci hanno messo dieci anni). Le stesse tigri asiatiche, Taiwan e Corea del Sud hanno rifiutato di riconoscere i brevetti stranieri durante la loro espansione economica negli anni '60-'80.
<p>
Alla fine della conferenza e' stata accettata una risoluzione, ispirata dal <a href="http://www.law.duke.edu/journals/dltr/articles/2004dltr0009.html";>documento</a> di James Boyle, per il rinnovamento della regolamentazione dei trattati di sulla
proprieta' intellettuale e sul copyright. La risoluzione e' considerata una
vera e propria vittoria dei paesi in via di sviluppo, capeggiati da Brasile e
Argentina, e che viene considerata da James Love, fondatore del <a href="http://www.cptech.org";>Consumer Project on Technology</a>, un cambio di rotta importantissimo.
<p>
La risoluzione non piace certo agli Stati Uniti, e sulle testate americane compaiono commenti beceri che contro l'approccio libertario al tema della circolazione dell'informazione. Tom Giovanetti, presidente dell'<a href="http://www.ipi.org";>Institute for Policy Innovation</a> di Dallas, ad esempio, si
e' scatenato sul Washintong Post. Le critiche pero'
mancano di contenuti, manifestando come il sistema brevettuale si basi piu' su una fede cieca che non su dati reali. Giovanetti non trova di meglio
che ispirarsi ai Flinstones per difendere l'attuale sistema:
<i>"La proprieta' intellettuale di Walt Disney su Topolino non ha impedito di creare cose nuove ispirate da Topolino; ma ha impedito che qualcuno rubasse Topolino e se ne impossessasse. Il fatto che qualcuno possedesse lo spettacolo televisivo 'The Honeymooners' non ha impedito ad Hanna-Barbera di creare i Flinstones, ma ha impedito che lo chiamassero "The Honeymooners" e che il protagonista si chiamasse Ralph Kramden".</i>
Se a problemi come la salute, l'educazione e la ricerca vengono opposti tali ragionamenti "primitivi" c'e' veramente poco da discutere. Occorre solo imboccare una <a href="http://www.e-laser.org/htm/news.asp?idNews=421";>strada autonoma</a>.


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