ola, saluti, sì, dal brasile e al brasile :)
(anche se fra poco sono a roma, per poco)
tornando al capitalismo e al medio oriente... non intendevo difendere le 
strutture sociali e poltiche schifose comuni a gran parte del mondo arabo. 
Quello che intendevo esprimere è un disagio strano, che mi prende da alcuni 
mesi, nel cominciare a sospettare che forse non credo più al fatto che qui 
il capitalismo bene o male ridistribuisce e (il che mi lascia ancora più  a 
disagio) che l'illuminismo e la democrazia ci diano una marcia in più per 
capire il reale e per cambiare in meglio le cose. Quello che comincio a 
sospettare è:

1. che non credo più a marx quando dice che il capitalismo è una geniale 
invenzione liberatrice necessaria a superare il feudalesimo e che, poi, a 
sua volta viene superato necessariamente da un'invenzione ancor più geniale, 
che è il comunismo che (come dice lenin) si fa con soviet+elettricità 
(ossia: la tecnologia e l'accumulazione che vengono dal sistema capitalista, 
ma usati in "maniera socialista").Senza difendere antichi schifi, non sono 
per niente convinto che i nuovi schifi siano "il passo avanti" nella 
direzione di cose meno schifose

2. che non sono gli arabi che "si sono nutriti solo di allah" ultimamente, 
come se le loro scelte fossero indipendenti, isolate dalle nostre. E' un 
discorso complicato, ma cerco di spiegarmi. Fino a poco tempo fa mi 
disgustavo, mi veniva da piangere e volevo andar via dal brasile, vedendo la 
nauseante capacità che hanno i brasiliani di veder massacrati in pieno 
giorno a colpi di pietra i ragazzi dai trafficanti (per un debito di 3 euro: 
è successeo sotto gli occhi dei mie nipotini di 5 e 10 anni, poche settimane 
fa) e non muovono un dito, non fanno una denuncia. Quando vedevo queste 
cose, e non riuscivo a dormire, quando vedevo i miei amici della caopeira 
che conoscono i mandanti e gli esecutori degli omicidi di periferia, che 
conoscono i trafficanti e ci bevono una birra assieme, quando vedevo la 
corruzione patetica, comica, del governo Lula e mi rendevo conto che tutto è 
normale per la gente di qui, tutto si inghiotte e si cerca di tirare avanti, 
pensavo più o meno quello che tu dici degli arabi: che è un mondo di merda, 
e che loro, per rassegnazione o per qualche forma di "deficit" democratico, 
storico, culturale, sociale, non si tirano fuori dal pantano. Gli arabi si 
nutrono di Allah, i brasiliani si nutrono di sette evangeliche, che prendono 
a calci chi fa canbdomblé e capoeira, proibiscono i tatuaggi, il rossetto, 
il samba, i balli, i pantaloni alle donne e distruggono ogni chance di 
cultura indigena. Pensavo che sì: che è una situazione schifosa e 
"arretrata". Poi la mia compagna mi ha fatto una domanda: "Ma tu credi che 
sia genetico sapere di avere diritti?". Mi ha spiegato che le persone in 
favela, semplicemente, NON SANNO che hanno il diritto di non essere lapidate 
o fucilate dai trafficanti. Non sanno che la polizia NON PUO' torturare. 
Perché la polizia e i trafficanti e la dittatura hanno sempre lavorato 
assieme, mostrando un'unica società possibile. Beh, qui ho cominciato a 
pensare la dittatura, la polizia e i trafficanti non erano l'effetto 
collaterale di una società arretrata, uscita da un medio evo latifondista e 
agricolo per entrare, rattoppata, in un'era industriale e capitalista che a 
sua volta è già in ritardo sul primo mondo. Ho cominciato a pensare che 
dittatura e narcotraffico, al contrario, sono proprio l'illuminismo e la 
modernità, declinati in un posto che, affinché illuminsmo, modernità e 
capitalismo andassero avanti, doveva necessariamente fare il ruolo della 
cantina sporca. Il brasile non sta indietro con l'orologio: non è l'italia 
degli anni '30. Il brasile, in buona parte, è come saranno le metropoli 
europee fra 20 anni. La periferia è il banco di prova della nostra 
modernità: modernità e capitalismo fanno qui i loro esperimenti sociali, 
biomedici, politici, economici. Per questo mi pare che lo schifo arabo non 
sia un fossile vivente di un età primitiva, ma al contrario, lo specchio 
della nostra modernità. Tutto il plus valore che i petrolieri texani 
"ridistribuiscono", è in realtà una colossale pompa di calore che succhia 
dai paesi del sud denaro, sangue, vite e chance di un futuro decente (che, 
sinceramente, non so se sia sinonimo di democrazia come la intendiamo da 
noi), e la "ridistribuisce" a nord. Con terrificante creazione di entropia. 
Se il sistema succhia chance da giù, se gli arabi progressisti vanno a nord 
in cerca di sopravvivenza, studio, lavoro, quello che resta giù non è un 
mondo feudale è arretrato, ma esattamente l'estratto, liofilizzato, della 
"democrazia" e della "modernità".
Ma forse sono solo depresso....
un bacio
yu



Il 08/07/2005 17:27:24, [EMAIL PROTECTED] ha scritto:

>non sono molto d'accordo. il capitalismo fa schifo, ma grazie alle lotte
>sociali e strategie sociali( dal movimento operaio al keynes, dal
>femminismo alle quota laws) ridistribuisce ricchezza meglio delle
>gerarchie feudali che l'hanno fatta padrona in Medio Oriente.
>Non dico certo che i sistemi non hanno avuto interrelazioni forti, ma
>immaginati un politico serio in medio oriente che dice: ok io vendo il
>culo al grande satana e gli sono schiavo vendendogli il petrolio, ma
>reinvesto denaro in educazione, sanita e in un minimo di civilta' della
>vita quotidiana. Senza sbandierare idee rivoluzionarie. Ma con molto
>pragmatismo.
>Invece ho solo visto negli ultimi 30 anni, finita la sbornia delle
>indipendenze nazionali-socialiste (laddove ci sono state) solo corruzione
>a livelli schifosi.
>In Texas, i petrolieri fanno il buono e cattivo tempo ma ridistribuiscono
>denaro anche agli scalzacani wetback provenieniti illegalmente dal
>messico.
>
>Su morte di illuminismo e via discorrendo, non dico che il mondo arabo e'
>responsabile, anche se storicamento da quando hanno vissuto il declino non
>si sono piu' riappropriato di scienza, conoscenza e identita'. Ma si sono
>nutriti solo di Allah.
>Anche in occidente ci sono pressioni forti. Ma e' nel confronto con il
>mondo arabo che escono fuori le mostruosita' anche della nostra cultura.
>E' lo straniero che fa venire fuori le nostre mancanze. Pero abbiamo nel
>mondo occidentale ci sono ancora delle carte da giocare, strtturate. Noi
>le manifestazioni contro la guerra per un pacifismo generalizzato siamo
>ancora capaci di farle, nel mondo arabo NO.
>credo che ci sia unha bella differenza.
>
>salutami il brasil!!!
>ciao z
>
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Yurij Castelfranchi 
Science Writer & Professor of Science Communication
ICS - SISSA - International School for Advanced Studies - Trieste - Italy
LabJor - University of Campinas - Campinas (SP) - Brazil

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