On Thu, 3 Nov 2005 16:49:29 +0100
"arturo di corinto" <[EMAIL PROTECTED]> wrote:

> 1.b) Adozione delle licenze GPL per il software e delle licenze
> creative commons per altri prodotti culturali finanziati dalle
> strutture pubbliche

Non per forza le GPL, ma se proprio vogliamo le GPL e LGPL insieme
possono andare benissimo. Quanto alle Creative Commons, credo che, a
parte il fatto che sono MOLTO diverse tra loro, non siano in generale
un'indicazione adatta per il pubblico settore, in quanto incentrate
sul privato. Comunque la più vicina a una licenza utilizzabile mi
sembra la CC-BY.

> 1.c) Adattare il copyleft, pensato per il software, per la protezione
> del vivente. Una sorta di General Public License (www.gpl.org) per il
> codice sorgente degli organismi, il Dna.

Io invece indicherei pubblico dominio del materiale vivente +
qualcosa tipo il progetto bios di cambia.

> 1.d) Creare database pubblici di dati genetici (sequenze geniche, 
> interazioni
> proteiche, ecc.). La logica del copyleft, il ribaltamento, del diritto
> d'autore, garantirebbe cosi il libero accesso al sapere scientifico.

Un po' generico ma forse si capisce.

> 2.b) Eliminazione dell'obbligo del bollino SIAE. Il bollino va usato
> solo qualora i proprietari dell'opera lo richiedano.

Questa è importantissima!

> 2.d) Abrogazione della legge Urbani. Destinazione delle sanzioni
> pecuniarie per violazione del copyright a incentivare la produzione
> di contenuti liberi

Questa pure...

> 4) Riduzione della durata temporale dei brevetti a 3 anni. Allo
> scadere il brevetto ritorna nel dominio pubblico.

Forse una proposta ragionevole sarebbe 5-6 anni, ma bisogna chiedere
l'impossibile ;-)

> 5) Agevolazioni fiscali e creditizie per i brevetti, il copyright e
> relativo spin-off dai luoghi pubblici di produzione del sapere

Questa cosa sarebbe pericolosa, si brevetterebbe di tutto nelle
università e si creerebbero grossi problemi. (!)

> ETERE
> 6) Attribuzione di una porzione dell'etere e delle radiofrequenze
> agli usi comunitari: tv di strada, reti wireless, radio comunitarie a
> cominciare dal livello locale

Molto interessante.

> 6.a) possibilità di finanziare le iniziative di comunicazione
> comunitarie con una parte dell'IRPEF

Non mi pare il caso, se non in misura davvero minima.

> 10) Centri di cultura digitale. Sull'esempio dei Pontos de Cultura 
> brasiliani, istituire dei centri di cultura digitale nei territori
> sotto la responsabilità e la tutela di associazione di volontariato,
> movimenti ed enti locali. Da finanziare coi proventi della lotta alla
> cosiddetta "pirateria digitale" si strutturano come luoghi per
> l'accesso e la valorizzazione del patrimonio pubblico digitale e
> luoghi di autoproduzione di opere rilasciate sempre sotto licenze
> libere.

Sì, ma di quali proventi parli? Ehm...

> 12.a) Rifiutare qualsiasi forma di censura e di controllo dei governi
> sulla rete Internet

E delle aziende poi!

Il resto mi pare buono, l'unica cosa che mi viene in mente è un obbligo
di legge a rilasciare le specifiche dell'hardware, o almeno dei chip, e
qualcosa contro certi sistemi di DRM (vedasi il caso Sony di questi
giorni).

-- 
Luca Brivio

Attachment: pgpjviHEqfkmU.pgp
Description: PGP signature

--
www.e-laser.org
[email protected]

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