Ciao a tutti---
Mi hanno invitato, come altri esperti del settore, a dare un'opinione al tavolo programmatico dell'Unione sul tema della comunicazione. Ora, non credo che la mia apparizione farà la differenza, ma forse è un'occasione per seminare idee e progetti. Che non sono nuovi almeno per noi che ce ne occupiamo da tempo... La richiesta è semplice. Come posso integrare il mio dodecalogo copn altri elementi a proposito di comunicazione, scienza e ricerca? Che errori devo evitare? E' il posto giusto per chiederlo?

Di seguito il dodecalogo...ciao
Dichiarazioni rese al Tavolo programmatico dell'Unione sulla "Comunicazione"





Arturo Di Corinto

Giornalista, docente universitario. www.dicorinto.it

Direttore della rivista ISDR - Secolo della rete www.ilsecolodellarete.it

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Considerata l'importanza sempre maggiore della comunicazione digitale e dei media indipendenti su Internet, considerato che il digitale è un'industria che produce revenues, tasse e occupazione, ma soprattutto fonda un'economia immateriale basata su servizi, innovazione e conoscenza---



Riconosciuta l'importanza della cultura digitale e impegnandoci a favorire e valorizzare le esperienze di produzione di beni comuni intellettuali nella consapevolezza che l'innovazione e la conoscenza non si sviluppano senza---


- libero scambio delle informazioni

- libera condivisione di idee e risultati

- libero utilizzo del patrimonio comune delle conoscenze



Ecco alcune proposte per favorire il pieno sviluppo della società dell'informazione e della comunicazione coerentemente con l'articolo 21 della Costituzione della Repubblica italiana, la Carta dei Diritti dell'Uomo.



COPYLEFT
1) Incoraggiare la produzione, l'acquisto e lo sviluppo di free software e
software open source (Floss) nella pubblica amministrazione; favorire il riuso,
la formazione e l'addestramento all'uso di Floss nelle scuole e nelle
biblioteche pubbliche

1.a) Istituire Banche dati del software Floss presso le reti civiche e gli enti
locali

1.b) Adozione delle licenze GPL per il software e delle licenze creative commons
per altri prodotti culturali finanziati dalle strutture pubbliche

1.c) Adattare il copyleft, pensato per il software, per la protezione del
vivente. Una sorta di General Public License (www.gpl.org) per il codice
sorgente degli organismi, il Dna.

1.d) Creare database pubblici di dati genetici (sequenze geniche, interazioni
proteiche, ecc.). La logica del copyleft, il ribaltamento, del diritto
d'autore, garantirebbe cosi il libero accesso al sapere scientifico.

COPYRIGHT
2) Ridurre il «tempo di vita» del diritto d'autore, richiedere una
«microtassa» annuale per rinnovarne la titolarità e ottenere che l'opera
torni nel pubblico dominio se non viene pagata (www.creativecommons.org).



2.a) Creare archivi aperti a cominciare dalle pubblicazioni scientifiche, per
mettere in circolo più idee e più conoscenza (http://eprints.rclis.org).



2.b) Eliminazione dell'obbligo del bollino SIAE. Il bollino va usato solo qualora i proprietari dell'opera lo richiedano.



2.d) Abrogazione della legge Urbani. Destinazione delle sanzioni pecuniarie per violazione del copyright a incentivare la produzione di contenuti liberi

BREVETTI
3) Riforma e monitoraggio dell'Ufficio Europeo dei brevetti (EPO) che deve
tornare sotto il controllo pubblico e assumere maggiori vincoli rispetto alla
richiesta di nuovi brevetti;

4) Riduzione della durata temporale dei brevetti a 3 anni. Allo scadere il
brevetto ritorna nel dominio pubblico.

5) Agevolazioni fiscali e creditizie per i brevetti, il copyright e relativo
spin-off dai luoghi pubblici di produzione del sapere

ETERE
6) Attribuzione di una porzione dell'etere e delle radiofrequenze agli usi
comunitari: tv di strada, reti wireless, radio comunitarie a cominciare dal
livello locale

6.a) possibilità di finanziare le iniziative di comunicazione comunitarie con una parte dell'IRPEF

7) Ridistribuzione del segnale wi-fi da parte dei singoli utenti come
contropartita all'uso delle basse frequenze in dote alle società (aeroporti,
stadi, etc.)

ISTITUZIONI ED ENTI LOCALI
8) Istituire una commissione di studio per favorire la free-knowledge society
presso gli enti locali

9) Istituire una commissione parlamentare che si raccordi all'Europa per
affrontare le problematiche della proprietà iintellettuale a livello internazionale mirata a omogenizzare le legislazioni relativa a copyright, brevetti e radiofrequenze in senso "aperto".



9.a) Ricondurre sotto il controllo pubblico la World Intellectual Property Organization (WIPO)



10) Centri di cultura digitale. Sull'esempio dei Pontos de Cultura brasiliani, istituire dei centri di cultura digitale nei territori sotto la responsabilità e la tutela di associazione di volontariato, movimenti ed enti locali. Da finanziare coi proventi della lotta alla cosiddetta "pirateria digitale" si strutturano come luoghi per l'accesso e la valorizzazione del patrimonio pubblico digitale e luoghi di autoproduzione di opere rilasciate sempre sotto licenze libere.



PRIVACY

11) Impedire qualsiasi forma di controllo e di schedatura singola e di massa in rete



11.a) Eventuali indagini e azioni di polizia possono essere avviate solo dietro mandato della magistratura



11.b) Rifiutare qualsiasi ipotesi di legittimazione della violazione della privacy degli utenti per tutelare la "proprietà intellettuale"



INTERNET

12) Riconoscere la rete come bene pubblico, non esclusivo e inalienabile



12.a) Rifiutare qualsiasi forma di censura e di controllo dei governi sulla rete Internet



12.b) Supportare il modello di governance condivisa che ha finora sostenuto il suo sviluppo





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L'obiettivo di un sapere collettivo, pubblico e condiviso e di una comunicazione libera e indipendnte deve essere quello di:



- sviluppare una maggiore coesione sociale

- facilitare i processi di integrazione

- mobilitare competenze diffuse

- favorire la crescita economica e culturale del territorio



Qui non si tratta di intaccare il mostro sacro della proprietà privata, si tratta di scegliere. Se la proprietà privata entra in conflitto con il bene pubblico, la scelta deve essere chiara. Viene prima il bene di tutti.


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Arturo Di Corinto
Cattedra di Comunicazione Mediata dal Computer
Università di Roma "La Sapienza"
Via Salaria 113 - St. 129 primo piano
skype: arturodicorinto
www.dicorinto.it




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www.e-laser.org
[email protected]

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