[EMAIL PROTECTED] ha scritto:
Metà del Pin è stato rilasciato dal sistema tramite un canale riservato in 
https.
Con modalità simili (ma con posta tradizionale) a quelle rilasciate dall'INPS. 
E quindi non è modificabile perchè viene riconosciuto univocamente e 
nominalmente ad un unico soggetto titolare


Ciao a tutti,
prendo spunto da questa frase per sollevare una questione:
La 196/2003 e' ben chiara nel determinare le tempistiche di cambio codici di accesso ("Something I know"): bisogna ritenere questa indicazione valida solo ed esclusivamente per determinati ambiti e non altri ? Mi riferisco ad esempio al codice PIN fornito dall'INPS nella citazione di cui sopra, ma il discorso e' estendibile al codice bancomat, e per quanto apparato di telecomunicazioni al sistema (terminale GSM+SIM),
ecc...

In questi casi quale sarebbe la miglior condotta ?
Ipotesi 1: Dichiaro nel DPS che il codice ci accesso e' fornito dalla coppia Bancomat/PIN e che bloccando l'utenza dopo 3 tentativi sbagliati posso ritenere inutile cambiare il codice di accesso ogni 6 mesi. Ipotesi 2: Faccio impazzire milioni di italiani e impongo il cambio PIN ogni 6 mesi. Ipotesi 3: Sto dicendo cose scorrette (in questo caso Vi prego di correggermi)

Altro problema: quale sarebbe la miglior condotta ai sensi delle 196 in merito a quegli account che non cambiano la password nei tempi stabiliti ? Un normale servizio di home banking ricade sicuramente in questo vincolo, ma ho personalmente visto che tre grandi banche italiane non obbligano l'utente a farlo, solo una di queste avvisa che "sarebbe meglio" cambiare il codice di accesso.

My two cents

Alessandro
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