Prima di prendere qualsiasi decisione analizzerei pi? a fondo la questione: - la casella ? di tipo "individuale" (es. [email protected]), oppure pi? "generica" ([email protected]) - esiste un disciplinare interno? (linee guida 1/3/07 del Garante)? Se il disciplinare esiste e se ? noto (o deve essere noto a tutti) che la casella di posta ? uno strumento di lavoro, appena il dipendente cessa io inibirei la casella di posta elettronica, attraverso il provider o l'amministratore di sistema farei un controllo su eventuali messaggi non scaricati che farei prendere in carico ad un responsabile (pi? che non al collega che ha sostituito la risorsa). Eviterei inoltri automatici ad altre caselle ma chiederei (non sono un tecnico, non so se sia possibile) che per un certo periodo di tempo chi scrive a quella casella riceva una risposta automatica in sui si spiega che il messaggio non ? stato consegnato perch? la casella ? stata disattivata ed in sostituzione ci si pu? rivolgere a "nuova [email protected]", senza specificare che la persona se ne ? andata o ? stata trasferita. Se poi la casella del dipendente cessato fosse di tipo generico, sarei ancora pi? tranquillo, anche in assenza di disciplinare. Infine meno tempo passa tra l'uscita della persona ed il blocco della casella, meno rischi si corrono di ricevere messaggi a carattere privato destinati alla persona che non ? pi? in azienda e quindi si riducono le probabilit? di "incidenti" diplomatici.
Fabrizio Bongiovanni
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