Il giorno Thu, 15 Oct 2009 16:41:56 +0200
rino lo turco <[email protected]> ha scritto:

> Credo che qualcuno abbia avuto realmente accesso al DB , oppure la 
> storia del concepimento è vera?

si tratta di quelle clausole scritte in carattere "corpo 4" che di
solito uno conferma per poter proseguire nelle iscrizioni tipo sito
delle poste.it

le poste rivendono le informazioni a terzi e in sostanza li
autorizziamo noi clienti.

la cosa che mi preoccupa di piu' non sono gli attacchi a poste.it, ma
tutte le basi dati, e' un eccesso chiamarle cosi', che raccolgono le
info quando abbiamo sottoscritto la carta sconto al supermercato, o
quelle info che lasciamo sottoforma di fotocopia per attivare una sim
dal  negoziante (io ho scoperto che dopo 12 anni un negoziante aveva
ancora i miei documenti in copia e nel database della contabilita'...).

E quelle info aggregate, secondo me impropriamente, che troviamo nelle
cosiddette centrali di rischio.

Il discorso e' OT pertanto evito di dilungarmi, ma sarebbe interessante
conoscere il parere degli esperti in merito ad una mia probabilmente
assurda idea: e se si istituisse un sistema tale per cui ogni qualvolta
qualcuno vuole "vedere" i miei dati personali acceda al MIO server dei
dati personali tramite username e password o altro sistema che io gli
rilascio all'occorrenza?

Cosi'... per esempio, per validare una sim posso autorizzare il
negoziante a vedere i dati il tempo strettamente necessario, mentre
posso "sapere" chi e' che viene a guardare nella mia situazione
patrimoniale per propormi un prestito o mandarmi un'email indesiderati
eccetera.

Volendo fare le cose per bene, penso che non sia nemmeno troppo
difficile (ho in mente una cosa alla OpenID per intendersi).



-- 
wipedisk
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più velocemente di quanto voi pensiate. L’unico dubbio è se sarete voi
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