wipedisk ha scritto: in data 18/10/2009 8.50:
Il giorno Thu, 15 Oct 2009 16:41:56 +0200
rino lo turco <[email protected]> ha scritto:

Credo che qualcuno abbia avuto realmente accesso al DB , oppure la storia del concepimento è vera?

si tratta di quelle clausole scritte in carattere "corpo 4" che di
solito uno conferma per poter proseguire nelle iscrizioni tipo sito
delle poste.it

le poste rivendono le informazioni a terzi e in sostanza li
autorizziamo noi clienti.
oddio è come? sarebbe veramente il colmo se cio fosse vero , mi sembra che tale abitudine sia da sottoporre a specifico consenso libero ed informato da parte dell'interessato( vedi vari provvedimenti) se le poste fanno ciò sono chiaramente fuori norma e si espongono a forti risarcimenti.

Sinceramente dubito che si possa essere cosi masochisti da parte di una , seppur molto criticata, importante realtà nazionale, anche se a certe "cose" non vi è mai limite........

la cosa che mi preoccupa di piu' non sono gli attacchi a poste.it, ma
tutte le basi dati, e' un eccesso chiamarle cosi', che raccolgono le
info quando abbiamo sottoscritto la carta sconto al supermercato, o
quelle info che lasciamo sottoforma di fotocopia per attivare una sim
dal  negoziante (io ho scoperto che dopo 12 anni un negoziante aveva
ancora i miei documenti in copia e nel database della contabilita'...).

il termine banca dati è corretto come pure la tua preoccupazione , ma la 196 serve proprio a arginare e gestire questo fenomeno, certo molti diranno che è una legge che nessuno la rispetta etc etc . io sono del parere che la causa di una ancora cattiva applicazione dipende sopratutto dagli stessi interessati. I fatti hanno dimostrato che chi cerca soddisfazione dalla 196 la trova e molto facilmente, dai lavoratori che hanno ottenuto il reintegro a cittadini che hanno ricevuto risarcimenti anche cospicui per trattamenti che i più considerano "normali" .

E quelle info aggregate, secondo me impropriamente, che troviamo nelle
cosiddette centrali di rischio.

si è vero , come è altrettanto vero che il garante ha condannato le centrali imponendo loro la cancellazione. cosa significa ciò , semplice che adesso chiunque si senta danneggiato non ha una via a disposizione ma un autostrada a 18 corsie. Certo se poi uno si lamenta ma non fa nulla ........, Ottenere le prove per avviare azioni risarcitorie è molto più facile di quanto si pensi e spesso la reazione dei titolari pone costoro in condizioni estremamente difficili, insomma spesso fanno tutto il lavoro "sporco" loro stessi; alla faccia del masochismo.

Il discorso e' OT pertanto evito di dilungarmi, ma sarebbe interessante
conoscere il parere degli esperti in merito ad una mia probabilmente
assurda idea: e se si istituisse un sistema tale per cui ogni qualvolta
qualcuno vuole "vedere" i miei dati personali acceda al MIO server dei
dati personali tramite username e password o altro sistema che io gli
rilascio all'occorrenza?

Cosi'... per esempio, per validare una sim posso autorizzare il
negoziante a vedere i dati il tempo strettamente necessario, mentre
posso "sapere" chi e' che viene a guardare nella mia situazione
patrimoniale per propormi un prestito o mandarmi un'email indesiderati
eccetera.

Volendo fare le cose per bene, penso che non sia nemmeno troppo
difficile (ho in mente una cosa alla OpenID per intendersi).

l'idea è ottima e concordo sul fato che possa realizzarsi con , tutto sommato , poca spesa. non trovo nulla di ostativo, anzi, comunque il principio di fondo è usato anche nella gestione di iscrizioni a vari liste/ newsletter dove l'utente può autonomamente decidere .

Certo tutto si basa su un approccio diverso alla banca dati ovvero sul fatto che deve modificarsi il concetto di proprietà cosi come ancora oggi , contrariamente a quanto indicato nella norma, si usa. I dati non sono del titolare del trattamento ma dell'interessato che puo e deve esercitare ogni suo diritto ( primario e indisponibile) in ogni momento con il minimo sforzo. E' un cambio culturale, e condivido sul fatto che sia di una certa difficoltà, da realizzare; trasformarsi dall'oggi al domani da "padroni" a " non padroni" non è facile , ma va fatto e forse si è perso troppo tempo, colpa anche e ritengo sopratutto , dei tecnici di coloro che ogni giorno affiancano, o dovrebbero, gli utenti IT . Siamo noi i primi a ignorare ogni regola che possa anche solo parzialmente, ridurre il nostro smisurato senso di potenza , di superiorità di deus ex machina che tutto è tranne il vero. Mi domando quanti nel creare una anche banalissima raccolta via foglio di calcolo si domandano se hanno superato i limiti , se sono nel lecito. Anche solo a leggere quanto scritto , anche di recente, in diverse liste sul tema della sicurezza IT e sui controlli "preventivi" o i log mi convinco che il cambio culturale deve ancora iniziare, e ciò è grave anche perchè dall'altra parte l'interessato si sta organizzando, sta prendendo sempre più coscienza dei suoi diritti e questo porterà gioco forza ad un incremento di azioni a contrasto azioni che alla fine potranno ricadere come gravi conseguenze proprio sui tecnici, su coloro che rispondendo ad una domanda dell'utente non hanno saputo usare la propria conoscenza o comunque il proprio ruolo per gestire la risposta. Credo che questo sia anche "Qualità" credo che in fondo la qualità nell'IT sia latente , e qualità non è il "prodotto migliore" ma la "soluzione migliore", che sono cose diverse , molto diverse.

Rino

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