Il giorno 31 marzo 2016 13:09, Guerrisi Antonio <[email protected]>
ha scritto:

> Io non ho capito però se l'automazione sta nell'installazione e rinnovo
> dei certificati
>

Da quello che ho letto è così.


o se anche la verifica di identità è automatica.
> Cioè, se io chiedo un certificato come Google Inc. me lo rilasciano? non
> c'è nessuno che controlla?
>

In realtà da quello che ho capito l'unico dato richiesto dovrebbe essere un
indirizzo e-mail.

Del resto non ritengo sia utile fornire dati sensibili all'ente
certificatore: l'unica cosa che nella maggior parte dei casi interessa il
navigatore è di star dialogando col sito vero (ovvero che sia scongiurato
il rischio di attacco chiamato "man in the middle"), e che i dati scambiati
tra client e server siano in forma criptata (ovvero inservibili in caso di
intercettazione), indipendentemente da chi sia il gestore/proprietario del
sito.

Se effettivamente è così, mentre altri certificatori chiedono dati
personali, lo considero un motivo in più per preferire Let’s Encrypt.

Non avendo però esperienza, chiederei a chi già maneggia certificati HTTPS
se abbia voglia di condividere qualche opinione.


Inoltre che mi sta a significare che un servizio del genere è in beta?
>

Che potrebbero verificarsi dei malfunzionamenti (anche se non saprei dire
di che natura). Ricordiamo comunque che Gmail è stato in beta per una vita,
senza che questo abbia creato problemi agli utilizzatori.

Ciao!

Carlo
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