questi sono pazzi!!!!
ora chiamo Nicodemo e chiedo conto, vedo se riusciamo a fare una
conferenza stampa o magari anche un incontro con la d'abundo, la quale
probabilmente sta rendendo un servigio elettorale ad un suo sponsor
.... l'Udeur fa sempre così
ciao
Alfred

Il 23/11/07, gianfilippo<[EMAIL PROTECTED]> ha scritto:
> -----BEGIN PGP SIGNED MESSAGE-----
> Hash: SHA1
>
> Si diffonde a macchia d'olio la notizia dell'accordo del comune di
> Napoli con la spectre.. dicevo, con la microsoft.
> Da quello che sembra, l'assessore Donata Rizzo D'Abundo (UDEUR)
> ha appena stipulato un accordo per circa _UN_MILIONE_DI_EURO_ per
> l'acquisto di software e licenze microsoft, una buona parte da _donare_
> ai propri dipendenti.
> La scelta del comune di napoli e del centrosinistra partenopeo, oltre ad
> essere scandalosamente faziosa e irrazionale, spendendo milioni di euro
> per software di office automation e postazioni di uso comune e
> trascurando completamente le alternative libere, va schizofrenicamente
> in contrasto con la proposta di legge regionale per l'adozione del
> software libero in tutti gli ambiti della PA.
> Attenzione: l'accordo non riguarda software per ambiti particolari, in
> cui l'uso di software proprietari può anche essere giustificato
> dall'assenza di alternative libere, ma riguarda l'acquisto di software
> per il normale utilizzo general-purpose delle macchine.
> Inoltre: la legge, che vi ricordo abbiamo supportato con la
> manifestazione del 17 giugno scorso
> (http://www.nalug.net/gnu-linux-fest-2007/) è stata licenziata dalla
> commissione, ed ora attende da diversi mesi di essere messa all'ordine
> del giorno del consiglio regionale, in uno stato di stallo ed
> indifferenza intollerabili.
> Come dare la "sveglia" alla solita, intorpidita classe dirigente
> regionale? Come ricordargli di mantenere le promesse fatte?
>
>
> Allego un articolo de "Il Mattino" del 18 Nov. 2007, riguardante
> l'accordo con microsoft.
>
> ____________________________________________________________________
> Contratto con Microsoft per programmi pc al lavoro e a casa. Costo: un
> milione. I giovani del Pd: uno spreco
>
>
> da "IL MATTINO" del 18/11/2007
>
>
> SALVO SAPIO - Programmi software gratis per i dipendenti del Comune di
> Napoli; per loro la possibilità di copiare i programmi che hanno in
> ufficio, usare la licenza ufficiale della Microsoft, acquistare altri
> prodotti a prezzi scontati. Privilegi e costi; vantaggi per i dipendenti
> comunali (e per i loro parenti) e un esborso di circa 250 euro all'anno
> per tre anni solo per le licenze, senza contare le spese per l'acquisto
> dei progetti. In pratica un milione di euro per qualcosa che, stando
> all'interrogazione di alcuni consiglieri di maggioranza, potrebbe essere
> risparmiato. Ci sono, infatti, dei programmi che possono essere usati
> senza licenza, sono i software open source della cui utilità per le
> pubbliche amministrazioni si è discusso anche nel corso dell'ultimo
> Compa, il salone della comunicazione pubblica. Il 13 febbraio di
> quest'anno il Consiglio comunale, approva un ordine del giorno che
> «impegna sindaco e giunta a presisporre le opportune azioni e proposte
> per accedere al fondo per il sostegno agli investimenti per
> l'innovazione negli enti locali, attivando la sperimentazione delle
> applicazioni software a codice aperto; ad utilizzare le stesse per la
> digitalizzazione del Comune di Napoli». Già pronti i titoli dei
> giornali: Napoli all'avanguardia, Napoli che sperimenta gli open source,
> il Comune che risparmia soldi e ottiene finanziamenti per
> ammodernarsi. Niente di tutto questo. La decisione del Consiglio resta
> sulla carta. Anzi, il 19 luglio 2007, l'assessore Donata Rizzo D'Abundo,
> titolare della delega alle reti telematiche, presenta una delibera per
> un accordo con la Microsoft. Intesa che non solo prevede un'esborso di
> circa un milione di euro per programmi e licenze ma anche un impegno di
> durata pluriennale e bonus per i dipendenti. Ad approvare la delibera
> tutta la giunta con l'eccezione degli assenti (Cardillo, Laudadio, Mola,
> Oddati, Ricco e Valente), a firmare l'impegno anche quattro dirigenti.
> C'è l'autografo del direttore generale Luigi Massa, del dirigente del
> servizio reti tecnologiche Gerardo Ruggiero, del direttore centrale
> funzione pubblica Antonio Ruggiero e del dirigente del servizio sviluppo
> organizzativo Gianluca Giannelli. «Proprio Giannelli - spiega il
> consigliere del Pd Francesco Nicodemo - è stato negli Stati Uniti per
> definire alcuni particolari dell'intesa e ci risulta che tornerà negli
> States, in particolare a Seattle». Unica intoppo nell'accordo la
> segnalazione da parte del segretario generale, Vincenzo Mossetti, del
> fatto che «spese che impegnino i bilanci per gli esercizi successivi
> rientrano nella competenza del Consiglio comunale».
> E dal Consiglio arrivano tuoni e fulmini. Il 6 agosto c'è
> un'interrogazione firmata da Francesco Nicodemo (ex Ds ora Pd,
> principale animatore della crociata per i programmi gratuiti) e Rosario
> Giudice (ex Margherita ora Pd). I due giovani consiglieri chiedono «i
> tempi e i formali provvedimenti predisposti dall'amministrazione per la
> sperimentazione dei sistemi operativi, applicativi software e
> applicazioni web a codice aperto». L'assessore D'Abundo non solo
> risponde ma offre un vero e propio dossier tecnico di 24 pagine a
> sostegno dei programmi con licenza a pagamento. «Si deve far considerare
> - - scrive l'assessore - al Consiglio che si tratta di una materia che
> necessita di essere compresa e condivisa come processo di natura
> culturale e politica, oltre che tecnologica». Ma il fronte progressita
> non demorde: il 15 novembre l'ultima puntata. In commissione Sviluppo e
> Innovazione, presieduta da Salvatore Galiero (Pd), i consiglieri
> Nicodemo, Anniciello e Giudice (Pd), Vitobello e Ambrosino (Forza
> Italia), Santoro e Renzullo (An), Venanzoni (Udeur), Minisci (Prc) e
> Scala (Idv) tornano all'attacco. Il risultato è che negli uffici del
> Consiglio la sperimentazione partirà. A palazzo San Giacomo no: si
> continuerà a pagare e a regalare i programmi ai dipendenti.
>
> l'intervista
>
>
> Donata Rizzo D'Abundo è l'assessore alle reti telematiche, colei che ha
> portato in giunta la delibera per l'accordo del Comune con la Microsoft.
> Eppure lei stessa ha approvato la sperimentazione dei programmi open
> source per gli uffici del Consiglio comunale. Non si poteva estendere il
> provvedimento all'intera macchina amministrativa?
> «Attualmente è un processo difficile da inserire. Serve una seria
> formazione del personale che dovrà utilizzare i nuovi programmi,
> occorrerebbe aggiornare l'intero parco informatico del Comune che
> utilizza un codice privato. Non è possibile attuare il passaggio ai
> programmi open source con rapidità». E per il Consiglio allora? «Abbiamo
> aderito a una proposta di indirizzo per sperimentare l'open source.
> L'inserimento nella rete municipale sarà un fatto graduale. Si è pensato
> di iniziare dagli uffici in accordo con la commissione comunale che ha
> rilanciato la necessità di sperimentare». Come leggere questa doppia
> scelta? «L'inizio di un percorso che, però, dovrà essere ben ponderato».
> Da qui la necessità di siglare un accordo con Microsoft. «Volendo essere
> precisi si tratta di un'accordo quadro di licenza. Come amministratrice
> ho il compito di curare quello che già c'è piuttosto che pensare a
> quello che potrebbe esserci». Non c'erano alternative alla licenza con
> Microsoft? «Utilizzando certi prodotti no. Non posso buttare tutto a
> mare se il parco informatico municipale utilizza un codice privato.
> Bisogna avere cautela prima di introdurre qualcosa che ancora non è
> conosciuto». Tanti cittadini già usano i programmi gratuiti. «Ma tanti
> altri no. Noi abbiamo anche un portale e per questo dobbiamo tener
> presente che gli utenti potrebbero aver problemi con gli open source.
> (nota di HopFrog: se non è in malafede è davvero incompetente!La verità
> è esattamente il contrario.)Sarebbe una scelta d'élite». L'accordo con
> Microsoft prevede la possibilità per i dipendenti municipali di portare
> a casa e usare privatamente i programmi acquistati dal Comune. «È una
> delle possibilità dell'accordo, così come tante altre opzioni che
> possono essere attivate». Serve per il telelavoro? «No, per adesso no».
> sa. sa
> -----BEGIN PGP SIGNATURE-----
> Version: GnuPG v1.4.6 (GNU/Linux)
> Comment: Using GnuPG with Mozilla - http://enigmail.mozdev.org
>
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