----- "Massimiliano Mantione" <[email protected]> ha scritto:

> Certo, preparare tutti 'sti esami non informatici e' stato a tratti
> piuttosto faticoso, ma per me ne e' valsa la pena: non li uso
> direttamente nella mia professione, cosi' come non uso il latino e la
> filosofia imparati al liceo.
> Ma col senno di poi mi ha fatto un gran bene impararli :-)
> 
> Dopo averti tediato cosi' tanto... scegli quello che ti pare!
> Ricordati di scrivere almeno 50k linee di codice con *coscienza*
> durante
> il periodo di studi, e tutto andra' bene ;-)

Penso che sia in assoluto la risposta migliore :)

Per quanto riguarda Davide: il fatto che molti ingegneri informatici facciano i
programmatori come mestiere è un dato di fatto, ma ce ne sono tanti altri che
svolgono altri mestieri. Molti hanno fatto prima i programmatori e poi sono 
passati
ad altro, perché non è ciò che amano fare. Tutto dipende da te, dai tuoi 
interessi,
le tue capacità, e la tua capacità di far capire che sai e vuoi fare altro. E in
parte dal "caso" che ti porterà in un'azienda piuttosto che in un'altra (per 
cui è
importante informarsi bene sulle aziende cui sottoporre il tuo CV).

E poi c'è sempre la possibilità di continuare la strada accademica, con un
dottorato di ricerca o altro, ma personalmente non lo farei in Italia.

Ciao,
-- 
Andrea Barberio

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