Pensavo di aver fatto un battuta, ho scatenato una discussione che,forse, tra spiriti liberi, non dovrebbe esistere.Io penso che sia ormai un dato di fatto, almeno tra chi usa gnu/linux, che ciascuno è libero di fare del suo software quello che vuole decidendo che licenza metterci, bilanciando a suo modo il rapporto fra etica e mercato. Io posso fare del codice e venderlo una sola volta, venderlo con una royalty x ogni copia oppure rilasciarlo liberamente. Insomma ognuno fa un po' quel che gli pare. A mio avviso non si dovrebbe rivolgere il focus a produttori e venditori ma agli utenti, che vanno resi coscienti ed informati, a quel punto possono scegliere se usare un software proprietario o un software libero, la scelta è del singolo, purchè sia una scelta, ed oggi non lo è perchè siamo in un mondo con troppe "finestre", fatte da uno che si chiama "Cancelli"... fa molto galera.
@Marco >2 - Avere il codice >3 - Distribuire una versione modificata > >libertà 0 e 1 servono a tutti, mentre libertà 2 e 3 servono >solo a chi sa programmare. >In teoria, avendo libertà 2 e 3 posso pagare un programmatore >per fare la modifica che voglio... Non sono proprio d'accordo, io ad esempio oltre il php non vado, se in un software, magari libero, c'è del malaware io non lo saprò mai, in questo caso chi sa programmare o fare del reverse engineering è un garante della mia sicurezza
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