On 05/31/2011 01:56 PM, Marco Rossi wrote:

> Secondo me fino a quando avremo applicazioni closed-source, distribuite
> tramite un market più o meno "aperto" a chiunque, demandando i controlli di
> sicurezza (addirittura da remoto!) a Google stessa, Android non può
> considerarsi "sicuro" (a meno ovviamente di usarlo "as is" magari non
> brandizzato e senza installare niente)

si, d'accordo, ma chi lo (droide o telemela che sia) vuole considerare
"sicuro"?

Google o Apple? Marketing.

Qualche societa' di consulenza? Business.

Qualche azienda nel regalarlo ai manager? Problemi loro :-p

Ma, in fondo, temo che non c'entri nulla la tecnologia in se'.
Smartphone o console di iSeries che sia.

Il problema sono gli esseri umani, i loro errori, le loro idiosincrasie.
E, guarda un po', quando parliamo di smartphone, gli esseri umani
interessati sono almeno un miliardo (potenzialmente).

Ora contate gli anelli deboli della catena <g>.

fusys
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