*** Sito MWL: http://www.simarnet.com/mwl *** Per disiscriversi: [EMAIL PROTECTED] *** Risposta tecnica, per molti risultera' noiosa. Ma le cose funzionano cosi' :-) La resistenza che un'imbarcazione incontra muovendosi in acqua e' dovuta a diversi fattori: - resistenza d'onda - resistenza d'attrito - resistenza di forma e resistenza indotta (che ora tralascio perche' inutili in questo discorso) # Resistenza D'ONDA E' dovuta al fatto che avanzando l'imbarcazione crea un sistema di onde, e dunque disperde energia in acqua. In condizioni di moto simili, la resistenza d'onda aumenta con la quarta potenza della velocita', ossia: raddoppiando la velocita', la resistenza d'onda aumenta di 16 volte (!!). Inoltre: a bassa velocita' sul fianco di una imbarcazione non planante si possono notare diverse onde create dal moto dell'imbarcazione stessa. Man mano che la velocita' aumenta il numero di onde diminuisce. Raggiunta la condizione con una sola onda sul fianco dell'imbarcazione, la resistenza d'onda si impenna e aumenta vertiginosamente, tanto da creare una vera e propria "velocita' limite" per l'imbarcazione. # Resistenza D'ATTRITO E' dovuta allo "sfregamento" tra superfici e acqua. In condizioni di moto simili, aumenta con il quadrato della velocita', ossia: raddoppiando la velocita' la resistenza d'attrito aumenta "solo" di 4 volte. E' proporzionale alla superficie bagnata. Salvo a bassa velocita', nelle barche a vela e nei windsurf la resistenza d'onda e' piu' grande della resistenza d'attrito! Come diminuire la resistenza d'onda? Si possono seguire due vie molto diverse. 1) Caso di una imbarcazione "a dislocamento", cioe' che galleggia quasi solamente grazie alla spinta idrostatica di Archimede, e dunque non fa della planata una fonte continua di galleggiamento. Questo e' il caso delle navi, delle barche a vela. Per allontanare l'impennata della resistenza d'onda si tende ad allungare il piu' possibile lo scafo. In questo modo la resistenza d'onda diminuisce e la velocita' limite si innalza. E' chiaro che la resistenza di attrito aumenta a causa della maggiore superficie bagnata...ma il guadagno in resistenza d'onda e' spesso superiore alla perdita in resistenza d'attrito. Ecco perche' le petroliere hanno un bulbo a prua, ecco perche' non e' possibile far gareggiare 2 imbarcazioni a vela di lunghezza differente (a parita' di altri fattori): la piu' lunga vincera' sempre. 2) Caso di una imbarcazione planante (gommone, aliscafo, windsurf) Grazie alla particolare forma, la spinta idrodinamica dell'acqua tende ad innalzare lo scafo e dunque a diminuire il volume immerso. La resistenza d'onda subisce un calo drastico cosi' a parita' di spinta l'imbarcazione puo' accelerare notevolmente (la mitica sensazione di accelerazione partendo in planata...). Qui la lunghezza non conta piu': conta la forma, specialmente della poppa. Non e' utile allungare lo scafo come nel caso delle imbarcazioni a dislocamento. Spero di avere in parte risposto alla domanda di Vittorio! Tante altre cose sarebbero da dire... La mia tesi di laurea verteva proprio sulla fluidodinamica delle imbarcazioni a vela, in particolare delle chiglie a T. Il suo primo capitolo e' una discussione generale sulla fisica della vela...se qualcuno e' interessato potrei spedirgli una copia (magari a gennaio, visto che domani mattina parto per il viaggio di nozze!). E' davvero interessante cercare di capire come funziona il windsurf... anche a dispetto dei messaggi che sicuramente seguiranno del tipo "E chemme frega della fisica, l'importante e' divertirsi in acqua" o simili. Se qualcuno ha poi anche voglia di aiutarmi a trovare lavoro nel campo della progettazione delle barche a vela.... ;-) CIAO a tutti, ci sentiamo al mio ritorno. Marco *** Le "sorelle" di MWL per KITE, SURF e SNOWBOARD: *** [EMAIL PROTECTED], [EMAIL PROTECTED], [EMAIL PROTECTED] ___________________________________________________________ T O P I C A http://www.topica.com/t/17 Newsletters, Tips and Discussions on Your Favorite Topics
