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Quoting mcsilvan:
zac
Detassazione invece di contribuiti alle
imprese
ne discutevo qualche giorno fa. La tesi economica del centrosinistra (e
non del solo Prodi), nei termini di teoria economica, e' la medesima
del centrodestra.
Questo NON vuol dire che centrosinistra e centrodestra sono uguali!
Pero' vuol dire che (forse), se andiamo a vedere il lavoro svolto sulle
teorizzazione economica, i tempi non sono ancora maturi perche'
l'establishment economico cambi campo. E su questo sarebbe interessante
discutere.
Con il boom della new-economy c'e' stato un gran interesse da parte di
quello stesso establishment, piu' o meno lo stesso per l'opensource, un
po' meno per la filosofia della sharing, pero' per il grosso del
"corpus teorico" dei movimenti (sempre che sia uno e non molti) no.
Difficile pretendere che Prodi ne divenga sostenitore e realizzatore.
Non lo hanno fatto Lula, Zapatero et similia, figuriamoci Prodi.
Qualcosa si puo' fare a livello locale, ma solo perche' si passa alla
pratica e qualche "buona pratica" i movimenti l'hanno tirata fuori (che
pero' se sistematizzate a livello teorico sono a volte insostenibili o
contraddittorie).
Queste elezioni politiche sono decisive, perche' un'eventuale sconfitta
sul campo di Berlusconi e della sua destra sarebbe, a mio avviso, la
prima vera sconfitta di una cultura rozza e prevaricante ed un
possibile risveglio delle coscienze democratiche in Italia.
D'altronde non prendiamoci in giro: l'Unione e' un comitato di
liberazione nazionale aggiornato al 2000, non un'alleanza politica. Il
suo stesso programma e' un programma di ripristino dello status quo
democratico (costituzione, giustizia, economia...). Quindi nessuna
sorpresa che Prodi voglia ripristinare quanto in campo economico e'
stato fatto prima di Berlusconi, magari con qualche correttivo che
tenga conto del mutato quadro internazionale.
zac
La tesi di Prodi, accellerare il processo di liberalizzazione per
formare nuove grandi imprese, rappresenterebbero un vero e proprio
Termidoro per
le forze della sinistra radicale che hanno seguito l'onda di Seattle.
suvvia le "forze" della sinistra radicale sono patetiche ombre della
realta'. Dopo decenni d'irrilevanza hanno avuto la chance di costituire
una forza in grado di incidere ed invece di fare come LaFontaine in
Germania, hanno puntato sulle loro identita'.
Il movimento, che come tale passa, e' finito e ora queste forze sono
afflosciate su se stesse, affogate nella loro tronfia retorica. Sia
chiaro, non ne salvo nessuno: dal correntone DS (!) fino a rifondazione
comunista la scelta e' stata solo tutelare la propria identita'. Mentre
si predicavano gli slogan di cio' che in strada si andava affermando da
Seattle in poi, non si e' aperto un solo processo federativo, di
ridiscussione delle regole democratiche interne, di nuove forme di
partecipazione (tolte le manfrine delle candidature che regalano a mini
apparati un po' di visibilita' mediatica).
Oggi la sinistra radicale conta, ad ascoltare i sondaggi, qualcosa meno
del 10% (qualcosa meno al Senato) di uno schieramento dato per
vincente, mentre solo alle europee si parlava di 15%. Non e' Prodi il
loro problema. E' che non hanno ragione di esistere, se non sono in
grado di fare politica in maniera piu' moderna dal 1897. Inutile dire
che persino la Rosa nel Pugno e' riuscita ad essere piu' innovativa di
loro...
Ciao
Stefano
aka albion
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