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Caro Albion,

ti ringrazio della cortese risposta e rilancio

> Questo NON vuol dire che centrosinistra e centrodestra sono uguali!

Hai ragione. In natura non esistono forze politiche uguali non lo erano la 
Destra e la Sinistre storiche dopo l'unità d'Italia nonostante entrambe fossero 
pilastri dello stato liberale unitario che
è arrivato al fascismo.
Vorrei sgombrare il campo da equivoci: andrò a votare ma questo non significa 
che si debba sospendere l'analisi sulla coalizione
elettorale alla quale si sta trasferendo consenso. Analisi che si riflette 
sulle considerazioni da fare sui risultati e sulle dinamiche di movimento degli 
anni alle nostre spalle. Si tratta di capire per non ripetere: una porzione 
significativa del consenso che va a Prodi (più ampio del 10 per cento della 
sinistra radicale) convergerà su un'ipotesi di governo liberista hardline senza 
ragionevole possibilità di incidere. Un pò perchè mancano le prospettive un pò 
perchè gli stati maggiori Ds-Margherita non sono stati neanche scalfiti dalle 
dinamiche di movimento. Figuriamoci adesso. La questione è: nella natura dei 
movimenti di allora ci stanno mancata risposta e mancato condizionamento al 
restyling neoliberista di Prodi.


> Queste elezioni politiche sono decisive, perche' un'eventuale sconfitta
> sul campo di Berlusconi e della sua destra sarebbe, a mio avviso, la
> prima vera sconfitta di una cultura rozza e prevaricante ed un
> possibile risveglio delle coscienze democratiche in Italia.

La lezione del '96 ci insegna purtroppo il contrario. L'unica sconfitta che può 
invertire il segno, sul piano sistemico, è quella del dispositivo di verità e 
delle tecnologie discorsive immanenti al mercato. L'alternativa tra 
centrodestra e centrosinistra è oggi quella
tra un populismo mediatico che serve gli interessi monopolistici del maggiore
network televiso del paese (e delle forze ad esso correlate) e una coalizione 
di interessi per fare sistema nella nuova competizione liberista. La democrazia 
anche di domani è inclusa giusto nella metanarrazione di Porta a Porta: nessuna 
delle due coalizioni a
interesse a rimuovere questa procedura di indirizzo dell'opinione
pubblica mentre le istanze di democrazia dal basso non sono in grado di 
incidere su questa interpretazione mediatico-notabilare di fissazione 
dell'agenda politica.

Detto questo so benissimo che sul piano territoriale con alcune
amministrazioni di centrosinistra si trovano dei margini di confronto per far 
marciare i propri progetti. E' la grande prospettiva di uscita dal dispositivo 
sistemico che manca e non si colma questa mancanza con le speranza legate a 
piccole esperienze locali.
Personalmente andrò a votare come detto ad alcuni compagni per questioni 
marginali (nel senso che il ceto sociale di cui faccio parte è a margine): 
nella speranza (scommessa) di qualche piccolo beneficio per la ricerca, nella 
convinzione che qualcosa arriva per tutta la galassia del terzo settore, perchè 
l'alleanza con i neofascisti da parte della
Cdl non può non trovare una minima risposta, perchè riesco sempre
a distinguere la differenza tra una nave alla deriva e una che affonda. Siccome 
Berlusconi è una nave che affonda, trovo perlomeno sensato imbarcarmi in una 
nave alla deriva. Almeno i piedi li pianto su qualcosa.
Ma se alziamo il naso e parliamo di politica, il discorso non sta
certo sul chi scegliere domenica 9 ma su come uscire da questa galera.

saluti

mcs



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