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lettera dell'associazione NENS (di Bersani e Visco) a Prodi, Rutelli e
Fassino sul partito democratico. A parte il titolo mi pare molto
condivisibile.

Ciao
Stefano

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Fate girare la lettera e apponete la vostra firma se la condividete,
rispedendola poi al sito del quale vi lascio l'indirizzo di seguito.
La lettera verrà inviata agli interessati nei prossimi giorni, verrà
inoltre pubblicata sul sito dell'associazione promotrice:
http://www.nens.it

Vi lascio le mail presso le quali rispedire la lettera firmata:
[EMAIL PROTECTED]
[EMAIL PROTECTED]


Liberalizziamo la politica


Caro Prodi, caro Fassino, caro Rutelli,

come voi siamo convinti che il PD può essere lo strumento decisivo per
liberare energie e restituire futuro al paese. Per noi, quindi, non è
in discussione se fare il PD, ma "come" farlo.

Vi scriviamo perché siamo molto preoccupati per l'andamento dei lavori
di costruzione del PD. L'iniziativa che avete finora messo in campo
non ci sembra all'altezza delle sfide di fronte all'Italia, un paese
in gravi difficoltà. Ci pare che prevalgano verticismi e tatticismi.
Tutto il dibattito ruota intorno alla necessità -fondamentale- di non
perdere per strada pezzi importanti di quello che c'è. Vi è scarsa
attenzione a gettare ponti con la società, con le formidabili risorse
intellettuali e morali pronte a partecipare alla fondazione di un
partito nuovo, catalizzatore di innovazione nel sistema politico
italiano. Si parla molto di unità, ma troppo poco di innovazione
culturale e politica.

Vi diciamo con franchezza che non abbiamo compreso la scelta di farci
piovere addosso il comitato di redazione per il Manifesto per il PD,
la redazione della Rivista per il PD e il coordinamento delle scuole
di formazione politica del PD. Avete scelto ottime personalità, non è
questo il punto. Ma quali criteri di selezione avete applicato? Ci
avete dato l'impressione di una politica autoreferenziale. Non
comprendiamo perché non si possono definire da subito canali di
partecipazione dal basso, a partire dalle sezioni dei DS e dai circoli
della Margherita. Non capiamo perché non attivate le straordinarie
potenzialità offerte dalle tecnologie della comunicazione e
dell'informazione per mobilitare le enormi disponibilità di
partecipazione, soprattutto delle generazioni più giovani. Vi
segnaliamo che non riusciamo ad appassionarci -eppure abbiamo grande
passione politica e civile- al chiacchiericcio assordante su
transizioni federative, tempistiche congressuali, mozioni di segmenti
di maggioranze.

Vorremmo sentirvi di più parlare di cose da fare: il rinvigorimento
della democrazia nel secolo dell'interdipendenza; lo sviluppo
sostenibile; la lotta alla povertà nei paesi in via di sviluppo; il
rilancio dell'integrazione politica dell'Europa; l'estensione dei
diritti civili; la reinvenzione della civiltà dei lavori nel mondo
globale; le sfide della transizione demografica in corso; il rilievo
politico del cittadino-consumatore; la costruzione di una nuova etica
pubblica; l'affermazione della laicità dello Stato in relazione alla
dimensione pubblica del sentimento religioso; il completamento delle
riforme istituzionali e il cambiamento della legge elettorale; la
rinascita del Mezzogiorno e la lotta alla criminalità organizzata. Ma
soprattutto, vorremmo sentire da voi l'impegno a liberalizzare la
politica, ad introdurre principi di merito e responsabilità per la
selezione delle classi dirigenti.

In sintesi, vi segnaliamo il rischio di naufragio sostanziale, dietro
il (probabile) successo formale del progetto avviato. Di fronte a tale
rischio, non staremo a guardare. Ci interessa il futuro dei nostri
figli e del nostro paese. E' troppo importante la posta in gioco.
L'Italia è ad un bivio: ha la potenzialità per farcela. Ma serve,
innanzitutto, il rinnovamento e la riqualificazione della politica per
battere i mille corporativismi abbarbicati alle loro piccole e grandi
rendite di posizione. Il difficile iter di approvazione del disegno di
Legge Finanziaria l'ha dimostrato ancora una volta: una politica senza
autonomia culturale, senza un progetto forte e radicamento diffuso
nella società soccombe alla pressione degli interessi particolari.

Per contribuire a scongiurare i rischi di naufragio, vi sottoponiamo
una proposta concreta: aprite le unità di base dei DS e della
Margherita per la scrittura dal basso del Manifesto per il PD. Fate
diventare le unità di base i luoghi di incontro delle mille esperienze
costituitesi in questi anni sul territorio. Costruiamo insieme anche
sezioni virtuali nelle quali raccogliere le idee e le passioni di
quanti non possono, per tante ragioni, assicurare una presenza reale
continuativa.

Capiamo bene le vostre difficoltà: i partiti sono soggetti democratici
e non si possono bypassare le scelte congressuali. Non si possono,
quindi, mettere a disposizione le unità di base ora, prima dei
congressi. E' giusto. Ma se è così, rinunciate a scorciatoie
verticistiche, fate partire la fase di mobilitazione per la scrittura
del Manifesto per il PD subito dopo la conclusione, speriamo positiva,
dei congressi dei DS e della Margherita.

Noi comunque ci daremo da fare: cercheremo di lavorare sul territorio
con i dirigenti di DS e Margherita, con i gruppi per L'Ulivo per
costruire, insieme, sedi stabili, reali e virtuali, di discussione ed
elaborazione politica e programmatica.

Vi salutiamo confidando nel vostro aiuto, sicuri che, come noi, anche
voi volete realizzare un partito che "faccia storia", che sia capace
di portare il paese fuori dalla secche in cui si trova. Siamo sicuri
che lavorando insieme il PD ce la farà e, soprattutto, "l'Italia ce la
farà".
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