Prodi, oltre la fabbrica del programma che prevedeva incontri fisici e risultati online, aveva fatto fare incontriamoci.it per far auto-organizzare incontri di sostegno alla campagna elettorale dell'Unione. La cosa ha funzionato decisamente bene, tanto da creare il bisogno di scioglierli subito dopo le elezioni.

Intendiamoci, se parliamo di organizzazione e reperimento fondi le potenzialità di internet non si discutono, tanto che io mi chiedo come fosse possibile lavorare prima. Se pero' si pensa che le potenzialità di internet sia quella di "creare idee" che sono di per se' innovative, be', e' una boiata pazzesca.

zac
Di piu', non capisco il vantaggio di far nascere qualcosa dal basso,
ovvero dalla moltitudine, non capisco perche'
un milione di voci dovrebbero essere meglio di due.

mi pare un po' estremistica come posizione. D'altronde dal 1989 ad oggi, a sinistra, facendo le cose dall'alto abbiamo visto passare il PCI dal 30% al PDS al 25% e ora ai DS al 17%. Fare peggio è obiettivamente difficile. E le primarie dovrebbero far venire dubbi abbastanza solidi da sperimentare qualcosina "dal basso".

zac
Io non credo a questa storia della democrazia partecipativa. faccio un
esempio: non e' possibile che la mafia in sicilia venga scalfita

cosa c'entra la democrazia partecipata con la mafia? La democrazia partecipata è: il Comune di Roma stanzia dei fondi per abbattere le barriere architettoniche a Balduina, organizza una serie di incontri nel quartiere, raccoglie indicazioni su quale soluzione finale scegliere tra le varie opzioni che ha studiato. Alla fine realizza la solzione. Questo e' un percorso partecipato (tra l'altro obbligatorio per le opere di riqualificazione urbanistica). Il discorso che fai tu su mafia ed imprenditori e' vero, ma ha a che fare piu' con l'assenza dello stato (dittatoriale e democratico che sia).

L'uomo forte che risolve tutti i problemi non esiste e nemmeno il partito forte. Esiste un sacco di gente portatrice di interessi che media e cerca la via che conviene il piu' possibile a tutti. Per questo c'e' bisogno di costruire consenso, per questo e' necessario passare attraverso la democrazia. La democrazia rappresentativa attuale non funziona, quella partecipativa puo' essere una pezza (non LA soluzione).

zac
Il problema e' altrove, il problema e' eliminare i rapporti privati tra
politica ed economia, il problema e' sta nel rendere il mercato
veramente libero da monopoli

a mio avviso in Italia c'e' un'emergenza democratica costituita da delle associazioni private (i partiti) che non sono regolati in alcuna maniera dalla legge (come accade per le associazioni culturali, le cooperative, le societa' per azioni etc etc) e che si sono impadroniti dello Stato sostituendovisi. La soluzione e' disarticolare questo sistema di interessi (anche economici) puntando sul fatto che e' un sistema morente. Il libero mercato non risolve una cippa se la societa' e' morta (vedi la Cina).

Personalmente la strada che ho scelto e' quella di puntare su nuove forme partitiche che indeboliscano le vecchie strutture (segreteria nazionale-federazioni locali-unità territoriali-sezioni...) e si aprano ad un rapporto diretto con il territorio e con l'elettorato. D'altronde la via dell'applicazione forzata del libero mercato e della rivoluzione illuminata dall'alto e' fallita (dopo 10 anni di tentativi) nel 1999. Pragmaticamente: e' inutile riproporla ora.

zac
Detto cio', come va? e' da un po' che non ci sentivamo?

non c'e' male, la prossima volta, pero' avverti prima :-P

Ciao
Stefano
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