> On 1 Aug 2021, at 00:19, Giacomo Tesio <[email protected]> wrote:
> 
> No Stefano è questo il problema:
> 
> On July 31, 2021 9:39:37 PM UTC, Stefano Quintarelli wrote:
>> 
>> In data 31 luglio 2021 20:24:57 Giuseppe Attardi ha scritto:
>>> 
>>> La pubblicità esula da questo schema e produce distorsioni che sono 
>>> pericolose PER LA DEMOCRAZIA.
>> 
>> Come tutte le concentrazioni di "poteri così grandi che solo rappresentanti 
>> del popolo eletto dovrebbero avere" (US vs. Columbia steel già nel
>> 1948)
> 
> Nessuno dovrebbe avere il potere che hanno Google e i suoi compagni di 
> merende.

Non c’è dubbio. Il problema è come impedirlo e quale sia una strategia 
realistica nel contesto in cui siamo in cui gli utenti sono “addicted” e non 
sono in grado di riconoscere i pericoli.

Più che il tuo esempio dei tabacchi, è più calzante il caso del traffico di 
droga: punire il traffico di droga è inefficace finché i guadagni sono immensi 
e ci sono milioni di consumatori di droghe.
Eppure gli effetti devastanti delle droghe sono chiari: prova a convincere 
miliardi di persone della disorsione del loro pensiero causato dai social media.

La proposta di Romer è efficace perché apparentemente non coinvolge 
direttamente le persone, ma spezza il meccanismo che le rende dipendenti.


> 
> Nemmeno rappresentanti del popolo.
> 
> Nessuno.
> 
> Pensa a WeChat.
> 
> 
> Se vogliamo preservare la democrazia, abbiamo bisogno di Leggi 
> che impongano al software principi architetturali in grado di 
> rendere tale potere tecnicamente impossibile.
> 
> La distribuzione di qualsiasi software che permetta la costituzione 
> di tale potere dovrebbe essere illegale.

Sono scettico sull’esistenza di una soluzione puramente tecnologica o di norme 
sulla tecnologia.
In un recente post di Yan LeCunn riguardante l’inefficacia dell’Executive Order 
di Biden per controllare la Big Tech,  si dilungava a dimostrare come Google e 
Facebook siano dei “benefattori” in termini di apertura. Fianziamo progetti OS, 
rilasciano OS gan parte ciò che sviluppano, pubblicano apertamente articoli sui 
risultati delle loro ricerche, finanziano la costruzione di dataset.
Tra l’altro sono le stesse Bigh Tech a chiedere normative etiche: sanno 
benissimo che potranno dimostrare facilmente di aderirvi senza intaccare il 
loro business model.

Devi colpire dove fa più male, ossia il protafoglio.

Il 96% dei ricavi di Facebook viene dalla pubblicità.

Ergo, va interrotto il circolo vizioso della pubblicità.


— Beppe

> 
> 
> Giacomo

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