Il 05/08/21 14:38, Damiano Verzulli ha scritto:
Il backup è una cosa tremendamente seria.... e, dati i volumi di dati che si 
trattano oggigiorno, è complesso al punto tale che.... secondo me.... nessuno 
lo fa. Molti sono convinti di farlo, salvo accorgersi che _NON_ lo facevano.... 
solo quando è troppo tardi (come in Regione Lazio, appunto).

Questo è molto grave, perché è l'unica difesa possibile oggigiorno da 
problematiche come il ransomware
(che raramente è mirato, e quindi molto probabilmente parlare di "attacco" è 
del tutto improprio).

Io lavoro in una organizzazione medio-piccola, e il backup si fa, e in maniera 
storicizzata (se perdo i dati
di ieri, ho quelli dell'altro ieri, o della settimana prima). Avere un sistema 
del genere costa, in termini
di dispositivi oppure di anni-uomo (meglio) per essere messo in piedi, ma è 
fondamentale, da sempre. Oggi lo è
ancora di più.

Un sistema di backup deve essere off-line (cioè non accessibile in maniera non 
supervisionata durante
l'attività normale dei sistemi) e storicizzato (vedi sopra). Altrimenti serve a 
poco o nulla in casi
come quello del Lazio.

Aiuta molo il segmentare la rete, limitando i diritti di accesso in scrittura a 
solo ciò che serve.
Aiuta molto se i sistemisti utilizzano ordinariamente strumenti che sono meno 
attaccabili dalla maggioranza
dei malware.

Aiuta, più di qualsiasi cosa, fare cultura: invece di chiedere ai neo assunti 
l'ECDL, vale di più
una serie di domande in sede di selezione mirate sugli aspetti quotidiani della 
sicurezza. E far
crescere giorno per giorno la consapevolezza delle persone.

Nella certezza che il ransomware te lo becchi comunque, prima o poi.

rob
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