Buongiorno, 

rispondo al messaggio di Damiano solo perchè lui ha inserito il
riferimento - che chiamerei "argomento principe" - ad un articolo che
ripete e amplifica il sentimento (tutto italiano?) di
(auto)commiserazione della povera Italia sempre indietro su tutto

...ma che davero stamo messi tanto peggio de' l'artri?!?

A mia parziale difesa aggiungo che il resto del messaggio di Damiano lo
trovo ineccepibile: grazie!

Damiano Verzulli <[email protected]> writes:

[...]

> "/.... //La vicenda dell’attacco ai sistemi informatici della regione
> Lazio non ha nulla di particolare. Ciò che è accaduto non racconta
> niente che non sapessimo già e che non fosse già chiaro da anni. Nulla,
> soprattutto, che non sarà destinato a ripetersi nel prossimo
> futuro. .../"

su questo sono completamente d'accordo, sono davvero infastidito da
tutto il clamore mediatico vuoto e insensato a cui assistiamo OGNI VOLTA
che i media "generalisti" NARRANO di vicende tecnologiche, specialmente
quando c'è di mezzo l'informatica.  Questo è il vero pessimo segno di
una (globale) ignoranza che FACILITA il ripetersi di incidenti come
quello al CED della Regione Lazio.

> è l'incipit del recentissimo articolo di Massimo Mantellini,
> sull'Internazionale:
>
> => Gli attacchi informatici confermano il ritardo tecnologico italiano
> https://www.internazionale.it/opinione/massimo-mantellini/2021/08/05/attacchi-informatici-hacker-regione-lazio

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[...] Questo sentimento è il fastidio dell’Italia per ogni forma di
innovazione. [...] Un fastidio che potrà essere così riassunto: 1) la
tecnologia non serve 2) la tecnologia talvolta serve ma è pericolosa.

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Ma cosa diavolo sta dicendo?!?  Quandomai negli ultimi 30 anni - da
Berlusconi con le famigerrime "tre I" all'implementazione dell'App IO
che chissenefrega se non riapetta quell'impiccio del GDPR! - abbiamo mai
sentito qualche esponente della classe dirigente (include i giornalisti)
dire qualcosa di diverso da un sostanziale "la tecnologia risolve
tutto".  Abbiamo pure il "Ministero dell'Innovazione Tecnologica e
transizione digilale", il cui ministro dice che risolveremo tutto
"andando in cloud".

Di cosa stiamo sparlando se non di un luogo comune?!?

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[...] Nel caso in questione non sarà così utile trovare un colpevole o
anche solo un capro espiatorio; sarebbe più utile rendersi conto che
nessuno è innocente e che le infrastrutture basilari del paese, che nel
giro di pochi lustri sono diventate infrastrutture digitali, sono ora un
gigantesco pericolo per tutti noi. E questo non per colpa della
tecnologia o per colpa dei “terroristi” (come li ha definiti Nicola
Zingaretti) ma semplicemente per colpa nostra, della nostra
inadeguatezza e del nostro rifiuto a vivere dentro il nostro tempo.

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Uh che passaggio esistenzialista!  Sentiamo un po': e gli altri, quelli
più fighi di noi, come stanno messi in fatto di inadeguatezza e rifiuto
a vivere dentro il nostro tempo?

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[...] il tratto fondamentale, anche in questo caso, è stato quello di
una vasta diffidenza nei confronti della tecnologia, diffusamente
vissuta come un ostacolo.

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Aridaje oh: ma in che film?

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[...] Come si risolve allora una situazione del genere? Come facciamo a
salvarci dalla pandemia o dagli attacchi ransomware, o dal prossimo
accidente che il digitale ci sta in questo momento silenziosamente
organizzando? Come potremo farlo se la classe dirigente è questa che
abbiamo e se la nostra percezione di cittadini è tanto vaga e
disinteressata?

La risposta per conto mio è tanto semplice quanto obbligata. Nel breve
periodo semplicemente non ci salveremo: o meglio, ci salveremo solo un
po’, si salverà un po’ l’Italia, grazie al traino tecnologico dei nostri
paesi vicini, che sono da sempre meno svagati e sprovveduti di noi.

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E in che modo i nostri vicini con la loro illuminatissima classe
dirigente (è quella che fa la differenza, ma che davero?) sarebbero meno
svagati e sprovveduti?

Ho l'impressione che chi scrive questi pezzi sia a sua volta più
interessato a una (facile) visibilità NARRATIVA anziché analizzare
realmente il pessimo stato della sicurezza informatica GLOBALE.

Chi scrive di queste cose NON PUÓ ignorare che un supply chain attack
nel 2020 ha consentito uno dei peggiori data breach nella storia degli
USA [1], del quale ancora non è chiara l'estensione, la persistenza e la
penetrazione; breach la cui _genesi_ è stata lo sfruttamento di una
vulnerabilità nel sistema di autenticazione utenti in rete NetLogon
(Microsoft, ripreso pari pari anche in SAMBA), oltre a una sequela
impressionante di PESSIME pratiche di sicurezza in SolarWind.

NON PUÓ ignorare che il sistema sanitario nazionale irlandese è stato
bloccato per qualche giorno da un ransomware [2] E che il ripristino dei
sistemi ha richiesto MESI [3]

NON PUÓ ignorare che un supply chain attack ha colpito l'infrastruttura
Kaseya VSA coinvolgendo più di 1000 aziende [4], tra le quali la catena
Coop svedese che ha dovuto chiudere 800 negozi per quasi una settimana
(rif. nell'articolo in footnote [4])

> Un articolo che --per primo, finalmente-- mette nero su bianco il crudo
> scenario nel quale si trova attualmente il nostro Paese.

Perché solo il nostro paese?  Non riesco a capire quali sarebbero le
evidenze fattuali che evidenzierebbero che lo scenario italiano è
peggiore che altrove.

[...]

> E mentre si riflette.... si approfitta per mettere in piedi una qualche
> procedura di backup degna di questo nome (...posto di avere persone e/o
> fornitori in grado di capire di cosa si sta parlando).

Direi che questo sarebbe il minimo sindacale (di persone e fornitori in
grado ho l'impressione ce ne siano)

Mi permetto tuttavia di suggerire di cominciare a prendere sul serio
quelli che dicono che le soluzioni _tecnologiche_ a questi problemi ci
sono, si chiamano: software libero, reproducible builds, bootsrappable
builds (permettetemi stavolta di sorvolare sui soliti riferimenti);
servono SOLO adeguate risorse per IMPLEMENTARLE.

> L'esperienza, pero', mi dice che quest'ultima attività NON verrà
> effettuata. Nemmeno adesso.

...spero che a furia di brutte esperienze qualcuno si convinca che
conviene progredire anziché tentare di tappare i buchi del "colapasta
cibernetico/infrastrutturale" che abbiamo per le mani oggi.

In conclusione, NON è (mai) stato il problema di rifuitare o meno la
tencologia, ma decidere QUALE (che include com'è progettata e
implementata).



Saluti, 380°


[1] 
https://en.wikipedia.org/wiki/2020_United_States_federal_government_data_breach

[2]
https://en.wikipedia.org/wiki/Health_Service_Executive_ransomware_attack

[3] 
https://en.wikipedia.org/wiki/Health_Service_Executive_ransomware_attack#Restoration_of_systems

[4] https://en.wikipedia.org/wiki/Kaseya_VSA_ransomware_attack


[...]

-- 
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)

«Noi, incompetenti come siamo,
 non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»

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but very few check the facts.  Ask me about <https://stallmansupport.org>.

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