Grazie della segnalazione Juan Carlos,
anche io ho apprezzato moltissimo l'intervento del professor Valletti.

Credo sia stata una delle analisi più lucide del potere dei GAFAM che 
io abbia ascoltato da molto tempo.

Certamente l'analisi più lucida che un economista in buona fede possa fare.


Mi è piaciuta la proposta di fermarsi a pensare a come vorremmo che fosse 
il mondo se non ci fossero i GAFAM.

Anche l'idea di puntare sulla città come alternativa fisica al regno "virtuale"
dei GAFAM mi sembra molto interessante (sebbene non scevra da rischi: la città 
non 
è esente da una intricata dimensione
cibernetica che è spesso ad una o due acquisizioni di distanza da 
Google&friends).

Inoltre ho apprezzato moltissimo la considerazione che Valletti ha fatto 
sull'importanza di ascoltare gli informatici anche a livello politico e 
decisionale.
Il problema purtroppo è sempre valutarne competenza ed indipendenza.



I limiti di questa analisi risiedono invece nel framework concettuale di 
partenza.

Li ha espressi bene il professor Cambini presentando la sessione:
```
L'oggetto di questa sessione è l'interazione fra tecnologia e democrazia.
Democrazia in senso lato: non solo in senso istituzionale ma anche mercato 
e comportamento dei consumatori. [...]
Un tema non nuovo [...] ma che continua a permanere come problema 
rilevante nell'economia e nei mercati in generale.

Il problema rilevante sta nel fatto che noi siamo consumatori...
```

In questo framework interpretativo, per citare Valletti, "i GAFAM ci sguazzano"!

Ed infatti il lobbista di turno ha subito obiettato che la dimensione globale e
la sorveglianza pervasiva dell'AdTech permettono economie di scala 
che FAVORISCONO i consumatori che godono di "prezzi quasi simbolici"[1].

Giustamente Valletti ha definito tale obiezione "superficiale" [2]:
parlare di sistemi cibernetici in termini economici è come rappresentare
una ipersfera in movimento su un foglio di carta.

Il problema che i GAFAM costituiscono per la democrazia non può essere compreso 
in termini di consumatori, concorrenza, prezzi e quote di mercato.

E senza essere compreso, non può essere affrontato.

Infatti le asimmetrie descritte da Valletti (disparità fra i team legali 
dell'UE 
e quelli messi in campo da Google) o le influenze "accademiche" o l'impatto
politico e culturale delle lobby vanno proiettate su scala globale:
Google mette in campo questi strumenti, non solo in UE, ma in ogni stato 
e in ogni regione, in Africa come in Sud America o in Australia.

L'investimento è enorme.

È giustificato solo dal potere che queste aziende ottengono attraverso 
i dati degli individui sulle società del mondo intero.

Se anche tassassero Google al 99%, continuerebbe a fornire GMail o Google 
Analytics gratuitamente.
E continuerebbe ad imporre Android con Chrome, Play Store e 
Google Assistant preinstallato ai produttori.

E questo semplicemente perché il potere conferito dai dati che raccoglie 
è nettamente maggiore da quello fornito denaro che fattura.

Il potere conferito dal denaro cresce in modo lineare, mentre quello veicolato 
dai dati
raddoppia con ogni nuovo bit.

Questo potere a crescita esponenziale rende le soluzioni ai problemi di 
concentrazione
sviluppati dai sistemi anti-trust liberali semplicemente obsoleti.


È vero che in questo sistema interpretativo i GAFAM ci sguazzano, perché
ragionano già in modo informatico.

La situazione odierna degli economisti è quella degli abitanti di Flatland [3]
alle prese con un bambino che strappa il loro mondo bidimensionale per gioco: 
non hanno modo di concepirlo, figurarsi ideare strumenti per contenerlo.


Urgono nuove prospettive e nuovi strumenti concettuali.


Giacomo

[1] il "quasi" aveva la funzione di evitare la contraddizione del prezzo a 
zero, 
che un po' come una divisione per zero mostra una falla nel modello
interpretativo liberista.

[2] e lo è anche da una prospettiva economica, giacché gli enormi profitti
del AdTech derivano dai prezzi pagati dai consumatori, che aumentano sia 
per l'aumento della domanda che per il rincaro dovuto al costo 
del marketing personalizzato.

[3] https://en.m.wikipedia.org/wiki/Flatland
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