Buongiorno nexiane,

https://t.me/twc_ita/529 (canale Telegram di Tech Workers Coalition
Italia aka TWC Italia):

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Ma quindi chi è un tech worker?

Se lo chiede Rachel Kraus sulle pagine di Mashable, magazine solitamente
più interessato ai nuovi telefoni di Apple che non a domanda di questo
tipo. Intervistando la nostra Clarissa Redwine, raccolgono la nostra
stessa conclusione: bisogna organizzare tecnici, creativi, personale di
servizio e tutte le altre categorie di lavoratori impiegati nel mondo
della tecnologia, rompendo le divisioni inventate dai manager per
renderci più deboli. [...]

https://mashable.com/article/tech-union-organizing

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Nota: IMHO potete anche fare a meno di leggere l'articolo su Mashable
(io a metà l'ho mollato, roba già trita e ritrita mi pare)

chi è "tech worker" me lo chiedo anche io da un sacco di tempo e, mi
perdonino gli organizzatori di TWC Italia e i sindacalisti, ho la netta
sensazione che non solo classificare i lavoratori in "tech" e "non tech"
sia fuorviante ma è anche fuorviante classificare i cittadini in
lavoratori e non lavoratori... sempre, ma in particolar modo quando si
parla del ruolo della tecnologia nell'amministrare le nostre vite

sulla pagina principale di https://twc-italia.org/ si legge:

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Siamo programmatrici, rider, magazzinieri, ingegneri, sistemiste,
grafici, copywriter, personale di servizio e di cucina. Siamo persone di
ogni età, genere e livello di esperienza. Senza di noi l’industria della
tecnologia non esisterebbe [...]

Organizziamo i lavoratori e le lavoratrici del settore tecnologico per
conquistare maggiori diritti e migliori condizioni di lavoro, per noi e
per tutti.

Vogliamo ridefinire come la tecnologia viene prodotta, da chi e per
quali scopi.

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Anche solo limitandosi ai lavoratori, perché un addetto al servizio di
cucina delle mense scolastiche o universitarie sarebbe escluso dai "tech
worker"?  Perché un magazziniere di Amazon è tech worker mentre uno di
Esselunga no?  E un sistemista di un'azienda casearia?

Inoltre, faccio notare quanto in realtà sia ESTREMAMENTE più delicato
l'impatto della tecnologia sulle condizioni di lavoro di /altri/
lavoratori, tra i quali per esempio insegnanti (e i loro studenti) e
medici (e i loro pazienti)

Ma SOPRATTUTTO: perché dovrebbero essere i tech workers a "ridefinire
come la tecnologia viene prodotta, da chi e per quali scopi"?  E gli
altri dovrebbero /limitarsi/ a utilizzarla, in silenzio?

Queste (banali?) considerazioni mi servono soprattutto per sottolineare
il fatto che tutte le ricerche svolte sulle condizioni dei cosidetti
tech workers e in generale di tutti i lavoratori DEVONO valere (con le
debite e /facili/ trasposizioni concettuali) per tutti i cittadini

Ad esempio, semrpe TWC Italia rilancia questo sudio:

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Lavoro: la sorveglianza digitale sul lavoro indotta dal CoViD-19 non ha
precedenti, e sta riconfigurando in modo preoccupante e silenzioso i
rapporti di potere sui luoghi di lavoro.

Questo è quanto emerge da uno studio accademico: che venga esercitata
tramite dispositivi indossabili sui lavoratori e lavoratrici in
presenza, o programmi che monitorano l'attività svolta - dal
monitoraggio dei siti visitati fino al tracciamento dello sguardo - su
chi lavora in remoto, la sorveglianza sta creando un pericoloso
precedente le cui conseguenze peggiori possono essere evitate solo
tramite il dibattito sociale, la legge e l'alfabetizzazione digitale.

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.1111/ilr.12219

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(via https://t.me/twc_ita/528)

Lo studio indicato sopra è intitolato
«Essentialjobs, remote workand digital surveillance: addressing
the COVID-19 pandemic panopticon»

e in introduzione recita tra l'altro:

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However, all these actions found a surrogate promptly offered by digital
means, especially but not exclusively in the world of work. It is
undisputed that new technologies have largely benefitted from forced
isolation and are likely to play an ever more pervasive role in
workplaces and society at large. An instant effect has been a powerful
digital acceleration, which could have taken decades to
occur. Predominantly described as a magnifierof pre-existing movements,
the pandemic should be therefore regardedas a window into some possible
futures of work, arrived sooner than anticipatedand causing growing
anxiety.

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ecco: nel brano sopra provate a sostituire i concetti "work" con
"citizenship" e "workplaces" con "social relationships" [1]: il
risultato non è forse più accademicamente utile e socialmente efficace?

credo che questi ragionamenti valgano anche per risorse come «Boss ex
machina» https://bossexmachina.ie.edu/ et al

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Today, cyber-physical devices make it possible to implement new
practices of organizing, executing, monitoring and evaluating employees’
performance – in each and every industry. These tools determine a
“genetic mutation” of prerogatives legitimately exercised by employers,
managers, coworkers and clients in workplaces driven by machines, AI and
online platforms.‪ ‪Management by algorithms and workforce analytics are
salient instantiations of widespread evidence-based human resources
models, which can be lumped together under the definition of “boss ex
machina”, a modern calque from the intriguing Latin expression “God from
the machine”. ‪‬‬‬‬‬‬‬‬‬‬‬

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anche qui provate a sostituire i termini legati al lavoro con quelli
legati alla cittadinanza (es. "monitoring and evaluating" [2] dei
cittadini, come nei sistemi di social scoring)

penso che gli studi sul - e le lotte nel - mondo del lavoro dovrebbero
essere "rifocalizzate", evitando di auto-sottoporsi (come una sorta di
autocensura, per non fare troppo casino) al "dividi et impera" di antica
memoria

penso anche che tali studi non dovrebbero prescindere da una sufficiente
analisi della storia e mitologia dell'automazione cibernetica, come
giustamente suggerito da Maurizio Lana ieri:
https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2022-January/023065.html


Saluti, 380°


[1] tra l'altro, faccio sommessamente notare che è praticamente ovvio
che la stragrande maggioranza dei datori di lavoro stanno subendo
/notevoli/ pressioni socioeconomiche per essere /spinti/ (attraverso
sofisticate tecniche di nudging) ad adottare di "propria sponte" misure
/tecnologiche/ - nel 99% dei casi fuori dal proprio diretto controllo -
per la sorveglianza (più precisamente il "captunring") dei propri
collaboratori

[2] cioè "capturing"

-- 
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)

«Noi, incompetenti come siamo,
 non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»

Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts.  Ask me about <https://stallmansupport.org>.

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