Buona sera David.

Che dire... viviamo in tempi estremamente confusi.

Gli USA in affanno, il capitalismo collassa sotto le proprie contraddizioni...
l'economia è al tramonto mentre sorge l'informatica...

Tempi ideali per finti profeti!


On January 23, 2022 11:53:25 AM UTC, David Orban  wrote:
> 
> Viviamo in quegli interstizi della realtà...

Non so tu, ma io vivo sul pianeta Terra.

E preferirei restarci, con i piedi per Terra. ;-)

Come spesso accade, anche tu confondi il modello con la realtà che descrive.


> La nostra capacità di percepire la realtà e di interpretarla, in senso
> platonico, non è fissa, ma dipende dagli strumenti tecnologici che abbiamo
> a disposizione e dall'abilità e desiderio che abbiamo di impiegarli. In
> questo senso, il rifiuto dei risultati della scienza è un rifiuto dello
> sforzo che è necessario per la padronanza degli strumenti dialettici,
> epistemologici e concretamente di laboratorio o informatici.

Perché confondi percezione ed interpretazione?

Sono processi molto diversi!

Forse perché entrambi sono effetto delle conoscenze pregresse?

Certo, per costruire un microscopio devo conoscere principi di ottica.

Ma qualsiasi interpretazione delle osservazioni che mi permette (inclusi
gli artefatti dovuti ai limiti delle lenti) consegue dalla mia cultura e dalla 
mia capacità di
integrare tali osservazioni in essa.


Tuttavia gli strumenti tecnologici amplificano solo la percezione: 
l'interpretazione è
inesorabilmente una prerogativa umana.

Come tale è storica e politica.


> L'intelligenza artificiale è una componente della realtà: il nostro compito
> è di plasmarla affinché possa essere impiegata in modo da risultare utile.

No David, l'Intelligenza Artificiale è una fantasiosa narrazione di una 
tecnologia
largamente fraintesa.

Una narrazione che peraltro rallenta la ricerca stessa molto più di quanto gli 
ingenti 
finanziamenti militari riescano ad accelerarla.


> L'Unione Europea ha stanziato fondi importanti per le iniziative di
> Explainable AI. (Esempio italiano: https://xai-project.eu/)

Beh... questo non significa molto, di per sé.
L'UE ha anche buttato 10 milioni di euro in finanziamenti a progetti blockchain 
based.

Insomma, perdona loro: non sanno quello che fanno.

Ed infatti tutti i progetti che ho visto di XAI si limitano a cercare di 
GIUSTIFICARE l'output 
di software programmati statisticamente, ma non provano nemmeno a spiegarne 
l'elaborazione.

Anche perché, se l'elaborazione fosse descrivibile, potrebbe essere 
implementata 
più efficientemente con un software "tradizionale".


> L'ipotesi della
> singolarità tecnologica si fonda sull'assunto che ci siano limiti
> fondamentali alla nostra capacità di spiegare l'AGI (intelligenza
> artificiale generale) e quindi ultimamente la realtà.

Infatti.

Tutta la narrazione dell'Artificial Intelligence, ed ancora di più quella 
dell'AGI, si basa su
ipotesi che negano la possibilità stessa di essere falsificate.

Sono dogmi di fede.

I loro evangelist usano arzigogolate elucubrazioni per confondere proseliti 
impreparati cui chiedere una promessa solenne:

"In nome della Scienza, rinunci a dubitare?"


> Secondo la filosofia transumanista è la nostra natura, opportunità e
> destino trovare gli strumenti che, permettendoci di superare i nostri
> limiti e di ridefinire che cos'è essere umani...

Già.

La ridefinizione di ciò che significa essere umani è sempre stata alla base 
dei sistemi oppressivi e violenti. 

Il negro, l'ebreo, il nemico... DEVE essere non umano, poiché altrimenti 
ucciderlo, stuprarlo o usarlo rivelerebbe come disumano l'oppressore.


A questa dinamica antichissima il materialismo ne ha affiancata una nuova:
la rinuncia stessa all'umanità, la deresponsabilizzazione cosmica.

Il soldato, l'oppressore, l'assassino, rinuncia alla propria libertà, si 
accetta come
complesso ingranaggio di una macchina che non comprende ma che lo determina.

Rinunciando al libero arbitrio (ed alla responsabilità che ne consegue) si crede
macchina, robot biologico.

Si fa schiavo e schiavista ideale!
Senza speranze e senza rimorsi.

Homo homini... machina.


Ed è naturale che nella confusione del nostro tempo, questo infelice prodotto 
del materialismo, provi più empatia per macchine fantasiose che per persone 
reali.

Perché è incapace di empatia, ma non è pronto ad accettarlo.



Giacomo
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