Mi inserisco nella discussione con una considerazione un po’ amara: temo
che toccherà a storici, sociologi, psicologi sociali indagare – e spero che
ciò avvenga presto - gli effetti di quella che a me appare come una
gigantesca campagna di disinformazione di massa su scala globale

Mi riferisco al fatto che sin da subito il dibattito scientifico presentava
dati e considerazioni tali da indurre cautele nei confronti delle campagne
di vaccinazione di massa, dati e considerazioni che però venivano censurati
o taciuti dai media (emblematiche, per fare un esempio tra molti, le
censure operate da FB nei confronti di chi citava articoli usciti sul
Britisch Medical Journal; la rivista segnalò il fatto con toni ironici – è
noto che si tratta di una delle più importanti riviste in campo medico, la
quale non ha quindi bisogno di esibire i titoli della propria
autorevolezza).

Riporto qui solo alcuni aspetti.

Non si vaccinano persone che presentano l’immunità naturale, la quale ha
maggiore efficacia di quella indotta da vaccino, pena il rischio di indurre
ciò che si chiama ADE (antibody-dependent enhancement). Fatto noto sin da
subito, ma ampiamente censurato.

Non si costringono persone a vaccinarsi, pena la perdita dei mezzi di
sussistenza, in presenza di cure efficaci del virus, tra le quali uno deve
essere libero di scegliere. Molte sentenze italiane degli ultimi mesi, che
hanno reintegrato sia medici sospesi perché avevano curato i loro pazienti,
sia sanitari o pubblici ufficiali che non avevano il GP, fanno riferimento
a ciò. È vero che in Italia non c’è stato un pronunciamento della Corte
Costituzionale in merito, ma tali sentenze hanno almeno permesso il
reintegro delle persone sospese sollevando dubbi circa la costituzionalità
di un provvedimento come quello che istituiva l’obbligo di esibire il GP
per poter lavorare. Ricordo però la sentenza della Corte Suprema USA del 13
gennaio 2022 (n. 21a244) su National Federation of Independent Business vs
Occupational Safety and Health Administration, che vieta l’imposizione
dell’obbligo vaccinale sul territorio USA.

Molti studiosi, da mesi, sollevavano dubbi circa la possibilità che i
vaccini potessero prevenire i contagi. Ora tali dubbi non sussistono più.
Quindi sarebbe il caso di dire una volta per tutte che ciò che è stato
fatto non aveva senso – ovvero: ti costringo a vaccinarti perché così non
solo salvi te, ma aiuti la collettività a prevenire la diffusione della
pandemia.

Da tempo vengono pubblicati articoli che interrogano la vastità e la
portata degli effetti avversi, a detta di tutti ampiamente sottostimati sia
da VAERS, sia da Ema, sia da AIFA. Si ha l’impressione che tale letteratura
continui a venir bellamente ignorata dai media.

Ma la cosa che più mi ha colpito, in questi anni, è stato il silenzio
mediatico assordante nei confronti dei numerosi studi di Ioannidis,
indiscussa autorità mondiale in campo epidemiologico, i quali mostrano che
gli effetti delle restrizioni adottate da molti paesi per prevenire i
contagi (tipo il lockdown) sono stati scarsi o nulli.

Mi fermo qui per non farla lunga.

Giovanni

Il giorno lun 7 nov 2022 alle ore 00:15 Giacomo Tesio <[email protected]> ha
scritto:

> Salve Rossana
>
> On November 6, 2022 9:11:15 PM UTC, Morriello  Rossana <
> [email protected]> wrote:
> >  personalmente credo che le Big Tech abbiano grandi responsabilità non
> nella
> > censura ma al contrario nella diffusione della falsa scienza.
>
> Censura e disinformazione non sono mutualmente esclusive.
>
> Ricordiamoci che possono essere operate in modo mirato, prevedendo la
> reazione del
> singolo soggetto cui sono applicate.
>
>
> Giacomo
>
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